Domenica, 22 Maggio 2011 00:00

Frigorifero, l'affidabilità prima di tutto

La durata è in testa alle aspettative del consumatore. Ma sono tanti altri gli elementi che incidono sulla qualità

Il frigorifero, a buon diritto, viene annoverato tra gli elettrodomestici più importanti della casa. Non solo per la sua funzione, quella di con­servare gli alimenti, ma anche per le sue dimensioni, soprattutto in relazione alle tendenze di arredamento che si vanno sempre più imponendo. Il minor numero di stanze, a favore di due zone (giorno e notte), fa acquisire al prodotto una rilevanza non trascu­rabile anche sotto il profilo del design.

Capire le etichette energetiche
Difatti i colori preferiti ormai sono quelli neutri, con ben poche licenze verso i toni forti e appariscenti. Una sobrietà, che spesso è anche eleganza, direttamente legata al periodo di crisi economica. Se la vita diventa più difficile, questo si riflette anche nel modo di vivere la casa. Senza eccessi. A parte il design, però, quali sono le aspettative del consumatore finale verso il frigorifero? Al di là delle caratteristiche di ogni singola macchina, il prodotto deve fare freddo. Sul serio. Non è una banalità. Ma fare freddo, oggi, va a braccetto con il consumo energetico, la cui riduzione rappresenta probabilmente il bisogno più sentito. Pertanto è bene che l’utente sappia come interpretare le nuove etichette energetiche, obbligatorie a partire dalla fine del 2011 ma già in uso. La classe A+ indica un prodotto che risparmia il 20 per cento rispetto a una macchina analoga in classe A; A++ corrisponde a un risparmio del 40 per cento, mentre la tripla + fa salire la percentuale a 60. Una seconda aspettativa che fa a gara con il consumo energetico per capacità di fidelizzare il consumatore al brand è l’affidabilità del prodotto. Purtroppo si tratta di un “valore” che al momento dell’acquisto non si può toccare. Tuttavia l’utente si aspetta che il frigorifero duri anni e anni prima di rompersi. Una esigenza che viene puntualmente tradita nelle apparecchiature super-economiche. E comunque alcune marche proseguono lungo una direzione che potremmo definire di corto respiro: l’evaporatore deve essere più economico, la plastica pure, la lamiera più sottile. Tutto pur di risparmiare.

Vietato sbagliare
Il problema è che a furia di risparmiare spuntano frigoriferi di bassa qualità. Del resto, se la convenienza immediata fosse realmente l’unica leva a convincere il consumatore, Internet avrebbe già vinto la concorrenza con i punti vendita. Ma visto che ciò non è successo, ed è ben lontano dal succedere, il prezzo basso non è il primo e tanto meno l’unico valore che si cerca. L’addetto alla vendita che il consumatore si trova di fronte deve fare domande. O meglio, dovrebbe. Perché solo così sarà in grado di proporgli la macchina più corretta per lui. Se non le fa, svolge male il suo mestiere. Ma a quel punto se il consumatore non vuole sbagliare l’acquisto dovrebbe essere lui stesso a fornire al commesso quelle informazioni necessarie attraverso le quali individuare la macchina giusta. Saremmo al paradossale, ce ne rendiamo conto, ma tant’è. L’investi­mento, perché di questo si tratta, merita particolare attenzione. La pri­ma domanda da porsi è molto semplice: “Perché comprare un frigorifero?”. è dalla risposta a questo quesito che si apre un ventaglio di strade da seguire. Se si sta cambiando casa, per esempio, bisogna scoprire quale prodotto il consumatore ha utilizzato fino a quel momento. La trattativa, allora, potrà seguire un solco già tracciato. Se, in­vece, l’acquisto è legato alla rottura dell’apparecchio precedente, il bravo addetto cercherà di capire perché si è rotto. Anche in questo caso la risposta aprirà una serie di opportunità e di consigli. 

Esigenze alimentari
L’utente si è accorto che il frigorifero è molto vecchio e dunque vuole “ringiovanire” la cucina? Questo è un chiaro segnale di attenzione al design che arriva dal potenziale acquirente. Il quale, pertanto, dovrà essere condotto su macchine certamente non bianche bensì di altro tipo. E poi: quanti sono in famiglia? Quanto è grande la cucina? Quante volte fa la spesa alla settimana (o al me­se)? Quali sono le sue esigenze alimentari? In sostanza, per favorire il corretto acquisto da parte del consumatore, l’addetto dovrà riuscire a delineare una sorta di carta di identità sia del prodotto sia del consumatore. Amalgamando in modo perfetto tutte queste informazioni.   

