Giovedì, 07 Marzo 2013 00:00

Lavastoviglie, più spazio alla vita

E' la flessibilità a fare la differenza tra le varie proposte delle case produttrici. Non più il numero dei coperti

Un piatto fondo e uno piano, uno piccolo da contorno e cinque posate. E ancora, un bicchiere, una tazza da caffè con sottotazza, un’insalatiera grande, una piccola, una coppa porta-salsa e un piatto ovale da portata. Senza dimenticare un forchettone multiuso, due cucchiai e il classico mestolo. Ecco la fotografia del famoso “coperto”, elemento base dell’unità di misura internazionale per la capacità delle lavastoviglie, calcolata appunto sul numero di persone che ogni apparecchio è in grado di “gestire” con un ciclo di lavaggio. Se è già poco probabile che, devoti amanti del Galateo a parte, si utilizzi una tale mole di stoviglie per ciascun pasto, il numero di coperti trattati da un prodotto ha da tempo smesso di essere l’ago della bilancia nella scelta di un modello. La distinzione più diffusa nel settore resta quella tra i 12-15 coperti degli apparecchi standard e gli 8-9 coperti delle slim, ma ciò che da tempo ha iniziato a fare la differenza tra le lavastoviglie allineate, spesso con poca fantasia, sui lineari, è la spensieratezza della flessibilità offerta: fatta di cesti regolabili in altezza con un gesto leggero della mano anche se la lavastoviglie è già carica, e di una capacità che si adatta alla vita di ogni giorno, alle pentole di grandi dimensioni, ai maxipiatti per la pizza. Come pure ai calici di cristallo, ora protetti da inserti morbidi che ne migliorano la stabilità. Alcune case produttrici hanno esteso la capacità interna a parità di ingombro esterno, altre hanno affinato l’intelligenza dei sensori nel trattare alla massima efficienza carichi di stoviglie più o meno abbondanti con diversi gradi di sporco, attraverso un livello di potenza, di temperatura e di pressione dell’acqua regolate ad hoc. Molte hanno infine puntato sull’abbattimento del rumore, rendendolo un delicato fruscio.

Dal getto alternato al lavaggio orbitale

Ma tra le novità del momento fiorite nel comparto lavaggio c’è la varietà dei sistemi di lavaggio inaugurati di fresco per le dishwasher: accanto al classico getto alternato, direzionato di volta in volta al cesto inferiore e a quello superiore, primeggia tra gli altri il sistema di lavaggio a impulsi, che a una pressione dell’acqua ridotta, in grado di ammorbidire lo sporco, fa seguire un getto più potente capace di eliminarlo. Rispetto al metodo tradizionale viene inoltre variata l’angolazione dei getti, ora in grado di raggiungere, in maniera analoga a quanto accade col sistema traslante, ogni angolo del vano. I modelli che utilizzano al contrario un lavaggio orbitale sono dotati di un doppio irroratore: i due irroratori sovrapposti ruotano contemporaneamente per eliminare grasso e residui anche nei punti più difficili: quelli creati da stoviglie mal posizionate sui cestelli ad esempio, come un piatto piano inserito davanti ad uno fondo, quasi a fargli da tappo.

Tecnologie smart e comandi touch

Pensato per un utilizzo complementare rispetto ai classici portaposate - ora peraltro anche spostabili, in molti modelli, in base alla tipologia di carico - nasce il terzo cestello della versatilità: una sorta di cassetto segreto, situato sotto il top dell’apparecchio, dedicato a piccoli utensili da cucina come mestoli, pinze, palette e cucchiai da portata, nonché imbuti, grattugie e coltelli di grandi dimensioni. Una trovata geniale che libera spazio utile dagli altri cestelli, aumentandone la capienza. Programmi smart con auto-riduzione dei consumi e cicli superecologici per un risparmio di acqua ed energia sorprendono anche i veterani del pregiudizio nel comparto lavastoviglie (alcuni modelli assicurano un utilizzo di soli 8-10-12 litri di acqua per ogni lavaggio, variabili in base al tipo di programma impostato) arricchendosi oggi di opzioni avanzate per ogni esigenza di lavaggio: da quella time saver, per un ciclo ultra-rapido a parità di efficacia, ideale per piatti e utensili che non abbiano subito una profonda frittura, fino alle possibilità di personalizzazione di pressione, temperatura di esercizio e durata del ciclo. Per lavare e igienizzare come a mano, o anche meglio, risparmiando denaro e fatica. Le icone grandi e intuitive invitano ad essere sfiorate, proprio come sul display di tablet e cellulari. Sono i pulsanti touch integrati nei modelli di punta, piccoli terminali elettronici su estetiche minimal dalla classica eleganza bianco o inox, o nero, o infine a specchio, tocco di luminosità tra il vintage e la tecnologia.

Sale e pastiglie all-in-one contro i guasti

Se l’allacciamento alla rete dell’acqua calda sa regalare un risparmio sostanzioso, fino al 40%, sulla bolletta di energia, bypassare il ciclo di asciugatura a fine lavaggio è un’altra valida alternativa per abbattere i consumi di una dishwasher, con la garanzia di stoviglie splendenti e senza aloni. Per risultati di asciugatura impeccabili, alcuni modelli lasciano che la porta si socchiuda automaticamente nell’ultima fase del programma eco, per poi riaccostarsi al termine del ciclo. Il sale per lavastoviglie, anche noto come addolcitore (sostituibile con normale sale grosso da cucina), rende - appunto - l’acqua più dolce, meno calcarea, e l’elettrodomestico meno esposto a guasti provocati da incrostazioni. Contribuisce inoltre a pulire le resine decalcificanti, rendendole più durature e funzionali. Alcune pastiglie detergenti, le gettonatissime tre o quattro in uno utilizzabili nelle lavastoviglie di ultima generazione, integrano infine il sale e il brillantante, oltre a un additivo contro l’opacizzazione del vetro e dei bicchieri. Si è così dispensati dal loro periodico inserimento, ma non dalle normali operazioni di gestione e pulizia. La lavastoviglie non ama i residui di cibo, colpevoli dell’intasamento dei filtri e cattivi odori. E richiede inoltre una regolare cura di guarnizioni, ugelli e bracci rotanti, nonché di filtri e cassetti. Assieme ai dispositivi di sicurezza e alla silenziosità offerta, è il sistema filtrante che riveste la massima importanza nel prodotto-lavastoviglie per la sua capacità di mettere in circolo acqua pulita grazie a un ricambio poco frequente, garanzia di un cospicuo risparmio di risorse.