Lunedì, 16 Luglio 2012 00:00

Cappa, tutto quello che c'è da sapere

L'Istituto per il Marchio di Qualità mette in fila una serie di consigli per non sbagliare l'acquisto

Aspirante, moderna, tradizionale, con filtri intercambiabili… No, non stiamo parlando dell’aspirapolvere, ma di un elettrodomestico altrettanto indispensabile per favorire il riciclo dell’aria ed eliminare odori e fumi prodotti dalla cottura dei cibi che possono creare umidità danneggiando così anche i mobili e le pareti della stanza: la cappa da cucina. Sul mercato è disponibile un’ampia gamma di modelli pensati e realizzati per soddisfare qualsiasi tipo di esigenza. È possibile infatti scegliere una cappa che si integri perfettamente nel design della nostra cucina e che risponda anche ai nostri criteri di estetica e praticità; l’importante è che rispetti i requisiti previsti dalla legge, che quindi sia stata realizzata a norma, che prima dell’acquisto siano stati eseguiti da parte di un tecnico qualificato tutti i sopralluoghi necessari per l’installazione e che il modello scelto vada perfettamente d’accordo con le dimensioni dello spazio che gli verrà destinato. Visto il ruolo importante della cappa da cucina nell’assicurare una buona qualità dell’aria all’interno della propria abitazione, è bene sottoporla a controlli di manutenzione periodici e regolari.

Aspiranti o filtranti?

In base al loro funzionamento, le cappe possono essere aspiranti oppure filtranti.

Cappe aspiranti. In questi modelli l’aria viene aspirata da un ventilatore elettrico che si trova sopra il piano di cottura, passa attraverso un sistema di filtri che la purifica e, infine, viene convogliata verso il tubo che la porta all’esterno. Filtrando ed espellendo l’aria viziata, queste cappe consentono l’effettiva eliminazione di tutte le sostanze inquinanti in essa presenti. Richiedono però uno scarico dell’aria all’esterno e devono essere collegate ad apposite condutture che si innestano nelle canne fumarie. Queste canne fumarie devono essere ad uso esclusivo e non asservite ad altri apparecchi a gas (ad esempio stufe, caldaie e scaldabagni). L’installazione deve essere effettuata solo da personale qualificato, anche perché, se nel locale vi sono altri apparecchi a gas (caldaie e scaldabagni), l’installazione di una cappa aspirante o di un aspiratore potrebbe non essere consentita in quanto andrebbe a disturbarne il corretto funzionamento e addirittura potrebbe richiamare nell’ambiente i prodotti della combustione con possibili rischi per l’utente.

Cappe filtranti. Nelle cappe filtranti l’aria aspirata passa attraverso una serie di filtri, che trattengono grassi, fumi e odori, per poi venire reimmessa nella cucina (l’aria, dunque, non viene espulsa all’esterno). In genere vengono utilizzate solo se non è possibile il collegamento con una canna fumaria e vengono installate insieme a un elettroventilatore, da posizionare nella parte più alta di una parete esterna o di una finestra, che consenta il ricambio dell’aria della cucina. (Anche in questo caso occorre ricordare che se oltre al piano di cottura nel locale vi sono altri apparecchi a gas - caldaie e scaldabagni) l’installazione di un aspiratore è invece sconsigliata, poiché potrebbe disturbarne il corretto funzionamento e addirittura potrebbe richiamare in ambiente i prodotti della combustione con possibili rischi per l’utente). La maggior parte delle cappe presenti sul mercato può funzionare in entrambi i modi: una cappa aspirante può essere convertita in una cappa filtrante, e viceversa, semplicemente azionando un’apposita leva collocata all’interno dell’apparecchio, solitamente vicino ai filtri.

I modelli

Sul mercato si trovano diverse tipologie di cappe:

·               la cappa a incasso, di forma piatta e lineare e perfettamente integrata nell’arredo della cucina. In questo caso, il tubo d’aspirazione viene coperto in parte o per intero dal mobile dentro il quale la cappa è incassata. L’incasso può essere totale, se la cappa scompare completamente all’interno del mobile quando non è in funzione, oppure parziale quando la cappa è installata sotto il mobile (in questo caso si parla di cappa a semincasso);

·               a braccio, quando la cappa è fissata a un braccio mobile ancorato al piano cottura. Si tratta della scelta ideale qualora sopra al piano di cottura non vi siano gli spazi necessari per incassare l’elettrodomestico.

