Venerdì, 27 Maggio 2016 00:00

Droni, il mondo visto dal cielo tra compattezza e stabilità di immagine

Un settore dinamico e in rapida espansione. L'hobby che può diventare una professione

Nati per volare e solcare i cieli, per mostrare il mondo da un altro punto di vista: sono i droni, apparecchi divertenti e facili da usare, dalle molte applicazioni, che attraggono un pubblico di ogni età con modelli in grado di fotografare e riprendere il panorama, la propria casa e la propria vita dall’alto. Ma non solo: se nell’immaginario collettivo i droni sono volanti, ne esistono anche di subacquei e terrestri. Si tratta comunque di robot con limitate capacità decisionali comandati tramite telecomando, consolle, o smartphone, a seconda delle versioni. Dal nome onomatopeico che ricorda il ronzio dell’ape - drone significa infatti letteralmente fuco - il dispositivo drone si distingue, nell’ambito dei sistemi UAV (Unmanned aerial vehicle) e dei velivoli senza pilota, in due grandi famiglie: per uso hobbistico e professionale. I primi, utilizzati per divertimento, sport e vita outdoor sono aeromodelli, mentre tutti gli altri sono SAPR, sistemi aeromobili a pilotaggio remoto impiegati ad esempio nel campo rilevamento dati, ispezioni, e nell’agricoltura di precisione. Ad interessare il canale eldom sono al momento soprattutto i primi, che rappresentano in Italia un settore dinamico e in rapida espansione, come dimostrano i circa centomila pezzi venduti a totale mercato lo scorso anno, e la penetrazione distributiva in crescita dal 3 al 18% da gennaio 2015 a marzo 2016. Il picco lo si è registrato nel periodo natalizio, quando oltre duemila pdv hanno venduto almeno un drone. 

 

Volo, regole da rispettare

Benché quello dei droni sia un comparto ancora blandamente regolamentato dalle normative, sia l’hobbista della domenica che l’utilizzatore cosiddetto prosumer, oltre che il professionista di settore, hanno a disposizione una serie di indicazioni da rispettare a seconda della tipologia (peso, in particolare) e dell’utilizzo del proprio apparecchio. A fare testo è il payload di un drone, ovvero il carico, il peso che ciascun apparecchio deve sollevare dal terreno, dato dalla somma del peso del drone stesso - telaio, componenti elettriche, eccetera - e di eventuali accessori aggiuntivi presenti. Un aeromodello che non superi i 25 kg può volare in un luogo scelto dall’aeromodellista stesso in cui non ci sia il rischio di danneggiare oggetti o persone. Al contrario, con un peso superiore ai 25 kg, la possibilità di volo è limitata solo ai campi autorizzati. Diverso il discorso per i SAPR, che richiedono l’attestato di pilota remoto o una vera e propria licenza nel caso di un drone sopra i 25 kg. Per quanto riguarda invece le operazioni di volo, esse sono considerate non critiche, in qualunque scenario, con prodotti dal peso inferiore a 300 grammi. Idem per gli apparecchi al di sotto dei due chili, ma solo se riconosciuti inoffensivi da ENAC, l’Ente Nazionale per l’Aviazione Civile, nato nel 1997 senza scopi di lucro, che regola il trasporto aereo in Italia. I droni professionali sopra i 150 kg, più simili ad aeroplani che a droni, ricadono invece nell’ambito della normativa europea. In sintesi, non serve alcun patentino per l’utilizzo di tipo hobbistico, anche se non è raro rischiare una multa per l’utilizzo in luogo non consono (è di pochi giorni fa, al momento in cui scriviamo, la notizia di turisti tedeschi a Roma denunciati per l’uso di un drone nei pressi del Colosseo). 

 

Qualità di ripresa e autonomia

Come in ogni cosa non guasta, anche nell’uso di tipo amatoriale, una certa dose di buonsenso, che dovrebbe imporci di non volare sopra persone, case, strade e monumenti. Non è permesso lanciare un drone in volo a meno di cinque chilometri da un aeroporto o se il proprietario del terreno sottostante non è d’accordo. L’altezza massima di volo è di 70 metri, la distanza dal pilota di 200. Si vola solo di giorno, mai di notte, dando comunque la precedenza a tutti: parapendii, aeroplani, elicotteri. Occhio alla privacy, inoltre: nulla vieta le riprese private, da poter postare a piacere. Illecito invece riprendere le persone nelle loro case, nel loro giardino o al lavoro. Gli aeromodelli non richiedono alcun tipo di assicurazione, sebbene questa sia comunque consigliabile, visti anche i costi ridotti delle polizze per questa tipologia di apparecchi. L’assicurazione, al contrario, è obbligatoria nel caso di droni usati per un lavoro aereo di qualsiasi tipo e deve essere specifica per droni e per uso professionale. Buona norma è controllare infine il dispositivo prima di ogni decollo: le eliche possono causare ferite profonde, mentre le batterie LiPo, se non correttamente trattate, possono esplodere. Con tecnologie avanzate e dimensioni compatte, della grandezza di una mano fino a un metro di diametro, i droni hobbistici, tipicamente multirotori, vantano un’autonomia di dieci, massimo quindici minuti. Sono quasi sempre provvisti di una videocamera, non di rado in alta risoluzione, e di un ricevitore gps che permette loro di mantenere la posizione impostata durante il volo. Il pregio di molti droni si misura in termini di stabilizzazione di immagine, oltre che di potenza e di autonomia di volo. A tale proposito il gimbal è un componente di fondamentale importanza per ottenere riprese video in quota stabili quasi come su un treppiede. Supporto ingegnoso per la videocamera del drone, è collegato a un giroscopio che regola automaticamente l’inclinazione della camera sia in verticale che in orizzontale: se il drone si inclina ad esempio verso destra durante il volo, il gimbal - e con esso il suo giroscopio - orienterà la videocamera nel lato opposto per compensare la stabilizzazione delle immagini in ripresa e assorbire le normali vibrazioni dei motori. Non resta che godersi il viaggio da una prospettiva quanto mai originale restando, finché si può, con la testa tra le nuvole.