Sabato, 16 Novembre 2013 00:00

Novembre-Dicembre 2013: l'editoriale

Un Natale violentato dal sottocosto

Tra produttori e rivenditori il fatalismo si taglia con il coltello. Ed è la cosa peggiore alla quale lasciarsi andare in questo difficile momento. Anzi, no. Questo non è un momento difficile: è il momento più buio dell’anno e probabilmente da quando è iniziata la crisi. Detto questo, che cosa vogliamo fare? Continuare a guardarci allo specchio e lamentarci perché i consumatori non entrano nei negozi e se entrano, non comprano? E in fondo accusare loro se non spendono piuttosto che chiedere a noi stessi perché non spendono? Salvo, poi, riempire le buchette postali di volantini sottocosto nella fase precedente il Natale, dico: precedente, rovinando così il periodo dell’anno più favorevole agli acquisti. Perché è esattamente questo che accadrà o che sta già accadendo. Il mercato è sulla via di infliggersi l’ennesima bastonata sui cosiddetti pur di attirare consumatori. I quali però hanno mangiato la foglia da tempo. Infatti più si fanno volantini e meno consumatori compiono “buoni” acquisti, in attesa dell’offerta successiva, e più i bilanci delle aziende piangono. Più i bilanci soffrono e più in privato i rivenditori, grossi e piccoli, maledicono i volantini, ovviamente senza rinunciarvi. 

Non ci sono soluzioni facili e a portata di mano. Ce n’è solo una, a nostro avviso. Tornare sul territorio, che è come dire fare esattamente l’opposto di quanto fatto negli ultimi dieci anni. Per i rivenditori significa conoscere bene ciò che hanno in negozio e conoscere bene i propri consumatori. Perché solo così saranno in grado di suggerire ai loro clienti quei “buoni” acquisti di cui parlavamo prima. “Buoni” non nel senso di far spendere molto, ma di far spendere il giusto per il prodotto giusto. Il volantino, invece, di­sinforma, fa comprare il prodotto sbagliato e allontana il negoziante dal proprio cliente, oltre a fargli perdere soldi. Anche le industrie devono tornare sul territorio: troppi rivenditori si lamentano che non vengono più visitati dagli agenti. Che, invece, sono uno strumento essenziale per trasmettere cultura di prodotto. Insomma, bisogna guardare al passato per aprirsi al futuro. Semplice? Per nulla. Ma chi ha altre idee alzi la mano.

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GRAZIE

Bianco & Bruno manda in archivio un 2013 che in termini di risultati aziendali si è rivelato molto più soddisfacente di quanto potessimo sperare dodici mesi fa. Il fatturato cresce di quasi il 10 per cento. Grazie a tutti coloro che hanno creduto in noi, agli inserzionisti pubblicitari, ai lettori, a chi ha trovato in Bianco & Bruno uno strumento utile, magari forse a volte scomodo, per il proprio lavoro. Il prossimo sarà un anno ancora più complicato di quello appena trascorso. Lavoreremo per esserne all’altezza.