·               la cappa con tubo di aspirazione dei fumi ben in vista, solitamente la soluzione più scelta, che a seconda della posizione occupata si distingue nei seguenti modelli: a parete (si tratta di cappe fissate su una parete, solitamente realizzate in acciaio inox, legno o bronzo, che riprendono la forma tradizionale del camino), ad angolo (particolarmente adatti alle cucine di piccole dimensioni) e a isola (si tratta di cappe fissate al soffitto, sopra il piano di cottura).

Guida all’acquisto: gli aspetti da valutare

Molto spesso, al momento dell’acquisto della cappa si è più interessati all’aspetto estetico e non si presta troppa attenzione alle sue caratteristiche funzionali; in altri casi non si è in grado di valutare da soli quali siano gli elementi importanti da prendere in considerazione e ci si affida a chi vende. Ecco quali elementi considerare per non arrivare impreparati all’acquisto ritrovandovi poi un elettrodomestico che non risponde alle vostre esigenze:

·               La larghezza della cappa, che non deve essere inferiore alla larghezza del piano di cottura per evitare che i vapori sfuggano all’aspirazione. In mancanza di spazio può essere installata una cappa di larghezza inferiore, ma la sua potenza aspirante deve essere maggiore rispetto a quella di una cappa di dimensioni adeguate. I modelli di cappa più diffusi sono larghi come il piano di cottura tradizionale (60 cm), ma vi sono anche modelli larghi 90 o 120 cm per i piani di cottura più grandi, consigliabili anche per piani di cottura più piccoli nel caso in cui lo spazio in cucina non manchi;

·               La portata di aspirazione (è il volume d’aria aspirato dalla cappa in un’ora, è espressa in metri cubi all’ora, m3/h, ed è solitamente indicata, ma non è obbligatoria, nel libretto di istruzioni) che dipende:

-                dal volume della cucina e deve garantire, in un’ora di funzionamento, almeno cinque ricambi completi dell’aria contenuta nel locale;

-                dalla portata termica degli apparecchi di cottura: in genere la portata deve essere almeno pari a 1,72 m3/h per ogni kW;

-                dall’uso che si fa della cucina: per chi cucina poco è sufficiente un modello che abbia una portata di 200-300 m3/h; per una famiglia composta da 3-4 persone è preferibile una cappa con una portata di 300-400 m3/h; per chi cucina spesso e ha una famiglia numerosa, la portata deve essere di almeno 500 m3/h.

Nel caso di una cappa aspirante aumentate la portata di aspirazione poiché nel percorso di uscita attraverso i tubi i fumi vengono frenati da resistenze aerodinamiche (ad esempio, dovute all’attrito con le pareti dei tubi) e quindi diminuisce la capacità aspirante: l’aumento della portata garantisce i ricambi d’aria richiesti; In ogni caso, sappiate che una cappa un po’ più potente di quanto serva fornisce l’aspirazione necessaria a velocità più basse, produce meno rumore e dura di più.

·               La silenziosità della cappa: una buona cappa dovrebbe avere un livello di rumorosità non superiore ai 50-70 decibel; non è un dato obbligatorio, ma è solitamente indicato dal costruttore nel libretto di istruzioni o sulla confezione.

I modelli presenti oggi sul mercato sono molto più silenziosi anche quando l’elettrodomestico funziona alla massima velocità, grazie all’impiego di materiali fonoassorbenti. Esistono, inoltre, modelli realizzati con il motore esterno alla cappa, che quindi può essere installato anche in un ambiente diverso dalla cucina risultando ancora meno rumoroso.

·               Il sistema di illuminazione. Altro elemento presente in tutti i modelli di cappa in commercio è il sistema di illuminazione a lampade alogene o al neon, che consente di illuminare il piano cottura anche quando la cappa non è in funzione, riducendo il rischio di distrazioni e incidenti domestici mentre si cucina. Spesso, la cappa è dotata di un sistema d’illuminazione a batteria che entra in funzione automaticamente quando manca la luce. Il sistema di illuminazione della cappa è un dispositivo protetto da uno schermo in vetro, che va pulito di frequente per eliminare i grassi di cottura che, accumulandosi, riducono la capacità di diffusione della luce. 

