Martedì, 22 Settembre 2015 00:00

Settembre-Ottobre 2015

L'Editoriale: "Lo sconto preteso che ipoteca il futuro"

Lo sappiamo: il titolo non è il massimo dell’ottimismo che potesse uscire dalla tastiera del nostro computer. In realtà non vogliamo neppure essere tragicamente pessimisti, ma solo lanciare un allarme. Iniziamo dalle cose più positive. Aumentano le ricerche, gli studi, le analisi che prevedono una ripresa della domanda interna sul piano generale, che già si intravede. Se i consumi crescono, dopo anni di stagnazione, non significa che improvvisamente torniamo ad avere i portafogli pieni; significa che il cittadino medio vede meno grigio nel proprio futuro. E questo è un segnale particolarmente incoraggiante. Il quadro si fa ancora più sereno se spostiamo lo sguardo nel nostro giardino, quello dell’elettrodomestico e dell’elettronica di consumo. L’estate si è trasformata improvvisamente in una sorta di natale pagano, in cui tutti hanno venduto tutto quello che potevano. Non solo. A leggere alcuni dati diffusi dal quotidiano Il Sole 24 Ore, sono proprio il grande e il piccolo elettrodomestico i settori che, oltre all’auto, cresceranno di più nell’ultimo trimestre del 2015. Con l’elettronica di consumo neppure troppo distante.

Insomma, tutto bene? Manco per sogno. Giacché, è notorio, il nostro settore vanta due o tre lauree con master in “Come complicarsi la vita quando le cose vanno male, figuriamoci quando vanno bene”, ecco piombare la mazzata. Da più parti, e qui diventiamo molto seri, diversi negozianti ci segnalano che si trovano di fronte sempre più consumatori che non esitano a chiedere sconti vari, cancellazione dell’Iva e regalucci di questo tipo. E allora ci sembra di avere a che fare con quei genitori che non essendosi mai curati della loro prole in tenera e adolescente età, si trovano un ragazzone maleducato e magari un pochino drogato. I consumatori, la grande massa di consumatori, sono stati tirati su a suon di sottocosti e fuoritutto, adesso cosa pensiamo di trovarci nelle mani se non uomini, donne, ragazzi che pensano che il lecca lecca (leggasi: ribasso automatico del prezzo del cartellino) sia un diritto acquisito vita naturaldurante e un dovere per il rivenditore concederlo?

Se così è, questa tendenza va letta insieme ad un’altra e la miscela delle due rischia di scatenare un cortocircuito. Le grandi superfici sono in crisi nera, e nulla fa presagire che possano uscire dal tunnel. Mentre il negozio di vicinato sta riprendendo fiato. Come racconta anche la nostra inchiesta che trovate all’interno. Vista dal lato del trade, vicinato significa investire in servizio, cementare il rapporto di fiducia con i propri clienti, puntare su addetti preparati che non cambino dalla sera alla mattina, creare un’offerta di prodotto che tenda ad andare verso l’alto e non sia schiava delle promozioni. Ora, tutto questo è bellissimo ma se poi lo devi garantire affrontando una schiera di consumatori che rivendicano lo sconto a prescindere, perché è così che gli è stato insegnato, allora il sistema rischia seriamente la schizofrenia. Pertanto, proprio nel momento in cui il mercato rialza la testa ci impegniamo per mozzargliela.