Domenica, 09 Dicembre 2012 00:00

L'asciugatrice salva il bucato da polveri e smog

Gli italiani che si avvicinano al dryer con i primi freddi poi finiscono per usarlo tutto l'anno

Belli e folkloristici i panni stesi che colorano le facciate dei palazzi, in un’immagine da cartolina che non passa mai di moda. Quello che invece abbandona in fretta il bucato è il suo tipico profumo di casa e di freschezza, messo alla prova dalle ventate di polveri e di smog che abitano le città. La biancheria esposta a inquinamento e raggi uva viene danneggiata e sporcata, specie in inverno, quando le ore di asciugatura all’aria aperta si moltiplicano. Cresce a passo d’uomo la cultura del dryer (asciugatrice) nel nostro paese, e ciò accade sotto una buona stella: quella dell’efficienza energetica e della sostenibilità ambientale, cui si affiancano comfort di utilizzo e rispetto totale dei capi. E' soprattutto all'arrivo dei primi freddi che gli italiani si spingono verso l’acquisto di un’asciugatrice, o di una lavasciuga, per motivi di spazio o se la lavabiancheria è da “rottamare”. E finiscono poi, per comodità, con l’usare il dryer tutto l’anno, senza neanche la pausa di ferragosto. 

A pompa di calore
Il cruccio della bolletta salata non preoccupa come una volta: i lineari fioriscono di apparecchi in classe  A-50% e A-60%, sinonimi di consumi ridotti fino al cinquanta o al sessanta per cento rispetto ad analoghi prodotti in classe A. Spopola la tecnologia a pompa di calore, integrata nei top di gamma per minimizzare le inutili di­spersioni di aria calda. Il funzionamento di tale sistema, attivo sia in fase di riscaldamento che in quella di raffreddamento, fa leva su due circuiti chiusi, uno ad aria e l’altro contenente fluido termo-dinamico, efficaci nel loro insieme nell’offrire un’asciugatura a temperature più basse rispetto a quella di esercizio nei modelli tradizionali, con la garanzia di una condensazione sempre efficiente. Fibre e colori inalterati anche dopo centinaia di cicli di asciugatura, i dryer di ultima generazione restituiscono capi impeccabili senza aspettare il raffreddamento dell’apparecchio, per abiti subito pronti da indossare o da stirare, morbidi come appena comprati. Il sistema termo-dinamico è costantemente controllato da appositi sensori che ne regolano l’attività, mentre speciali dispositivi elettronici tarano all’occorrenza la temperatura interna sulla base dei parametri selezionati.  

Umidità residua variabile
Una analisi a parte merita il tasso di umidità residua nei capi trattati, anch’esso sottoposto a un continuo monitoraggio elettronico che ne mantiene il livello stabile alla percentuale impostata. Che si tratti di tende o delicati, di indumenti da stirare o da riporre subito nel cassetto, esistono programmi automatici adatti a ri­spondere a qualsiasi aspettativa di consumo: affidabili nel garantire un livello di umidità del venti per cento circa con abiti lavati a mano e per i quali si desidera evitare uno sgocciolio eccessivo, fino ad uno inferiore al tre per cento nel caso di un completo da indossare al momento. E dopo aver detto addio ai pregiudizi sulla cura dei tessuti più “sensibili”, lana in primis, grazie a cicli creati ad hoc per proteggerli contro l’infeltrimento in una benefica azione allunga-vita, non resta che esplorare le alternative esistenti per quanto riguarda lo scarico dell’acqua, elemento chiave che differenzia i prodotti a evacuazione da quelli a condensazione. Se i primi, meno diffusi, restituiscono all’ambiente l’acqua utilizzata dall’apparecchio sotto forma di vapore, saturando così il locale di umidità, i se­condi si distinguono per la capacità di raffreddarla e condensarla, appunto in una vaschetta. E' possibile vuotare il contenitore di raccolta - capiente fino a 6 litri, in base al modello - anche ogni tre o quattro cicli di asciugatura, a seconda di quanto indicato dal produttore. Elemento di semplice utilizzo alla portata di due dita, il serbatoio racchiude acqua distillata impiegabile per altri usi domestici, ferro da stiro in testa. 

Silenziosità di serie
Se installati accanto o sopra la lavatrice, in un pratico sistema-lavanderia domestico, alcuni dryer in commercio permettono di collegare il proprio tubo di scarico a quello della lavabiancheria ed evitare così le periodiche operazioni di svuotamento della vaschetta. Un design funzionale arricchisce molti modelli recenti: come accade nelle asciugatrici provviste di cestello (bidirezionale) con profilo a onde, disegnato per creare cuscinetti d’aria preserva-capi. O nelle versioni con maniglie e oblò ergonomici studiati per un utilizzo “invitante” e senza pensieri. Brillantezza e bellezza naturale dei capi sono di serie su molti top di gamma, assieme a una silenziosità mai sperimentata prima. Per dormire sonni tranquilli quando lei lavora, e svegliarsi al mattino con un bucato da sposa.