Mercoledì, 20 Maggio 2015 00:00

Maggio-Giugno 2015

L'Editoriale: "La grande occasione del piccolo trade"

Le pessime, drammatiche notizie che arrivano dal fronte dell'occupazione nella grande distribuzione organizzata (basta leggere il nostro articolo interno) non possono essere derubricate a semplice conseguenza della recessione degli anni e dei mesi precedenti, dalla quale molto timidamente e molto lentamente stiamo tentando di uscire. Chi si facesse irretire da questa argomentazione dimostrerebbe di non avere solo una fetta di prosciutto davanti agli occhi, bensì l'intero maiale. La grande crisi c'entra, eccome. Tuttavia non è l'unica colpevole. Scriviamo queste righe una domenica mattina di metà maggio: ebbene, in questo weekend le iniziative del trade per attirare i consumatori finali, in rigoroso ordine alfabetico, sono: “sottocosto da leoni” presso Euronics, “voglio il sottocosto” presso Media World, “sottoTrony” da Trony e “giù pesante” da Unieuro con lo sconto dell'Iva. E questo per restare alle insegne nazionali, trascurando quindi quelle a dimensione pluriregionale. A questo punto la domanda è: sono queste le ricette che ci aiuteranno sul serio a uscire dalla melma?

La nostra risposta, chi ci segue, la conosce. Non solo crediamo che questa non sia la strada da perseguire, ma anzi siamo fermamente convinti che essa abbia contribuito a rendere ancora più dura la crisi nel nostro settore. E per “crisi” non intendiamo semplicemente che i consumatori non entrano nei punti vendita, bensì che il canale eldom sta perdendo credibilità alla velocità della luce agli occhi di chi dovrebbe convincerli a entrare nei negozi. Giunti però a metà editoriale ci accorgiamo che non abbiamo detto nulla di sostanzialmente nuovo. In fondo sono anni che ci sgoliamo a sostenere che il nostro settore ha maturato un piacere sadico verso il masochismo più spinto, sciorinando idee di marketing efficacissime a infliggere dolore ai suoi operatori. Ora gli errori stanno presentando il conto e come purtroppo spesso succede, i nodi vengono al pettine contemporaneamente. Tutti i nodi.

Il tramonto della grande superficie, perché non più economicamente gestibile, non significa che essa scomparirà completamente. Tuttavia significa che si aprono spazi – e la tendenza è in atto da tempo – per il negozio di medie dimensioni. A condizione, però, che nell'approccio al consumatore torni a essere protagonista la persona: il titolare del negozio, l'addetto competente, insomma la risorsa umana. Solo questa ci potrà far “svoltare” concretamente perché solo essa è in grado di far risaltare la distanza siderale rispetto alla vendita fondata sui volumi. Quella che ci ha guidato fino a oggi. E allora se così è, il gruppo organizzato ha di fronte a sé un'opportunità importante: “scaricare” sul territorio tutta la potenza dei suoi motori, una potenza poco utilizzata in questi anni. Quella di riuscire a elaborare strategie di insegna cucite (anche) attorno a quell'esercito di medi e piccoli imprenditori che mantengono un contatto diretto con i consumatori. Quel contatto che solo può far rinascere fiducia tra l'insegna e il cliente finale. (graziano girotti)