Sabato, 26 Maggio 2018 18:46

GDO: arriva Aldi, il terrore dei discount. La reazione dei concorrenti ci insegnerà qualcosa?

Miglioramento dei negozi e delle condizioni di lavoro dei dipendenti per rispondere a un colosso che spaventa tutti.

Parliamo di Aldi, colosso tedesco dell’hard discount, con 5900 punti vendita in più di 11 Paesi e quattro continenti, da poco sbarcato anche in Italia. C’entra poco, se non nulla, con il nostro settore, ma alla fine vedrete che c’entra moltissimo. Con l’avvento di Aldi i suoi diretti competitor tra cui il principale, LIDL, si sono subito messi all’opera per affrontare il carro armato tedesco: lo hanno fatto migliorando i propri negozi, il benessere organizzativo e il marketing. Eurospin ha festeggiato i 25 anni con un battage pubblicitario che coinvolgeva le principali reti televisive commerciali. MD Discount ha assoldato la “cuoca d’Italia”, Antonella Clerici, per i propri spot radiofonici e cartellonistici. Questa maggiore attenzione nei confronti del consumatore, questa lotta contro il tempo prima che Aldi lo catturi, non si nota solo nella pubblicità. Nella battaglia dei discount sul territorio Italiano Lidl sta giocando la carta della sostenibilità [fonte Il Sole 24 Ore] con un nuovo format metropolitano, studiato per la realtà urbana, con un edificio aperto da poco a Lorenteggio (MI), che utilizza energia proveniente al 100% da fonti rinnovabili e un impianto di illuminazione a Led che abbatte i consumi del 50%. Svolta anche per quanto concerne il trattamento economico dei propri dipendenti: maggiorazione del 135% domenicale, flessibilità oraria, buoni spesa per tutti i lavoratori e buoni nascita per i neogenitori. [fonte Adnkronos]. Evidentemente oltre alla fuga dei clienti le insegne dell’hard discount temono anche di perdere i propri collaboratori.

Il settore discount, in confronto ad altri, sta andando a gonfie vele, complice anche la crisi economica globale che ha portato sempre più famiglie a modificare le proprie abitudini di acquisto. Lidl ha cavalcato l’onda con lo spot “Non cambiare stile di vita, cambia supermercato”, mentre il motto di Aldi, in passato, è stato: “Più va male il mondo, meglio andiamo noi”. Adesso però si avverte l’esigenza di accompagnare il cliente verso la (lenta) ricrescita che sta prendendo forma nel Paese, ecco perché queste insegne cercano di fidelizzarlo non più soltanto con la politica del prezzo, ma anche con la qualità dei prodotti e dei servizi, e migliorando l’aspetto dei propri punti vendita.

Se volessimo imparare qualcosa dal mondo del discount possiamo innanzitutto considerare che il guadagno di quelle insegne proviene in gran parte da prodotti private label. Nella GDS questa formula è stata ricercata, ma non con la stessa convinzione. All’interno dei punti vendita di elettronica di consumo ci sono articoli che ben si prestano ad essere prodotti a ‘marchio proprio’: cavi, connettori, custodie per i cellulari, lampadine e batterie. Si potrebbe guadagnare immensamente di più, ma ad oggi nessuna insegna ha avuto il coraggio di approfondire veramente il discorso. Stiamo anche parlando di un mercato in cui la concorrenza di Amazon è totalmente assente ed è molto più facile fare profitto, ma restare fermi ad attendere che il mercato si riprenda o che Jeff Bezos si volti dall’altra parte non sembra aver dato buoni frutti fino ad oggi.

Giovane Marmotta