Mercoledì, 31 Ottobre 2012 00:00

Riscaldamento, comfort ed efficienza

Meno energivori del passato, stufe e radiatori offrono stuzzicanti soluzioni per integrare o sostituire l'impianto domestico

Una fiamma potente si allunga verso l’alto, delicatamente, quasi a formare un cono di calore. La si può scorgere dallo sportello trasparente delle stufe a pellet, in voga nel nostro paese tanto da aver riscosso l’apprezzamento di oltre un milione di famiglie italiane. Utilizzando uno tra i combustibili a biomassa, conquistano per il vantaggio economico - rispetto al gasolio, al gpl e al petrolio - e per quello ecologico, oltre che per l’estetica raffinata, spesso smaltata e in vari toni di colore. Come le altre stufe “a camino”, pensate per coadiuvare o sostituire l’impianto di riscaldamento domestico tradizionale, anche quelle a pellet impongono l’installazione della canna fumaria da parte di un tecnico specializzato. Montaggi improvvisati e non effettuati da personale esperto possono infatti recare rischi di malfunzionamento del prodotto e, nei casi peggiori, danni provocati dalla diffusione di monossido di carbonio, un gas inodore e letale. Caratterizzati da alti rendimenti termici, i recenti modelli a pellet vantano la massima comodità del funzionamento automatico e una sicurezza a prova di bambino. Il combustibile, piccoli cilindri di 6/8 millimetri derivanti da legna ridotta in segatura e poi compressa, viene introdotto a fiamma spenta, quindi cade dall’alto in un apposito bruciatore dove si incendia per azione di una speciale ventola che spinge l’aria attraverso l’apparecchio. Si tratta di prodotti “ad aria forzata”, così detti a causa del tiraggio dell’aria tramite la ventola. Gioia pura per chi detesta anche la più piccola nuvoletta di polvere o cenere in casa propria: il sistema spinge via la cenere prodotta mediante la canna fumaria, “regalando” una assai esigua quantità di residui, da rimuovere senza pensieri non più di una volta alla settimana. 

Dolci momenti di tepore
Quattro-sei mesi sono invece il lasso ideale da interporre tra una pulizia più approfondita e quella successiva, a seconda dell’intensità di utilizzo. Facilità d’uso e grande impatto visivo allietano chiunque voglia ritrovare il tepore di casa propria nei pomeriggi più uggiosi con la sola preoccupazione di ricaricare la giornaliera dose di pellet e di stoccare in casa, o in garage, i sacchi (generalmente da 15 kg.) in cui è contenuto. Il freddo punge le ossa e c’è bisogno di una dolce ventata di calore che sostenga in certi momenti il lavoro dell’impianto di riscaldamento centrale? A correre in soccorso c’è un intero universo di radiatori elettrici, diversi per forme e dimensioni, oltre che per tipologia di funzionamento e prestazioni offerte. Accomunati dalla grande semplicità di utilizzo e dalla comodità di trasporto da un ambiente all’altro (anche casa-ufficio-casa) termoventilatori, termoconvettori, prodotti alogeni, a infrarossi o alimentati ad olio, offrono nel loro complesso una ricca versatilità per adattarsi alle diverse esigenze legate a spazi e tempi di impiego. Nei termoventilatori, il calore sprigionato da una resistenza elettrica viene diffuso tramite una ventola, mentre nei termoconvettori esso fuoriesce attraverso le griglie di aerazione dell’apparecchio. Entrambi agiscono per convezione, grazie a un accumulo del calore all’interno della struttura (o di un’intercapedine interna) e ad un rapido rilascio nell’ambiente circostante, con un flusso di aria calda che sale dapprima verso l’alto per poi scendere naturalmente verso il suolo. Nei sistemi ad irraggiamento il calore viene invece immagazzinato all’interno delle pareti ad alto assorbimento dell’apparecchio per poi essere progressivamente ceduto all’esterno con l’emissione di onde elettromagnetiche. Rispetto ai modelli a convezione, quelli ad irraggiamento evitano movimenti d’aria e fastidiosi sollevamenti di polveri o pollini, mantenendo l’umidità a un livello costante. Sono efficienti nel riscaldare un locale con una ridotta quantità di energia, grazie al rilascio lento e graduale che produce i propri effetti fino a due ore dopo lo spegnimento del prodotto, con prestazioni che possono raggiungere il 50% dell’efficacia nella seconda ora. 

Plus innovativi e facilità di utilizzo
Per valutare l’impatto sulla bolletta occorre soffermarsi sulla potenza termica dichiarata per legge dal produttore e riportata in watt sulla confezione. Tra i plus innovativi spiccano la funzione antigelo, particolarmente utile in ambienti rigidi come baite di montagna, benché non sempre presente nella dotazione dei prodotti a scaffale, la possibilità di montaggio a parete, da considerare in locali di dimensioni ridotte, e la protezione anti-spruzzo, ideale per l’uso da bagno. Basta un gesto per programmare temperatura desiderata e accensione automatica mediante timer e termostato regolabile, e due interventi all’anno per assicurarsi un elevato livello di sicurezza grazie a un adeguato controllo/pulizia con sostituzione filtri. Evoluti sistemi di sicurezza, come quello in grado di spegnere istantaneamente l’apparecchio in caso di ribaltamento accidentale, completano il quadro di un comparto storico, che ha compiuto passi da gigante nella sfida dell’ecologia e del risparmio energetico.