Sabato, 18 Giugno 2011 00:00

Tutto sul 3D: curiosità, consigli e prospettive

Le origini affondano addirittura nell'Ottocento. Tra pregiudizi e certezze scientifiche

Lo Studio Gallorini Engineering di Arezzo, presentando nelle settimane scorse il primo volantino da guardare in 3D, voluto da Butali-Euronics per i suoi oltre 50 punti vendita distribuiti in Italia centrale, è passato a volo radente su questa tecnologia raccontandone curiosità e dando suggerimenti. Ecco quanto è emerso. Presso il Museo dei Mezzi di Comunicazione di Arezzo fin dalle prime vetrine si trovano i sistemi di riproduzione risalenti addirittura alla metà dell'800, e sono presenti apparecchi con i quali furono realizzati i primi esperimenti stereoscopici, con coppie di disegni affiancati così da poter riprodurre due immagini leggermente differenti come quelle percepite dall'occhio umano. Per la visualizzazione di questi primi disegni "stereografici" sir Charles Wheatstone utilizzava un sistema di specchi e prismi che propone di chiamare Stereoscope.

Si risale al 1832

L'invenzione di Wheatstone risale al 1832 ma la brevetterà solamente nel 1838. Già tra la fine dell'Ottocento e i primi del Novecento la pellicola fotografica da 35mm, standardizzata a fine Ottocento da Thomas Alva Edison per il cinema, comincia a prendere il posto di cartoncini e vetrini negli stereoscopi sviluppati dai prototipi di Whatstone e Brewster. Nel 1933, in America, fu introdotto un compatto ed economico visore che utilizza rullini di pellicola 35mm in bianco e nero come supporto per le immagini stereoscopiche: Tru-Vue. Il visore diviene immediatamente un successo, che non sarà destinato a durare, poiché nel 1938 nasce il View-Master; visore a dischi fotografici.

3D anaglifo

L'industria cinematografica di Hollywood ha ormai trasformato il 3D in uno standard. I produttori di TV sono ormai passati tutti al 3D. Nei prossimi anni probabilmente verranno eliminati anche gli occhialini. Gli occhiali anaglifi, con filtro rosso e ciano, si prestano molto bene per la diffusione di immagini 3D su carta stampata. Già usati da note riviste stanno vivendo un momento d’oro e li possiamo trovare inseriti all’interno di depliant e riviste con una facilità sempre crescente. La stampa in anaglifo, con gli occhialini che permettono di essere personalizzati con qualunque grafica e forma, per distribuzioni di qualità anche in grande numero, hanno permesso a Euronics di realizzare il primo volantino 3D nel settore multimediale.

3D professionale

Gli occhiali sono dotati di due lenti costituite da un piccolo schermo a cristalli liquidi, che,sincronizzate dal TV, alla stessa frequenza oscurano alternativamente prima un occhio e poi l'altro. In questo modo quando sullo schermo compare l'immagine destinata all'occhio sinistro,viene oscurata la lente destra e viceversa. Ad una frequenza elevata le due immagini sembrano arrivare agli occhi nello stesso momento, e il cervello riesce ad elaborarle e formare l'immagine tridimensionale.

Uno sguardo al futuro

Dopo decenni di sperimentazioni elitarie e di sistemi di visualizzazione improbabili, il 3D sta finalmente diventando una realtà di massa. Oggi quindi, cominciare a prendere in esame la possibilità di fotografare in 3D darà come risultato la possibilità di visualizzare facilmente le proprie immagini tanto sul computer che sullo schermo Tv, in attesa che la tecnologia faciliti la visualizzazione senza accessori da indossare. È indubbio che il 3D ormai non è alle porte ma è già entrato nel nostro quotidiano, sia per quanto riguarda il video che per quanto riguarda la fotografia.

2D/3D automatico

I software che lavorano in automatico, non sempre riescono a interpretare perfettamente i diversi piani spaziali che compongono un'immagine. Il problema risiede nella difficoltà di capire cosa dovrebbe stare davanti e cosa dietro, la vera genialità consisterebbe nella totale comprensione dell'immagine da parte del software. In occasione dei 500 anni dalla nascita di Giorgio Vasari, con gli studenti dell’ITIS Galileo Galilei di Arezzo, lo Studio Gallorini ha ricostruito in 3D vari edifici storici vasariani ripresi da immagini risalenti agli albori della fotografia. Certamente la messa a punto delle immagini e l'elaborazione dei file, eseguita in parte manualmente, richiede più tempo, ma i risultati ci hanno ripagato abbondantemente.

3D lenticolare: senza occhialini?

Il sistema, inventato nel 1908 da Gabriel Lippmann, è costituito da una rete di lenti che indirizzano a ciascun occhio una combinazione di immagini riprese da più punti di vista. Si distingue dalla stereoscopia classica per il fatto che l’immagine tridimensionale può essere osservata in rilievo e in profondità senza richiedere l'utilizzo di dispositivi quali possono essere gli occhiali Si tratta di particolari supporti dotati di sistemi in grado di trasmettere immagini separate o una illusione di tridimensionalità direttamente agli occhi umani. Come già noto, Nintendo ha da poco lanciato sul mercato la nuova consolle portatile con monitor autostereoscopico. Come avrete già capito questa tecnologia porta a dei buoni risultati solo se applicata a piccoli schermi che richiedano posizioni di visione più o meno fisse. Su grandi monitor, o dove si possono avere angoli di visione variabili, questa tecnica non può essere applicata perché ogni fotogramma è costituito da 6 o 12 immagini, quindi ad esempio, chi siede agli estremi del divano non riesce a vedere il contenuto 3D.

Può provocare danni?

Le immagini 3D si vedono “male” quando non sono create con i dovuti accorgimenti e tecniche appropriate oppure quando i supporti utilizzati per la visione non sono adatti. Se il 3D è fatto ad arte, se gli occhiali non presentano difetti e se il fruitore non ha particolari difetti visivi non si crea nessun tipo di fastidio durante la visione dei contenuti 3D. Allo stesso modo, in campo oculistico, se l’utente indossa degli occhiali non appropriati o se ha dei difetti visivi, si generano nausea e mal di testa quando legge o vede un film.