Giovedì, 03 Dicembre 2020 15:14

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È la filosofia di GRF, azienda specializzata in prodotti per la refrigerazione, con frigo americani di fascia medio-alta, presente in Italia da circa due anni. Margini elevati al trade e un'etica sociale i suoi cavalli di battaglia.

Maurizio Severi, amministratore unico e socio di GRF Maurizio Severi, amministratore unico e socio di GRF

Crediamo che il successo di un’azienda nasca da un’interazione tra essa e il proprio ambiente, i propri consumatori e le loro priorità. Fino a non troppo tempo fa bastavano una buona strategia commerciale e di marketing, una scelta oculata e di mercato sul posizionamento dei prodotti, e una comunicazione efficace. Ora non più: ciò che serve è una condivisione di valori e uno scambio ravvicinato col cliente finale attraverso gli strumenti del web marketing, in un filo diretto che conduca a una crescita di tutti i soggetti della filiera (trade compreso) anche dal punto di vista etico-sociale. Ne abbiamo parlato con Maurizio Severi, amministratore unico e socio di GRF (foto), industria con una radicata esperienza nel terzismo, forte di una fabbrica propria in Cina, da circa due anni presente in Italia con il proprio brand di prodotti per il freddo, frigoriferi side by side in particolare (nella pagina accanto, il modello Cross Door CA91831BG).

Severi, come è nata l’idea di un nuovo marchio specializzato nel settore frigoriferi?
“GRF nasce dall’incontro di due esigenze: quella di offrire elettrodomestici di qualità elevata, garantita da una produzione controllata all’interno dei nostri stabilimenti, e di contare al tempo stesso su un marchio Made in Italy, in grado di far leva sul concetto di design e cultura dell’elettrodomestico. Un richiamo indiscusso, questo, in molti mercati esteri. Riteniamo inoltre che una fabbrica di proprietà sia sinonimo di solidità finanziaria e di affidabilità nel lungo periodo, con la certezza di merce sempre disponibile e di consegne tempestive: tutti elementi che nel recente passato hanno creato qualche impasse a diversi operatori del settore”.

Come si posiziona GRF nel panorama di mercato?
“Abbiamo creato un brand di fascia medio-alta con l’obiettivo di suscitare l’interesse di consumatori esigenti. Non solo la pancia dell’utenza (di età media) e la fascia degli anni d’argento, ma pure quella assai informata dei Millennials e dei giovani della generazione Zeta, due gruppi che rappresentano, insieme, il 41,2% della popolazione: 27 milioni di persone in totale abituate ad informarsi con approcci diversi da quelli tradizionali, che privilegiano social network e influencer, e selezionano i propri beni con un’attenzione sui generis all’azienda produttrice, oltre che alla qualità dei prodotti stessi’”.

Qual è dunque la vostra strategia di comunicazione al consumatore?
“Intendiamo continuare a presidiare i canali tradizionali in quanto fonte importante di informazione al cliente, a investire su radio e testate di settore, e marcare con forza la nostra identità sul web: solo così, comunicando trasparenza e fiducia a tutti i nostri interlocutori, siamo certi di poter raccogliere attenzione e fedeltà al nostro brand. Ma c’è di più: siamo convinti che il consumatore debba diventare il driver principale dello sviluppo, sia in termini di prodotto in base alle esigenze nascenti, sia per guidare l’azienda nelle proprie scelte per la collettività. Mi riferisco alla cosiddetta identità sociale, quella che guarda all’interesse generale e vi destina una parte delle proprie risorse. Per un’industria di elettrodomestici ciò può esprimersi con un impegno concreto nel riciclo di materie prime o con altre attività per il bene comune: nel nostro piccolo, siamo stati i primi a distribuire mascherine chirurgiche a ciascuno dei nostri clienti non appena è scattato il lockdown, quando erano ancora pressoché introvabili. A dimostrazione che ogni brand deve vivere a tutto tondo il contesto che lo circonda, adeguandosi ad esso e stabilendo un confronto proficuo con i propri partner, retailer in particolare. Proprio ad essi riusciamo peraltro a riconoscere una marginalità interessante”.

Come riuscite a mantenere questa marginalità per i retailer?
“Grazie a una struttura snella che ci permette di abbattere costi di esercizio e prezzi di vendita. Siamo veloci e reattivi di fronte alle esigenze, e cavalchiamo la scelta di tenere al nostro interno le funzioni aziendali principali, che sono la mente e il cuore di ogni passo, affidando quelle operative con minor valore aggiunto - la logistica in primis - a professionisti specializzati, garanzia di efficienza e competenza”.

Quali prospettive stanno maturando nel cassetto?
“Il nostro piano strategico di espansione per i prossimi tre anni prevede l’utilizzo di strumenti tecnologici sofisticati che si rendono via via disponibili. Come quelli del mondo IA, potenti ed affidabili che permettono di gestire una mole ampia di dati e di continuare con le analisi e le valutazioni necessarie a restare in contatto con le realtà del nostro pubblico”.