I sistemi di filtraggio

·   I filtri antigrasso, presenti di norma anche nelle cappe aspiranti, sono realizzati in metallo o materiale sintetico e trattengono i grassi e i vapori di cottura per impedire che entrando nella cappa danneggino il motore e il tubo di scarico. I filtri realizzati in metallo possiedono una struttura a nido d’ape che trattiene le particelle più grossolane e sono di facile manutenzione: basta lavarli, a mano o in lavatrice, ogni due mesi. I filtri sintetici, invece, non possono essere lavati e vanno sostituiti ogni due mesi circa. Di norma, sono preferibili i filtri in metallo anche perché limitano i pericoli di incendio.

·   I filtri antiodore realizzati in carboni attivi, invece, sono presenti solo nelle cappe filtranti. Sono costituiti da cartucce contenenti carboni attivi e servono per il filtraggio dell’aria dalle molecole degli odori. Non possono essere lavati e devono essere sostituiti almeno ogni quattro mesi altrimenti la cappa rilascerebbe nell’ambiente tutti gli odori della cucina. In genere le cappe sono dotate di una spia che avvisa quando il filtro è saturo e va ripulito seguendo le istruzioni fornite con l’elettrodomestico.

Per una corretta installazione

L’installazione di una cappa aspirante o di una cappa filtrante con elettroventilatore separato deve essere effettuata da un tecnico qualificato (un elettricista iscritto all’albo o un tecnico di un centro d’assistenza specializzato, generalmente indicato dal costruttore) nel rispetto delle specifiche regole tecniche. L’aspiratore elettrico, infatti, potrebbe disturbare il corretto funzionamento di eventuali altri apparecchi (scaldabagno o caldaie) a tiraggio naturale, presenti nel locale o in locali adiacenti, e addirittura potrebbe richiamare in ambiente i prodotti della combustione generati dai suddetti apparecchi con possibili rischi per l’utente. In tal caso l’installazione di una cappa aspirante o di un elettroventilatore è quindi sconsigliata.

È bene tuttavia sapere che:

−           secondo la norma UNI 7129 Parte 2 se in cucina esiste già una canna fumaria è obbligatorio installare una cappa aspirante. Se invece la canna fumaria non c’è si deve installare un elettroventilatore da muro o a vetro al quale abbinare una cappa filtrante sopra il piano cottura;

−           per evitare pericoli di incendio la cappa va installata ad un’altezza minima, solitamente di circa 65 cm, dal piano di cottura a gas; è opportuno inoltre non superare un’altezza di 90 cm per evitare dispersione dei vapori di cottura nell’ambiente;

−           sopra il camino della canna fumaria sfociante a tetto deve essere innestato un torrino statico antivento, quadrato (in cemento) o circolare (in metallo) con sezione utile di uscita non minore del doppio della canna fumaria (norma UNI 7129 Parte 3);

−           è preferibile collegare la cappa alla rete elettrica mediante una spina estraibile. Se non fosse possibile è necessario installare almeno un interruttore che permetta di interrompere l’alimentazione elettrica dell’apparecchio quando si devono effettuare le operazioni di manutenzione o di pulizia;

−           se la cappa ha spigoli appuntiti, ci si può fare male. Nei negozi di ferramenta si trovano appositi paraspigoli morbidi.

La garanzia del marchio IMQ

La cappa è, a tutti gli effetti, un elettrodomestico. Un elettrodomestico che si sporca facilmente, che lavora a poca distanza dalle fiamme e che ha a che fare con il gas. Ecco perché deve essere, anzitutto, sicuro. E una cappa certificata IMQ lo è. Se una cappa reca, infatti, il marchio IMQ significa che ha superato tutte le verifiche di rispondenza alle norme tecniche nel corso delle quali, non solo si controlla che tutti i componenti abbiano le caratteristiche prescritte e siano montati a regola d’arte, ma anche che durante il funzionamento normale e in caso di guasti imprevedibili non si creino comunque situazioni di pericolo. Ad esempio, la cappa viene provata sopra una cucina accesa con quattro pentole piene di acqua bollente che producono un calore elevatissimo per verificare che anche in questa condizione le parti elettriche non si surriscaldino. Oppure, si blocca la ventola dell’aspiratore a motore acceso per controllare che questo non provochi un principio di incendio. Un’altra prova importante riguarda il filtro dei grassi. Quando questo non è di tipo metallico, si verifica che il materiale utilizzato non sia infiammabile in modo da escludere qualunque possibilità che la cappa prenda fuoco. Inoltre, nel corso delle verifiche, si controlla che il libretto di istruzioni riporti, in modo chiaro e preciso, tutte le informazioni necessarie alla corretta installazione, utilizzazione e manutenzione. Un punto importante riguarda proprio l’installazione. Spesso la cappa viene collegata alla rete elettrica in modo fisso, ossia senza una spina estraibile. In questo caso è necessario che, a monte del collegamento, sia predisposto un interruttore che permetta di “staccare” la corrente all’apparecchio, in modo da poterlo azionare quando si devono effettuare le operazioni di manutenzione o di pulizia. In caso contrario, prima di effettuare qualunque intervento sull’apparecchio, bisognerebbe chiudere l’interruttore centrale.

