Lunedì, 30 Settembre 2013 00:00

Effetto caldo sull'onda del design

Dai caminetti scenici e romantici ai termoventilatori con linee morbide e colorate

C’è quasi da stupirsi, a volte, a chiamarli termoventilatori o termoconvettori. Sono assai diversi, infatti, dalle stufette elettriche che eravamo abituati a nascondere sotto al tavolo nei freddi pomeriggi di ottobre, o dietro al divano, la sera, con un riscaldamento centrale non ancora all’opera. Meno energivori del passato, i radiatori di recente introduzione a basso assorbimento garantiscono una temperatura costante con zero dispersioni di calore, regalando un comfort totale e senza pensieri. Altro che rinunce e sacrifici nell’organizzazione domestica, quando per scaldarsi un po’ si dovevano mettere in stand-by tutti (o quasi) gli elettrodomestici di casa. 

Estetiche minimal e anticrisi  
Ma accanto ai consumi ridotti degli apparecchi di ultima generazione, in carico a tecnologie innovative differenti a seconda dei marchi - resistenze in acciaio, diffusori ad alta efficienza termica con bassa intensità luminosa, termostati intelligenti in grado di mantenere stabile la temperatura selezionata - è il design a ricoprire un ruolo di primo piano nel panorama del riscaldamento supplementare dell’inverno 2013. Dalle atmosfere magiche create dai caminetti elettrici, installabili sia a muro che a parete (esistono soluzioni per ogni esigenza) si passa ai tratti avveniristici di apparecchi minimal dai toni freddi, concentrati di una speciale tecnologia air treatment capace di catturare l’aria dell’ambiente prima di amplificarla in un getto ad anello. Alcuni modelli invece, più piccoli e compatti ma al tempo stesso potenti e versatili, nascono, in barba alla crisi che dipinge tutto di scuro, in una veste allegra e fluorescente, dalle linee morbide, quasi da mordere, se non si trattasse di avanzati termoventilatori ad aghi.

Diffusione del calore: convezione e irraggiamento
Nel polverizzato universo del riscaldamento portatile, che assieme a termoconvettori e termoventilatori abbraccia prodotti catalitici, elettrici e a infrarossi, oltre che radiatori alimentati ad olio, è bene inoltre distinguere tra apparecchi a convezione da quelli a irraggiamento. I primi agiscono tramite una resistenza elettrica che sprigiona calore, diffuso successivamente attraverso una ventola (nei termoventilatori) o apposite griglie di aerazione (nei termoconvettori). L’aria calda viene in entrambi i casi accumulata all’interno dell’apparecchio o in una speciale intercapedine, e quindi rapidamente rilasciata nell’ambiente, con un flusso che sale dapprima verso l’alto per poi scendere naturalmente verso terra. I prodotti ad irraggiamento immagazzinano invece il calore alll’interno delle pareti ad alto assorbimento per poi cederlo lentamente all’esterno. Evitano movimenti d’aria e il fastidioso sollevamento di polveri e pollini.

Sicurezza in primis
Alcuni termoconvettori evoluti sono progettati, così come i caminetti elettrici, per essere posizionati a pavimento e a parete, mediante speciali supporti in dotazione che permettono di distanziare l’apparecchio dal muro in maniera personalizzata, per una maggiore rotazione dell’aria riscaldata nei locali. Intanto, mentre le normative sulla sicurezza dei prodotti per il riscaldamento supplementare si fanno via via più stringenti, spopolano i dispositivi dotati di sistemi di sicurezza, antiribaltamento in primis. Es­senziali per prevenire i rischi derivanti da un utilizzo im­proprio o da urti involontari, garantiscono nella maggior parte dei casi l’interruzione immediata di funzionamento in caso di caduta. Facilmente trasportabili da un locale al­l’altro e caratterizzati da una potenza di esercizio adatta al trattamento di ambienti di piccole o medie dimensioni (in base al modello), coccolano infine gli eterni infreddoliti con una temperatura costante precedentemente impostata, mantenuta nel tempo a un livello uniforme. Con un corretto tasso di umidità e senza fastidiose oscillazioni caldo-freddo, tipiche di apparecchi di vecchia generazione. Utile poi, nel rispetto di un ridotto assorbimento energetico, la peculiarità tipica dei radiatori ad olio di continuare a riscaldare gli ambienti anche dopo il loro spegnimento, per un tepore capace di persistere tra le quattro mura per un tempo variabile, grazie ad un rilascio di calore len­to e graduale. Non mancano stufe che fanno della massima versatilità il loro stendardo, nate per offrire un trattamento dell’aria multistagionale, con un effetto cal­do all’occorrenza e un raffrescamento ad alta velocità nel periodo estivo. Sempre con un occhio all’estetica e ai consumi, sfide intramontabili per un consumatore che “sa”.