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Venerdì, 19 Aprile 2019 08:14

RECENSIONE - Samsung A50, senza infamia e senza lode

La casa sudcoreana sarebbe nelle condizioni di rompere gli schemi, ma sembra aver così tanta paura di perdere seguito che insegue il consumatore indeciso. Non sapendo che, così facendo, confonderà gli altri.

Come abbiamo già scritto [https://urly.it/31qbq], Samsung ha deciso di combattere la battaglia degli smartphone sfornando un modello per ogni tasca. Oggi abbiamo provato il Galaxy A50, che assieme al fratellino minore A40 è disponibile da alcune settimane sugli scaffali dei negozi fisici e sulle pagine internet degli e-commerce.

Avremo modo di parlare prossimamente dell’A40 in una doppia recensione nella quale lo confronteremo con un concorrente dei pesi piuma, mentre oggi ci concentriamo sul Samsung Galaxy A50. Le colorazioni in cui lo si può trovare sono bianco, corallo, blu e nero. Il modello da noi testato è quello bianco perla, una bella tonalità cangiante in base alla luce, identica a quella già vista sul Galaxy S10e. Le prime cose che notiamo sono la leggerezza del dispositivo (solo 168 grammi) e il design che si discosta dal classico Samsung: il notch a goccia e le fotocamere sporgenti dalla scocca posteriore ricordano alcune case concorrenti come Wiko e Xiaomi. La sensazione al tocco è buona, anche se non ci trasmette un’idea di solidità.

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Il display è un SuperAMOLED di ottima fattura, colori brillanti e neri profondi. Questo smartphone esce dalla scatola con l’ultima versione di Android Pie. Dopo il setup iniziale, nel quale siamo riusciti facilmente a trasferire i dati dal nostro dispositivo personale utilizzando l’eccellente utility “Smart Switch”, siamo andati subito alla ricerca della funzione “Benessere digitale”.

Questa applicazione, contenuta all’interno delle impostazioni, offre una panoramica di quanto e come utilizziamo il telefono, aiutandoci – se necessario – a moderarne l’utilizzo quando non indispensabile. Si può attenuare lo schermo con una scala di grigi quando si avvicinano le ore notturne, impostare la modalità “non disturbare” per disattivare l’audio delle notifiche quando dormiamo e ricevere consigli su come limitare l’utilizzo smodato dello smartphone. É una novità di Android 9, non è una esclusiva di Samsung, ma ci fa piacere trovarla implementata per la prima volta in un dispositivo della casa di Seul. Soprattutto perché parliamo di una fascia prezzo (359,90 euro) accattivante per i giovani techno-addicted.

Il gruppo ottico da 3 lenti, oltre ai 128 Gb di memoria interna e la batteria da 4000mAh che promette una lunga durata, sono i punti di forza di questo smartphone. Un lettore di impronte digitali sotto lo schermo, lo sblocco con il viso e l’aggiunta di Bixby (l’assistente vocale di Samsung) lo avvicinano al mondo dei “grandi” della serie “S”. Anche il trittico delle ottiche offre opportunità da prodotto premium: 25MP la principale, ultra grandangolare da 8MP e fotocamera di contro-campo da 5MP.
Ma sarà anche potente? Lo proviamo subito con AnTuTu, l’app più utilizzata per confrontare gli smartphone sul banco di prova delle prestazioni. Il risultato non è dei migliori: con un punteggio di 147.330 questo device supera il 61% dei concorrenti per potenza della CPU, ma solo il 32% per la grafica. Come esperienza dell’utente siamo nella media (51%), ma la memoria batte solo il 44% dei competitor.

Cosa ci piace:
Siamo di fronte ad un dispositivo di fascia media che punta tutto sul comparto fotografico, e lo fa nella maniera corretta.
Tanta memoria e tanta autonomia di batteria, grazie anche ad un processore parco nei consumi.

Cosa non ci piace:
Il design è senza personalità, nulla che non abbiamo già visto nei competitor cinesi. Samsung, cercando di inseguire le mode, sembra aver perso di carattere.

Samsung Galaxy A50 è un prodotto che - tutto sommato - ci è piaciuto, ma senza convincerci fino in fondo. É un modello con tanta memoria e buone ottiche, ma poco potente e prestante nei contenuti multimediali (tra l’altro l’audio è mono e per nulla di qualità). L’idea di Samsung di realizzare un prodotto per ogni gusto ed esigenza alla fine ci lascia con l’amaro in bocca. La casa sudcoreana sarebbe nelle condizioni di dettare le mode e rompere gli schemi, ma sembra aver così tanta paura di perdere seguito che tenta di inseguire il consumatore indeciso. Non sapendo che, così facendo, confonderà gli altri.