Sabato, 08 Agosto 2020 07:39

Come vendere la stampante quando non ne sai nulla

Commessi sbattuti improvvisamente da un reparto all’altro si trovano a trattare merceologie che non conoscono. Un loro collega, con qualche anno di esperienza, prova a dare qualche suggerimento.

La stampante è stata uno dei prodotti più richiesti durante la didattica a distanza, tanto da tornare in auge come corredo indispensabile con l’acquisto di un PC. Sebbene non rappresenti chissà quale fonte di fatturato, soddisfare al meglio la richiesta di un cliente in questo campo significa dare un servizio migliore e far sì che conservi un’ottima impressione dell’insegna per la quale lavori.

La suddivisione

Essenzialmente le stampanti si dividono in:

  • InkJet: getto di inchiostro. Sono le più vendute, guardando sulla confezione scoprirai che tipo di cartucce usano. Alcune hanno un elemento per il nero e uno per i colori, altre consentono l’acquisto del giallo, ciano e magenta separatamente. Questo genere di stampante è indicato a chi stampa al massimo una cinquantina di fogli al mese, dato che spesso il costo delle ricariche supera quello della macchina. Vanno tenute in esercizio, stampando anche solo una pagina al mese, altrimenti l’inchiostro negli ugelli si secca.
  • Laser: a differenza delle prime non usano inchiostro liquido, ma un toner a polvere secca. La stampa laser è molto più definita di quella ad inchiostro, nessuna sbavatura o piccole imperfezioni. Consiglia questo modello a chi si accontenta di una stampa in bianco e nero (le laser a colori sono molto costose), ma prevede di stampare qualche centinaio di fogli al mese. Particolarmente adatte a chi stampa poco sovente, dato che non corre il rischio di seccarsi (è già secco).
  • Tank: sono stampanti nelle quali la “testina” di stampa, ovvero la parte che si occupa di “scrivere” sulla carta, non fa parte della cartuccia, ma rimane fissa. Dovrai semplicemente rifornire i serbatoi con l’apposito inchiostro. Più costose delle InkJet convenzionali, consentono però di risparmiare notevolmente per i futuri “pieni”, puoi consigliarle a chi prevede di stampare migliaia di fogli l’anno. 

Quasi tutte le stampanti sono “multifunzione”, ovvero funzionano anche da scanner e fotocopiatrice. 

 

Calma e sangue freddo

Il cliente interessato all’acquisto della sua prima stampante non conosce le differenze riportate poc’anzi; cerca quindi di capire quali siano le sue esigenze prima di consigliare un modello piuttosto che un altro. La maggior parte dei consumatori, poi, si dirige a passo spedito verso l’offerta del momento, di solito una stampante da una cinquantina di euro. Verifica con loro il costo delle future cartucce di quel particolare modello, e se non convenga aumentare l’investimento iniziale a fronte di un risparmio futuro. 

 

L’esercizio

Lo sapevi che l’inchiostro per stampante può arrivare a costare anche 1000 euro al litro? Come un ottimo champagne d’annata, praticamente. L’esercizio migliore che tu possa fare per imparare strada facendo a vendere stampanti è valutare, con il cliente, il costo dei futuri rifornimenti di inchiostro. Ricordagli che le cartucce che troverà nella confezione sono cariche più o meno per un terzo, vanno considerate come un campione omaggio. Quasi sicuramente si esauriranno dopo poche pagine. Tutti i produttori hanno introdotto in commercio anche le cartucce XL, che contengono tre volte l’inchiostro di una normale. Valuta con il consumatore la convenienza e se non sia il caso di acquistarle già in quel momento. 

 

Le parole sono importanti

Molte stampanti riportano sulla confezione la dicitura “Wi-Fi” o “Wi-Fi Direct”. Nel primo caso la macchina si collegherà al nostro modem-router Wi-Fi (dovremo comunicarle la password leggendo le istruzioni) e potrà a quel punto stampare dal nostro PC senza bisogno del cavetto USB; funzionerà anche tramite APP da cellulare o tablet. Il Wi-Fi Direct, invece, è una connessione Wi-Fi (senza internet) creata appositamente dalla stampante alla quale dovremo collegarci ogni qual volta vogliamo stampare da PC o da smartphone. In questo caso non sarà necessario alcun cavetto USB per la configurazione della stampante, ma ricorda al cliente di leggere attentamente le istruzioni perché spesso il funzionamento non risulta molto intuitivo (e le istruzioni ormai non le legge più nessuno).

 

Le obiezioni più frequenti

“Il cavetto è dentro, vero?”. No, il cavo USB per collegare la stampante al PC va comprato sempre a parte, a meno che non stiamo parlando di prodotti top di gamma da qualche centinaio di euro o della citata Wi-Fi Direct. 

“Avevo una stampante, ma per comprare le cartucce mi conviene cambiarla?”. Ricorda al cliente che è proprio questo il momento in cui valutare il costo delle future ricariche. Di fronte ad un risparmio iniziale per l’acquisto della macchina si nasconde spesso un costo sproporzionato dei futuri ricambi.

 

In conclusione

Vendere una stampante può sembrare una sciocchezza, spesso viene voglia di assecondare la richiesta iniziale di chi abbiamo di fronte pur di “passare ad altro”. Invece è proprio in questi casi che il consumatore può riscoprire la fiducia verso il negozio fisico, ricevendo una serie di consigli “da amico” che i vari siti di e-commerce non daranno mai.

Commenti (0)

There are no comments posted here yet

Invia un commento

Posting comment as a guest.
0 Characters
Allegati (0 / 3)
Share Your Location