Sabato, 10 Novembre 2018 08:47

Black Friday: Unieuro si butta su Rocco. Perché a noi non piace

Avremmo allontanato l’ex pornoattore dal cliché, vecchio e banale, di maschio alfa, evitando anche cadute di stile.

Pensavamo che il doppio senso a sfondo sessuale e machista usato nel marketing fosse ormai morto e sepolto, triste retaggio della pruriginosa epoca dei film in cui Lino Banfi passava buona parte della storia a sbirciare Edvige Fenech sotto la doccia per poi lasciarsi andare a battute da trivio. E invece no. Unieuro spiazza tutti, se ne frega del politicamente corretto odierno che impone una certa retorica omosessuale e di genere, e rispolvera l’ex pornoattore Rocco Siffredi in occasione del Black Friday inevitabilmente “più lungo della sua storia”, come recita senza pudori il claim del volantino che pubblichiamo a fianco nella sua parte superiore. Ogni riferimento alla più invidiata dotazione del Rocco nazionale è puramente voluto.

Ci piace? No. Per alcuni motivi. Il primo. Se vendi elettrodomestici e ti viene l’idea di ingaggiare il superdotato abruzzese, noi markettari della domenica e comunicatori di mestiere saremmo stati molto curiosi di vederlo alle prese con i problemi tipici delle casalinghe o della casa in generale. Siffredi lo avremmo utilizzato allontanandolo dal suo personaggio, estraendolo dal suo cliché ormai vecchio e banale (usato anche nello spot tv che abbiamo visto), per vederlo alle prese con il carico di una lavatrice, con la sintonizzazione di un tv, con la scelta amletica di uno smartphone. Il maschio alfa che si blocca e suda freddo di fronte al forno che pur acceso rimane freddo, per dire. Insomma, Unieuro ci ha abituati in questi anni a campagne sorprendenti e fuori dagli schemi. Cosa sarebbe stato più esilarante del Rocco che provasse ad avviare un’asciugatrice? Secondo motivo. E’ vero che all’epoca dei social network, del commento libero e senza filtri, degli “eroi da tastiera” che si trasformano in conigli nella vita reale, il confine tra buono e cattivo gusto si sfarina, si scolora e alla fine quasi scompare. “Perché tanto nella vita c’è di peggio” è l’alibi più utilizzato grazie al quale ci facciamo andare bene ogni cosa. E però così argomentando portiamo il nostro contributo alla cancellazione di quel confine. C’è sempre qualcosa di peggio, ma questo non significa che noi dobbiamo restare nella scia.

Terzo motivo. Un’azienda deve pensare solo a fare soldi oppure non deve trascurare anche un impegno “educativo”? Noi siamo di quelli che ritengono come l’azienda abbia anche una funzione sociale da svolgere, concetto che peraltro compare in Costituzione. A maggior ragione quando Unieuro ha avviato da tempo una commendevole campagna contro il “cyber-bullismo”. E allora perché scivolare sul Rocco?

Quarto e ultimo motivo per cui non apprezziamo la campagna del Black Friday di Unieuro è che Unieuro ha potenzialità ben maggiori in termini di marketing, che in questi anni ha dimostrato più di una volta. Dal primo della classe ci aspettiamo sempre il meglio e non certo cadute di stile.

Tutto questo non per preconizzare il flop del Black Friday di Unieuro. Al contrario: proprio perché la nostra è l’epoca in cui bianco e nero, bene e male, buono e cattivo spesso si sovrappongono, a nostro avviso potrà essere un successo. Ma per noi c’è successo e successo. (g.g.)