Presume di conoscerlo
Gli esperti di marketing definiscono il frigorifero un prodotto “problematico”. Al contrario l’i-Phone, pur co­stando molto, è un prodotto “non problematico”, nel senso che il consumatore lo conosce. Pertanto, se non lo trova in un negozio lo comprerà tranquillamente presso un altro punto vendita. Il frigorifero si cambia ogni die­ci anni (mediamente): ecco perché il signor Rossi presume di conoscerlo. Ma non lo conosce affatto. Il confronto con l’ad­detto - che deve essere preparato, competente, gentile e disponibile - è essenziale. Non è sorprendente notare come tra i consumatori che negli ultimi mesi hanno rinunciato all’acquisto del frigorifero, la percentuale più ampia (un terzo) dice che lo ha fatto perché non ha trovato il mo­dello che cercava. Si tratta di una sconfitta per gli operatori della distribuzione, evidentemente ancora poco propensi a indagare tra le esigenze di coloro che hanno di fronte. Così come non sorprende che al secondo posto di questa classifica ci siano quei consumatori che hanno preferito aspettare una promozione. Tutto torna: se il prodotto non viene spiegato, o viene spiegato ma­le, tanto vale aspettare quello che costa meno. Da notare che la rinuncia all’acquisto per mancanza di disponibilità economica si classifica nelle re­trovie. Un aspetto importantissimo del frigorifero è la bontà del suo isolamento da cui dipende in buona parte la qualità complessiva del prodotto. Isolamento che si può ottenere attraverso due modi. O rendendo le porte più spesse, ma in questo modo si riduce lo spazio interno. Oppure introducendo una maggiore quantità di poliuretano, la so­stanza che garantisce l’isolamento delle porte. In questo modo viene salvaguardato anche lo spazio in­terno, particolarmente importante giacché oggi la spe­sa viene fatta più raramente di un tempo e dunque il frigorifero viene “ca­ricato” in modo pesante. Infine, come valutare la qualità del congelatore? Sono due i parametri. Il primo è il pe­riodo di conservazione in caso di black out.  

Soglia di scongelamento
In pratica, quante ore devono trascorrere  - in caso di mancanza di corrente elettrica - perché gli alimenti passino da una temperatura di -19°C a una di -9°C, che coincide con la soglia di scongelamento. Più il tempo è lungo e maggiore è l’isolamento del congelatore. Il secondo riguarda quanti alimenti freschi vengono congelati nell’arco delle 24 ore.  Di fronte a un congelatore no frost, il consumatore deve avere ben chiari quali sono i vantaggi che derivano da questa tecnologia. In pratica, sono due. Entrambi essenziali. Il primo, neppure troppo scontato, è che non si è costretti a sbrinarlo pe­rio­dicamente. Ciò si traduce nella possibilità, questa sì da sottolineare, di dormire di più la domenica mattina. In altre parole, si ha più tempo libero a disposizione. Aspetto oggi im­por­tante da mettere in luce e quindi non banale come si potrebbe pensare. Il secondo vantaggio del no frost è che i cassetti si possono togliere. Togliendo i cassetti, al consumatore si offre l'opportunità di congelare alimenti di grandi dimensioni.

Sotto i 42 decibel è silenzio assoluto                                                                                             Il rumore prodotto dal frigorifero è un aspetto cui si presta sempre maggiore attenzione. Nelle abitazioni, come si diceva, la tendenza che si va imponendo è quella della riduzione del numero delle stanze, limitandosi a due sole zone: quella giorno e quella notte. Ciò si traduce nell'esigenza di una macchina non eccessivamente fastidiosa. Dai 42 decibel in giù, allora, l’apparecchio praticamente non è possibile udirlo. Ma c'è già chi riesce ad abbassare quella soglia in modo considerevole arrivando addirittura a 39 o 38 decibel. La nuova etichetta energetica indica il livello di rumorosità. 

Non tutta la plastica è uguale                                                                                                    Come è noto, il frigorifero è un'apparecchiatura costituita in larga parte di vetro e plastica. Però mentre il primo è sempre puro, la seconda può essere di due tipi. Quella che viene identificata con la sigla ABS - a scanso di equivoci, del tutto legale - ha la caratteristica di produrre il tipico odore che molti amano definire di “nuovo”. In realtà, esso è legato al petrolio. La plastica PS (polistirene), invece, è inodore e antimuffa. È quella più indicata per venire a contatto con gli alimenti. Infatti è quella utilizzata per produrre piatti e bicchieri.