Giovedì, 29 Maggio 2014 00:00

Indossare la tecnologia per una vita da protagonisti

Tra i dispositivi wearable spuntano braccialetti elettronici e orologi intelligenti: in pratica, piccoli pc da polso

“Se vedi una stella cadente, allora l’hai persa per sempre” recita un vecchio detto ancora in voga tra fotografi e videomaker. Già, perché con la tecnologia di oggi i momenti magici vanno colti attraverso l’obiettivo, mica coi propri occhi, e spesso, alle prese con fotocamere e smartphone ci allontaniamo dalla realtà e da chi ci è accanto. Belli e raffinati, talvolta rivoluzionari, i dispositivi mobili più in voga possono - se gestiti senza freni - isolare ed estraniarci rispetto alla vita stessa. La sfida degli apparecchi da indossare è nata così, dalla voglia di continuare a catturare gli attimi fuggenti e condividerli, senza però smettere di esserne i protagonisti. Un esempio su tutti, gli occhiali intelligenti, micropc da indossare sul naso, eleganti e fashion, per fotografare e filmare mentre si corre, si passeggia, si assiste al goal del secolo o si scala l’Everest. 

Innumerevoli dati personali a spasso per la rete

Rispondono a comandi vocali per telefonare, attingendo via bluetooth ai contatti del proprio smartphone, e scrivere istantanei sms. Buoni navigatori di viaggio, sanno tradurre frasi in simultanea in diverse lingue e ricordare gli appuntamenti in agenda, informare del traffico al prossimo svincolo e dell’eventuale ritardo sul volo. Aspetto di non poco conto, sanno infine risolvere problemi matematici alla velocità di un clic, come un vero computer sa fare. Ma nel pianeta, ancora agli albori, delle wearing technologies, non ci sono solo le lenti connesse al web. Il mercato dei dispositivi portatili da polso e da passeggio, un settore che secondo gli analisti di IMS Research potrebbe valere 6 miliardi di dollari entro i prossimi due anni, è infatti in larga parte costituito da braccialetti e orologi, borsette intelligenti alimentate da batterie solari e altri gadget che scommettono sulle applicazioni fitness, salute e infanzia. Device ricchi di sensori per il rilevamento di innumerevoli dati sulle nostre condizioni fisiche, sul comportamento e sul modo in cui interagiamo con l’ambiente circostante. Tutte informazioni personali e sensibili inviate in modalità wireless al cellulare o al tablet che portiamo in tasca, affinché vengano elaborate e infine archiviate nel cloud.

App per ogni cosa. Anche per l’umore

Una delle gare aperte per le case produttrici è convincere i consumatori a mettere a disposizione i propri dati attraverso app sempre più funzionali e accattivanti: privacy e quadro normativo sono terreni ancora in parte inesplorati che imporranno alle industrie di districarsi nell’enorme quantità di informazioni raccolte dai dispositivi smart. Ma se una percentuale di diffidenti - chi dichiara di voler rinunciare ai nuovi gioielli hi-tech pur di non rivelare i propri dati - è fisiologica in ogni innovazione, c’è già chi fa la fila per provare bracciali e orologi che monitorino l’attività fisica misurando calorie bruciate, battito cardiaco, pressione sanguigna. Usati di notte, registrano la qualità del sonno segnalando il numero di volte in cui ci si è svegliati, nonché il peso corporeo e il livello di glucosio nel sangue, per la gioia dei diabetici. Grazie ad applicazioni dedicate aiutano a gestire la dieta e il corretto apporto nutritivo: basta scansionare il codice a barre di ciò che mangiamo e beviamo per ricevere tutte le indicazioni su proteine, grassi e carboidrati ingeriti. Intanto gli elementi che influenzano il nostro umore non saranno più un segreto. Annotando lo stato d’animo di ogni giorno scopriremo infatti le connessioni tra benessere e ritmo di vita e di lavoro sulla base dell’alternanza sonno-veglia. Il risultato? Una fotografia personalizzata di chi siamo e come viviamo, una specie di diario che spinga a controllare parametri e abitudini allo scopo di migliorare la quotidianità di ciascuno. 

Connessi in culla e sotto l’ombrellone

Quasi sempre resistenti all’acqua, gli apparecchi indossabili - smartwatch in primis - permettono di rispondere o rifiutare le chiamate senza auricolare e in modo discreto, evitando di estrarre il telefono (probabilmente ingombrante) dal taschino, e gestire qualche elettrodomestico di casa - il climatizzatore, ad esempio - sfiorando semplicemente l’orologio. Speciali cuffie last generation informano inoltre sulla frequenza cardiaca grazie a un sensore biometrico che registra il consumo di ossigeno del momento, attraverso la rilevazione della pressione sanguigna nella parte esterna dell’orecchio. Fantascienza, a pensarci anche solo qualche anno fa. In piscina l’occhiale multimediale monitora infine i parametri cardiaci e invia un feedback alle lenti durante l’attività sportiva, mentre innovative tutine hi-tech analizzano le funzioni vitali del bambino nella culla per la tranquillità dei neogenitori. E sotto l’ombrellone lo stile è tecnologico per definizione: i bracciali elettronici indicano il momento di applicare la crema protettiva in base al proprio fototipo e inforcare gli occhiali da sole. L’Internet delle cose è già realtà e c’è già chi parla di internet of everything, in un mondo dove i medicinali avvisano che stanno per scadere e le piante chiedono acqua inviando un sms.