Venerdì, 23 Novembre 2018 10:55

RECENSIONE - Huawei Mate 20 Pro batte il 99% dei concorrenti in circolazione

E addirittura secondo AnTuTu benchmark lo smartphone, che abbiamo provato, è quello più potente del momento. Però per 1099 euro ci saremmo aspettati una dotazione più ricca.

Abbiamo provato il nuovo Huawei Mate 20 Pro. Colore verde smeraldo. Come quello della pubblicità. La scatola è di cartone nero, con scritte in oro. La prima cosa che notiamo è la forma rettangolare del packaging, mentre i precedenti Mate si distinguevano per la confezione quadrata. Diversamente ai predecessori questo smartphone si presenta con un corredo piuttosto scarno. Non troviamo la custodia, né la pellicola protettiva del display. Solo caricabatteria e auricolari con connettore di tipo C. Questo telefono infatti non ha l’ingresso jack 3.5 per le cuffie, dovremo farcene una ragione. Per fortuna viene fornito anche l’adattatore da usb C a jack audio, per chi vorrà usare auricolari di qualità superiore. I fedelissimi della serie ricorderanno con nostalgia i tempi del Mate S, il quale si presentava in una confezione avvolta in carta di riso nera, contenente pellicola protettiva, elegante custodia a portafoglio originale e auricolari da top di gamma. Qui niente di tutto ciò. Per 1099 euro di telefono ci saremmo aspettati due coccole in più.

Ma andiamo al sodo: il Mate 20 Pro ha una forma allungata estremamente ergonomica, con lavorazione della scocca anti-scivolo e anti-impronta. L’effetto “zigrinato” è originale e piacevole al tatto. Una volta acceso, ci rendiamo conto che il display è veramente grande. 6,39 pollici di schermo Oled di ottima qualità, in poco più di 15 centimetri per 7. La superficie posteriore è occupata per buona parte dalle tre lenti Leica più flash, disposte a quadrato in un’elegante cornice. Il sensore dell’impronta è assente perché, diversamente dal Mate 20, in questa versione è integrato nel vetro del display.

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La configurazione è la classica di Huawei: ci viene proposto di copiare i dati del nostro vecchio telefonino tramite Google Drive o Phone Clone, un’applicazione proprietaria semplice ed intuitiva. Quando registriamo l’impronta compare una icona di colore grigio-verde che ci aiuta a posizionare il dito sulla porzione dello schermo dove è stato posizionato il lettore. La registrazione avviene con più difficoltà rispetto al sensore posteriore, ma in compenso lo sblocco è molto rapido.

Non contenti di questa sicurezza, facciamo fare la scansione del nostro volto. L’acquisizione avviene in 3D, facendoci ruotare il viso in tutte le direzioni. Effettivamente la tecnologia 3D Depth Sensing di Huawei ci è parsa molto efficace, sbloccando il cellulare ancor prima di poter raggiungere il display con il polpastrello. Non siamo riusciti ad ingannarla nemmeno con la migliore fotografia del proprietario.

Non parleremo della qualità del comparto fotografico, se ne parla abbondantemente in altre recensioni e abbiamo capito che è il punto di forza di questo telefono. Abbiamo preferito invece andare subito al sodo e testare il Mate 20 Pro sul banco di prova di AnTuTu (che ricordiamo essere l’applicazione più autorevole per valutare gli smartphone). Qui il modello in nostro possesso ottiene un punteggio di 311.839 lasciandosi dietro il 99% dei concorrenti! Addirittura se guardiamo la classifica (sempre stilata da AnTuTu Benchmark) viene classificato come lo smartphone più potente del momento, superiore addirittura ad Asus ROG Phone, un telefono studiato appositamente per i gamer.

Scendendo nei particolari vediamo come gran parte del merito vada alla CPU, il nuovo processore Kirin 980, che lascia a bocca aperta il 98% dei vecchi SoC. La scheda grafica supera 9 delle 10 migliori GPU attualmente sul mercato, mentre la qualità della memoria e l’esperienza di utilizzo (interfaccia Emui 9 con Android 9 Pie) lasciano dietro il 96% degli avversari. C’è da dire che, durante gli stress test ai quali abbiamo sottoposto il malcapitato, la temperatura della scocca ha raggiunto livelli notevoli facendoci pensare a quanto potrebbe risultare utile come scaldamani nelle notti invernali. Tuttavia la CPU e la batteria sono rimaste al di sotto dei 55°.

In fase di ricarica Mate 20 Pro è passato dal 15% delle ore 11:00 al 100% delle 11:35. La batteria, da 4200 mAh durante la ricarica non ha superato i 50° di temperatura, ma verso la fine si è assestata sui 38°. Il caricabatteria originale da 40W non è propriamente tascabile, ma per chi ha bisogno di avere una carica completa durante la pausa pranzo è un peso che si può sostenere. Tra l’altro esiste la possibilità di utilizzare il telefono come caricabatteria wireless per altri smartphone che abbiano questa funzione, semplicemente facendo aderire le scocche posteriori.

Cosa ci piace:
Il suffisso “Pro” non è solo nel nome: la potenza e la capacità della batteria, unite all’ergonomia della forma, sono state studiate per un utilizzo professionale. Chi per lavoro utilizza lo smartphone non rimarrà deluso.
Le tre fotocamere racchiuse, assieme al flash, in quadrato sono molto eleganti da vedere. La cornice è leggermente sporgente, ma si potrà livellare con una custodia.
L’audio, stereofonico e in dolby digital, è notevole. I bassi sembrano fuoriuscire dalla scocca.

Cosa non ci piace:
Per 1099 euro ci saremmo aspettati delle dotazioni in più, anche solo una custodia di buona qualità.
La grafica delle icone di Emui 9 non è molto accattivante, ricordando i primi modelli della casa di Shenzhen.

Contando la velocità con la quale si svalutano i telefoni Android, il predecessore Mate 10 Pro è stato venduto al di sotto di 400 euro dopo nemmeno un anno dall’uscita, forse sarebbe il caso per Huawei di scovare al più presto una maniera per calmierare i prezzi, per non rischiare di vanificare l’ottimo lavoro svolto con il primo volantino sottocosto.