Sabato, 01 Dicembre 2018 09:33

RECENSIONE - Samsung Galaxy A9 è lo smartphone che non c’era. E di cui non sentivamo il bisogno

La nostra prova ci ha deluso perché in cambio di un prezzo da fascia alta (629 euro) abbiamo un dispositivo poco potente, poco curato nell’estetica e neppure resistente all’acqua.

Samsung Galaxy A9, il primo smartphone con ben quattro fotocamere posteriori, ha fatto da poco il suo esordio sul mercato italiano. La prima cosa che ci ha colpito è la confezione: diversamente dalle solite scatole monocromatiche, in questo packaging è presente anche la fotografia del prodotto. Non sappiamo se sarà la nuova linea per il 2019 o se è stata fatta un’eccezione per questo prodotto, che in effetti ci è parso molto “particolare”. Estratto dal suo imballo, il Galaxy A9 si presenta leggero per le sue dimensioni. Il colore che abbiamo provato è il “lemonade blue”, molto bello perché è un blu che vira al giallo. Le quattro fotocamere sulla scocca sono messe in fila a mo’ di semaforo, non proprio un design ricercato.

Il display è un Super Amoled che non delude per luminosità e brillantezza dei colori. Non è molto “infinity”, anzi, possiamo dire che siamo rimasti un po’ delusi dal fatto che si ferma molto prima delle tacche superiore e inferiore dello smartphone. Per un 6.3 pollici visibili, contro i 6.2 del modello S9 Plus, abbiamo 4 millimetri in più di altezza e 4 di larghezza, che lasciano una cornice nera sgradevole alla vista.

Siamo curiosi di vedere a cosa servano 4 fotocamere, e infatti è la prima cosa che andiamo ad esaminare una volta terminata la configurazione. In questo smartphone coesistono una lente da 8MP super grandangolare a 120°, un teleobiettivo da 10MP con zoom ottico 2X, un obiettivo principale da 24MP e autofocus. E infine la lente per la profondità di campo da 5MP con focale 2.2.

Il comparto fotografico è ricco ed assistito da una piccola intelligenza artificiale che abbiamo già visto sul modello A7. Ci lascia perplessi il fatto che questa AI non intervenga per attivare la lente ritenuta “corretta” per la scena, ma lasci sempre all’utente la scelta manuale delle lenti super grandangolo e zoom 2X. Troviamo però le modalità di scatto FUOCO LIVE, SUPER SLOW MOTION e MyEmoji che erano appannaggio di S9 e S9 Plus. Pare che questo smartphone voglia andare a collocarsi nella sfera dei grandi, anzi sembra che voglia superarli se contiamo che ha ben 128Gb di memoria interna e 6Gb di RAM. Il prezzo di uscita di 629 euro, poi, fa pensare ad una collocazione di fascia alta che dovrebbe sostituire la vecchia generazione di S9 in attesa dei prossimi S10, ma sarà in grado di competere con loro?

AnTuTu Benchmark, l’applicazione che ci permette di testare gli smartphone, sembra darci già qualche indizio fornendo un risultato di appena 140.900, piazzando il Galaxy A9 tra il 40% dei telefonini attualmente in circolazione. Il restante 60% lo batte. Nel comparto CPU se la cava grazie al processore Snapdragon 660, lasciando indietro il 58%. Per il resto, però, è una disfatta su tutti i fronti: nella scheda grafica è superiore solo al 28% dei concorrenti, nelle performance della memoria si fa superare dal 60%. L’esperienza dell’utente (UX) è nella media dei competitor. C’è da dire che la dissipazione del calore è molto efficace: la scocca è rimasta fredda durante tutti gli stress test. La CPU non ha superato i 43°, e la batteria in fase di carica rapida è rimasta sotto i 40°.

Cosa ci piace:
L’ecosistema Samsung di questa serie A è assimilabile a quello delle ultime serie S, con Always on display, MyEmoji, carica rapida e altre caratteristiche che erano esclusive dei top di gamma.
La qualità delle fotografie con FOCUS LIVE è a nostro avviso addirittura migliorata rispetto al S9 Plus.
L’autonomia della batteria da 3800mAh, unita ad un processore parco di consumi, è ottima per chi utilizza lo smartphone tutto il giorno.

Cosa non ci piace:
Sono totalmente assenti accorgimenti estetici. Design da bocciare.
Crediamo che a lungo andare ci si annoierà di scegliere la lente giusta per scattare, lasciando la fotocamera in modalità automatica e quindi facendo a meno, di fatto, di 2 delle 4 lenti.
La sensazione al tatto non è ottimale, sembra un giocattolo.

Possiamo affermare con assoluta sincerità che la gran parte delle delusioni che abbiamo avuto durante questa prova sono dovute al prezzo del prodotto. Un listino di 629 euro ci è parso esagerato per uno smartphone che contiene al suo interno molte caratteristiche da top di gamma, ma non è potente, non è curato nell’estetica e non è IP68 (resistente all’acqua). Samsung Galaxy A9 è lo smartphone che non c’era, e di cui nessuno sentiva il bisogno. Evidentemente Samsung con questo smartphone vuole puntare sui giovani che sono attenti alle fotocamere multiple, alla capienza della ROM e alla grandezza dello schermo. Cosa che fanno già da tempo i concorrenti cinesi come Huawei, Oppo e Xiaomi. Speriamo che nel tentativo di andare a colpire la pancia del mercato la casa di Seul non si dimentichi di essere la prima della classe, che deve essere copiata dagli altri, non copiarli.