Giovedì, 17 Maggio 2018 09:04

LETTERA - “Spostare i commessi da un reparto all’altro non è la risposta giusta all’e-commerce”

Ci scrive la fidanzata di un commesso "sull'orlo di una crisi di nervi". E noi volentieri pubblichiamo.

Gentile Redazione,

mi presento: sono … fidanzata di un addetto vendita del settore tecnologico che svolge questo lavoro dal 2005. Ho fatto anche io questo lavoro per un periodo relativamente breve. Quindi anche io ho vissuto questo ambiente che è in continua evoluzione, forse meno rispetto a qualche anno fa. Vi scrivo perché volevo porre una domanda a voi esperti del settore: è davvero vantaggiosa la "desettorializzazione"(spero sia corretto), se così si può dire, che oggi gli addetti vendita subiscono, dai veterani ai più giovani? Vengono passati da un reparto all'altro per più volte, con poco tempo per imparare bene i prodotti e le procedure a favore di una presunta "multisettorialità”. Io non so se questo stia capitando solo nella catena dove lavora il mio fidanzato ma per lui è diventato logorante, è stato spostato da un reparto in cui ci ha messo sempre cuore, anima, passione, conoscenza e dedizione ad un reparto che, in buona sostanza, non gli piace, non lo appassiona e sta perdendo, benché ben mascherato, la voglia di fare questo lavoro. Per alcuni potrebbe essere un mero capriccio, ma per me che lo vivo ogni giorno so che non è così, non ha più la stessa serenità nello svolgere il lavoro come aveva prima e con il continuo galoppare dell'e-commerce non mi sembra una giusta strategia se si vuole puntare su personale competente e capace di vendere prodotti, e servizi soprattutto. A parte sapere cosa voi pensate di questo fenomeno, ero anche curiosa di conoscere quanto sta accadendo nelle altre insegne del settore (lui lavora presso.…).  Un caro saluto dalla fidanzata di un commesso "sull'orlo di una crisi di nervi".

Lettera firmata

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Gentilissima,

temiamo che quanto lei descrive sia una pratica piuttosto diffusa tra le aziende del trade, soprattutto quelle che negli anni passati hanno fondato la loro crescita su punti vendita di grandi dimensioni. Poi quando la domanda è rallentata e la grande superficie è diventata sempre più difficile da mantenere, ecco la decisione da Università Bocconi con master in gestione aziendale: gli addetti vanno diminuiti. Perché tanto della risorsa umana chi se ne frega. A parte le conseguenze nefaste di questa trovata su alcune centinaia di fronti, rinunciare a una parte dei propri dipendenti ha scatenato la fantasia contorta di certi soloni: “Bisogna saper fare tutto”. Certo, obiettivo lodevole se non fosse che in punti vendita più ampi di un campo da calcio (anzi, diciamolo, molto meno) questo ha avuto come unico risultato che chi prima sapeva fare benissimo una cosa, dopo non sapeva fare dieci cose. E dieci cose moltiplicate per dieci addetti fanno 1000 cose fatte male. In un solo punto vendita. E poi uno dice l’e-commerce. Se alle prime difficoltà il trade fisico rinuncia (e l’abbiamo scritto tante volte) a gestire l’unica vera arma che possiede per rispondere alle vendite online, probabilmente non è solo colpa delle vendite online. E’ prima di tutto colpa dei “bocconiani”, che di fronte al dubbio amletico se giocarsi tutto sulla risorsa umana oppure sui volantini taglio-prezzo, hanno puntato tutto su questi ultimi, che rendono superflua la prima. (g.g.)