Domenica, 15 Aprile 2018 22:14

Sottocosto, una legge (inutile) da rendere più moderna

Sembrerà strano, ma siamo già a metà aprile e nella GDS non si sente ancora parlare di sottocosto. Che gli uffici marketing delle insegne del settore abbiano finalmente capito che si tratta di una promozione obsoleta? Da relegare alla GDO, per la quale è nata?

Sembrerà strano, ma siamo già a metà Aprile e nella GDS non si sente ancora parlare di SOTTOCOSTO. Che gli uffici marketing delle insegne del settore abbiano finalmente capito che si tratta di una promozione obsoleta? Da relegare alla GDO, per la quale è nata? Diciamoci la verità, ormai vedere un volantino SOTTOCOSTO stupisce il cliente più o meno come un banale colpo di scena di una pellicola a basso budget: abbiamo la sensazione di aver già visto il film. Le promozioni SOTTOCOSTO sono le uniche promozioni regolamentate da una legge. E per la precisione dal Decreto del Presidente della Repubblica n. 218 del 6 aprile 2001. Citiamo testualmente: “Con la dicitura SOTTOCOSTO si intende la vendita al pubblico di un prodotto ad un prezzo inferiore a quello risultante dalle fatture di acquisto”. Nato con il nobile intento di regolamentare e calmierare la concorrenza della GDO, il SOTTOCOSTO si è ben presto esteso alla GDS.

Il Decreto fu accolto come un SVOLTA nel commercio quando fu emanato. Si cercava di porre dei limiti alla concorrenza selvaggia, avere maggiore attenzione nei confronti del cliente finale dando “garanzia” di una determinata promozione, ma anche di tutelare le aziende che erano state fino ad allora libere di perseguire strategie commerciali senza regole. Il Decreto modificava in modo sostanziale il campo d’azione della GDO: equilibrando il mercato dell’offerta. “La vendita sottocosto […] deve essere comunicata al comune dove è ubicato l'esercizio almeno dieci giorni prima dell'inizio e può essere effettuata solo tre volte nel corso dell'anno; ogni vendita sottocosto non può avere una durata superiore a dieci giorni ed il numero delle referenze oggetto di ciascuna vendita sottocosto non può essere superiore a cinquanta”. Quindi, tolti questi 30 giorni l’anno e queste 150 referenze, le insegne DEVONO vendere i prodotti con un margine, seppur minimo, di guadagno?

Questo è ciò che si intuisce dal Decreto, che al punto 6 recita: “Sono vietati gli annunci e i messaggi pubblicitari, effettuati con qualsiasi mezzo, relativi ad operazioni non consentite dal presente decreto”. E ancora, al punto 8: “Le disposizioni del presente decreto non si applicano alle vendite promozionali non effettuate sottocosto”.

Il cliente finale quindi è incredulo alla vista di tante promozioni tra un sottocosto e l’altro, ed è portato a credere che la GDS abbia margini di vendita talmente elevati da potersi permettere di scontare l’IVA, di dare il secondo prodotto a metà prezzo, di regalare una articolo, SENZA andare sottocosto. Sono previste delle sanzioni per chi vende sottocosto al di fuori di quanto previsto dal decreto? Ebbene sì: fino a 6 milioni di …LIRE. Se l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato sorprende un distributore a vendere sottocosto quando non potrebbe lo può multare di ben 3000 euro. Ovviamente in caso di recidiva può sospenderne l’attività fino a 20 giorni. Saremmo curiosi di conoscere che tipo di controlli opera l’Autorità Garante, soprattutto nei confronti dei siti e-commerce. O se l’on-line è considerato ancora oggi, anno del Signore 2018, Terra di Nessuno, un far-west in cui poter commettere illeciti e facili guadagni.

Ragionando quindi sull’inutilità e obsolescenza di questa legge, non sarebbe il caso di iniziare un percorso legislativo che porti all’emanazione di un decreto più moderno, che comprenda anche controlli per i vari siti on-line che vendono sottocosto ogni giorno dell’anno? O anche noi, come i nostri clienti, ci illudiamo del fatto che lo facciano perché hanno acquistato la merce a costo inferiore?

Giovane Marmotta