Domenica, 17 Luglio 2011 00:00

Ventilatori, occhio al prezzo troppo basso!

Non è facile distinguere il prodotto buono da quello di scarsa qualità. Però...

C’è chi parla di vera e propria giungla nel settore della ventilazione, riferendosi a una porzione molto consistente di prodotti economici. E visto che prodotto (troppo) economico fa quasi sempre rima con bassa qualità, ecco il motivo del riferimento alla giungla. Anche nei ventilatori, allora, sarebbe bene non distrarsi mai da quanto si propone nei punti vendita, se si è rivenditori, o da quanto si sta per comprare, se si è consumatori. I quali, però, non dispongono di molti strumenti per valutare la bontà di questo o quel prodotto quando si trovano di fronte allo scaffale. Il fatto, poi, che si tratti di costi non certamente proibitivi non depone a favore di una maggiore attenzione al momento dell’acquisto. Ciò nonostante, non va mai dimenticato che il ventilatore funziona (nella stragrande maggioranza dei casi) pur sempre con la corrente elettrica. Pertanto va maneggiato con cura. Proprio per questo i marchi che certificano la buona qualità e la sicurezza dell’apparecchio danno vita a bussole importanti al momento della scelta. Tuv, Gs, Imq: sono questi che andrebbero sempre cercati.

Nel dettaglio

Mai accontentarsi del solo marchio CE. Il discorso è ormai logoro per gli addetti ai lavori. Ma con i consumatori non dovrebbe mai essere trascurato. CE non garantisce assolutamente nulla. Detto questo, proviamo a entrare un po’ più nel dettaglio per quanto riguarda il mercato dei ventilatori in Italia, mantenendo fermo il timone in direzione della qualità. Sulla quale, come dicevamo, incide direttamente il prezzo più o meno basso. Una prima conseguenza riguarda il motore, il cui avvolgimento comincia a presentarsi con frequenza in alluminio e non più in rame. 

La velocità si riduce

Ciò non produce effetti immediati, bensì col trascorrere del tempo. Le pale riducono la velocità e dunque il ventilatore non è più performante come quando è stato acquistato. Anche se il consumatore difficilmente se ne accorge. Lo stesso peso del prodotto basterebbe a far capire che c’è il “trucco”. Nel caso dei ventilatori a piantana, per esempio, quello più economico arriva a pesare anche la metà di quello alto di gamma. Restando in questo segmento, c’è il problema della base di appoggio. Spesso nei prodotti economici i “piedi” sono molto piccoli, con la conseguenza che l'apparecchio non ha un equilibrio stabile se viene collocato su un piano inclinato di 10 gradi, criterio standard per ottenere il marchio Gs. Perché si realizzano piedi piccoli? Se il mercato chiede il prodotto alto, è però anche necessario ingrandire la base di appoggio. Facendolo, si occupa più volume all’interno del container di importazione che arriva dalla Cina. Invece di 2.800 pezzi, se ne possono trasportare - nel medesimo spazio - solo 1600. A livello logistico è una salassata per l'importatore. Per questo i prodotti economici tendono ad avere la base di piccole dimensioni. L’altezza standard di un ventilatore a piantana con il marchio Gs è di 1,27 metri.

In tensione

Un altro segmento importante è quello dei prodotti da tavolo: le dimensioni vanno da 20 cm a 30, fino a 40 cm. In questo caso il problema cui prestare attenzione non è la base di appoggio, bensì la vite che nella parte posteriore copre il corpo motore ed è un elemento che va in tensione. Pertanto andrebbe coperta da un piccolo tappo, ma a volte non accade. Oppure dovrebbe essere nascosta all’interno della struttura per rendere impossibile toccarla. L’Italia è un Paese dove sembra che il prodotto privo delle certificazioni di qualità goda di una domanda ancora elevata. E la conferma è in ciò che scrivevamo all’inizio: gli apparecchi supereconomici restano molto presenti sugli scaffali dei punti vendita. Forse addirittura troppo. “Per il produttore cinese - ci confessa l’amministratore delegato di una nota azienda del settore - è normale vendere all’importatore italiano apparecchi privi di certificati. E quando il sottoscritto pretende i marchi di qualità viene guardato in modo sospetto”.

Funzione brezza

Un terzo segmento da citare è quello dei ventilatori a colonna, che rispetto al piantana occupano molto meno spazio. Inoltre, sono più silenziosi e producono un flusso d’aria che può essere ionizzante oppure con l’effetto brezza, senza escludere il loro utilizzo anche di notte. Insomma, offrono più opportunità di utilizzo. Alcuni di quelli a colonna sono pensati anche per ambienti dove le persone stanno in piedi. Va detto che è più difficile fare economie su un ventilatore a colonna rispetto al piantana o a quello da tavolo. Infine il ventilatore box è quello di forma quadrata, da pavimento, dotato di griglia frontale in grado di ruotare lentamente per orientare meglio l’aria.

Si usa anche in inverno

Una curiosità, che forse pochi consumatori conoscono. Il ventilatore (non a piantana) può essere usato anche durante la stagione invernale. Sembrerebbe una contraddizione. Invece non lo è. Infatti esistono modelli che garantiscono la cosiddetta funzione ciclonica (foto). In pratica, si tratta di un getto d’aria molto potente indirizzato verso il soffitto della stanza. Così si uniforma la temperatura nell’ambiente. In inverno si rimette in circolo l’aria calda che si concentra in alto. Il risultato è quello di ottimizzare anche il consumo energetico.