Domenica, 11 Novembre 2018 09:25

E-commerce: MediaWorld, due "red night" in una settimana

Si è trattato di stress-test per evitare i problemi al sito patiti in occasione del "No Iva" dell'1 e 2 ottobre?

Mediaworld sembra proprio voler scaldare i motori per il Black Friday. Oggi ha avuto luogo (anche se non nei punti vendita) la “red night”, una notte di offerte sensazionali delle quali hanno potuto approfittare tutti gli internauti dalle 0:00 alle 6:00 sul sito mediaworld.it. E' stata la seconda volta questa settimana.

Probabilmente l’azienda di Curno – pardon, ora Verano Brianza – ha intenzione di sottoporre a degli stress-test il proprio sito di e-commerce, che ricordiamo essere andato in blocco per parecchie ore durante le due giornate “NO IVA” dell'1 e 2 ottobre, scatenando l’ira degli utenti.

La difficoltà di reggere un traffico di visite maggiore del solito richiede investimenti che difficilmente verranno coperti dall’incremento di fatturato con i margini dell’elettronica - soprattutto quella venduta on-line. Mentre per i pure player dell’on-line il sito rappresenta la porta del proprio negozio, ed è bene che sia bella spalancata, per i rivenditori “ibridi” per ora ha sempre e solo rappresentato l’ingresso secondario. Ma è diventata la principale vetrina.

Il venerdì nero è una data che attrae soprattutto giovani e giovanissimi, diciamo chi è cresciuto a pane e serie televisive americane. Le stesse persone che, solitamente, acquistano on-line nei ritagli di tempo. Ecco quindi che un eventuale black-out del sito sarebbe un danno a livelli di immagine incalcolabile dal punto di vista dei profitti.
E mentre Unieuro lancia la sfida su chi dura più a lungo (negli sconti, si intende), Mediaworld per ora sul proprio sito parla unicamente della data del 23 novembre, e lancia un sondaggio: [https://www.mediaworld.it/mw/informazioni/Black-Friday]

Per ora i dati statistici sono preoccupanti: il 49% degli intervistati risponde che non ha ancora approfittato, nemmeno una volta, degli sconti del BF ma lo farà sicuramente in futuro. Il 37% lo farà perché vuole “togliersi lo sfizio di acquistare quel prodotto che non potrebbe permettersi”. Il 28% lo farà on-line, “poi nel caso proverà in negozio”.
Quindi, traducendo le percentuali, se l’anno scorso 100 persone hanno acquistato un’offerta del BF, quest’anno saranno 200. Di questi, circa 80 lo faranno cercando il prodotto premium al prezzo più basso, e 60 proveranno on-line, ma se troveranno il sito intasato, si riverseranno rabbiosamente nei negozi.

E, come prima di raggiungere l’indirizzo del punto vendita è necessario fare i conti col traffico e con il parcheggio, così per i siti internet l’indirizzo IP sarà raggiungibile solo superando la congestione della rete e trovando posto per il proprio pacchetto di dati nel buffer. C’è da dire che il sito www.mediaworld.it ha un volume di circa 2 milioni di utenti al mese (così come quello di Unieuro), contro una media di 40 milioni di Amazon [fonte: SeoZoom], ci si augura quindi che risolvano presto i problemi di gestione del flusso dati, altrimenti prevediamo un venerdì nerissimo per i commessi nei negozi.

Come dire: tra il dire del fisico e il fare del on-line c’è sempre di mezzo il mare di Internet. Varrà anche il discorso inverso? Quando Amazon aprirà il proprio temporary shop a Milano avrà difficoltà impreviste? Per chi è abituato a pensare con stringhe di 0 e 1 sarà un ostacolo lavorare con affitti, permessi comunali e occupazione del suolo pubblico? Speriamo di non dover riconoscere, se ci perdonate l’ennesimo doppio senso, che “americans do it better”. 

Giovane Marmotta