Martedì, 09 Luglio 2013 00:00

Luglio-Agosto 2013: l'editoriale

"Incentivi, brodini e futuro (da costruire)"

Scriviamo quando il Senato ha appena esteso l’ecobonus a tutti i grandi elettrodomestici a basso consumo energetico, quelli in classe A+ o superiore, senza alcuna distinzione tra prodotti per l’incasso e quelli per la libera installazione. Il provvedimento prevede la possibilita? di detrarre dall’Irpef il 50% della spesa fino a 10 mila euro nell’ambito di ristrutturazioni edilizie. Perche? diventi definitivo, il testo ora ha bisogno del passaggio alla Camera dei Deputati. Indubbiamente una buona notizia in tempi di vacche magrissime, praticamente anemiche. Auspicando che a Montecitorio non accadano sorprese spiacevoli e riconoscendo al neo-senatore Paolo Galimberti i meriti dell’operazione, il brodino caldo ce lo prendiamo e ne siamo contenti. Dopodiche? bisogna guardare al futuro con la consapevolezza che il settore degli elettrodomestici non si salva con i brodini caldi. Si salva soltanto se ha il coraggio di mettersi davanti allo specchio e capire se vuole diventare grande.


Alessandro Butali, neo-presidente di Aires (una notizia ancora migliore di quella degli incentivi), di recente ha detto alcune cose importanti, che ci auguriamo vivamente non si dimentichi. Altrimenti saremo noi a ricordargliele. Dunque, ha sottolineato che Aires dovra? sempre tenere ben presente la “esse” finale dell’acronimo, che indica la specializzazione degli operatori. E ha sottolineato come la maggioranza dei consumatori siano impauriti e non impoveriti, di conseguenza tengono il portafoglio chiuso a doppia mandata. Lasciateci dire che questi sono concetti per i quali ci battiamo, solitari, da una vita e che da tempo non sentivamo riecheggiare a livelli cosi? elevati nelle organizzazioni del trade, di categoria o di gruppo. Fino ad ora era prevalsa la teoria, diventata presto un alibi, dell’impoverimento generale e costante della societa? italiana, a causa del quale mancherebbero i soldi per comprare. Non e? vero, i soldi ci sarebbero. Ci sono. Il problema e? che gli italiani non capiscono perche? dovrebbero investirli negli elettrodomestici. E non lo capiscono perche? non vengono spiegati loro i vantaggi dei prodotti, ne? la qualita? che molte aziende mettono a disposizione del trade, preferendo la via facile - ma ormai sterile - del volantino promozionale e del prezzo basso. Per di piu? la paura e? anche sul fronte dei rivenditori, ed e? quella di proporre qualita? perche? si teme di perdere la vendita.


Ecco il nodo decisivo da sciogliere. Se questo mercato, primi fra tutti giocoforza i rivenditori, non capira? che bisogna imparare ad accogliere il consumatore, che bisogna imparare ad ascoltarlo (cosa non facile), che bisogna imparare a consigliarlo, che bisogna imparare a raccontare le tantissime e belle storie di prodotto che ci sono, non gli basteranno tutti gli incentivi di questa terra per risollevarsi. Le industrie che ricorrono alla figura del promoter sul pdv vedono schizzare in alto la battuta media dello scontrino. E dire che la loro competenza non e? stratosferica. Vero, le promoter si occupano di un solo brand mentre in negozio i commessi dovrebbero sapere tanto di molti. Ma gli spazi di miglioramento ci sono e sono grandi.