I consigli per l’acquisto

·   Prima dell’acquisto, far compiere un sopralluogo della vostra cucina a un tecnico specializzato che, oltre a prendere nota dei collegamenti da effettuare per la cappa, possa darvi qualche consiglio utile.

·   Prima di acquistare la cappa, prendere le misure della cucina, in particolare l’altezza del soffitto e il volume della stanza, per sapere quale portata deve avere la cappa. Per la scelta del modello va considerata la larghezza del piano di cottura. I modelli più diffusi sono larghi 60 cm, come il piano di cottura tradizionale, ma vi sono anche modelli larghi 90 o 120 cm per i piani di cottura più grandi e che sono consigliabili anche nel caso in cui lo spazio in cucina non manchi.

·    Preferire prodotti certificati da IMQ per essere certi che siano stati realizzati nel pieno rispetto delle norme di sicurezza.

·   Acquistare gli elettrodomestici sempre e solo presso rivenditori autorizzati.

·   Leggere sempre il biglietto di istruzioni e conservarlo.

· Scegliere la cappa più adatta alle proprie esigenze, controllando la scheda tecnica del prodotto. In particolare, prestare attenzione alle velocità, alla rumorosità e alla portata dell’elettrodomestico. Per chi cucina poco, in genere è sufficiente un modello che abbia una portata di 200-300 m³/h; per una famiglia composta da 3-4 persone è preferibile una cappa con una portata di 300-400 m³/h, mentre per chi cucina spesso e ha una famiglia numerosa, la portata deve essere di almeno 500 m³/h.

I consigli per l’utilizzo

Non procedere mai con un’installazione o con una riparazione fai da te ma ricorrere sempre a un tecnico specializzato, che verifichi innanzitutto la stabilità del collegamento tra il foro di uscita dell’aria e il tubo. Far eseguire dei controlli periodici di manutenzione. Ricordarsi che la cappa è un elettrodomestico, dunque non va toccata e azionata con mani e piedi bagnati. Prima di pulirla, staccare la spina. La superficie interna ed esterna della cappa deve essere pulita regolarmente, ogni settimana, con un panno morbido imbevuto di detersivo neutro. Dopo la pulizia, sempre con un panno morbido, è opportuno asciugare delicatamente la cappa. Unico accorgimento: evitare detersivi al cloro per le cappe in acciaio inox. Inoltre, ricordarsi di pulire e/o sostituire regolarmente i filtri, seguendo le indicazioni riportate nel libretto di istruzioni. Non lasciare la cappa e il fornello accesi contemporaneamente senza che sul fornello ci sia una pentola. La fiamma tenderebbe a salire verso l’altro, con il rischio di incendi. Per la stessa ragione, non cuocere mai cibi alla fiamma con la cappa in funzione. Lasciare in funzione la cappa per qualche minuto dopo aver spento il fornello, per eliminare i fumi residui. Nel momento in cui inizia la cottura, accendere la cappa alla velocità più bassa, soprattutto se sono accesi più di due fuochi. In caso contrario, si formerebbe una cortina di umidità che tende a bloccare odori e fumi, impedendo loro di salire verso i filtri. Quando la cappa è in funzione, chiudere la finestra. Tenerla aperta sarebbe uno spreco di energia in quanto si creerebbe un giro di fumi che impedisce un buon filtraggio dell’aria. Se la cappa è provvista del ‘frontalino’, ossia la parte che può essere fatta scorrere per aumentare l'area di aspirazione, è opportuno tenerlo aperto per permette una miglior protezione del mobile pensile che sta sopra al piano cottura.