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Mercoledì, 23 Ottobre 2019 07:48

RECENSIONE - Oppo Reno2 Z

Avvicinerà nuovi utenti al brand cinese che sta soffrendo molto la presenza del connazionale Xiaomi, a patto di migliorare l’approccio con un software che oggi si rivela poco amichevole nei confronti dell’utente.

Oppo ha lanciato da pochi giorni la serie Reno2: la versione “full” da 499 euro e la “light” da 349 euro. Noi abbiamo provato quest’ultima, la Oppo Reno2 Z, lasciando il modello principale sotto i riflettori del web.

La scocca è lucida con riflessi blu brillanti lungo i bordi e lungo la serigrafia “oppo designed for reno” posta simmetricamente al di sotto delle lenti fotografiche. L’estetica è da prodotto premium, infatti non si discosta di molto dal fratello maggiore Reno2. Ritroviamo la semisfera in zaffiro (che tanto ci era piaciuta nella serie Reno precedente) che sporge dal lato posteriore per evitare che si righino le lenti in linea con la scocca.

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La sensazione al tocco è molto buona, anche se il peso di 195 grammi è leggermente superiore a quanto ci saremmo aspettati. La colorazione Luminous Black crea giochi di luce con tonalità scure, senza scendere sul pacchiano.

All’interno della confezione troviamo un’originale cover in silicone che imita la pelle, vengono riprodotte anche le cuciture. Se non altro – a differenza delle cover omaggio trasparenti – non dovremo correre a comprarne una decente. Notiamo inoltre che sullo schermo è applicata una pellicola anti-graffio. Completano la dotazione un caricabatteria VOOC da 20W per la carica super-rapida, un cavo USB Type-C e gli auricolari con jack da 3,5 mm.

Durante la configurazione ci siamo dovuti scontrare con il software di migrazione di Oppo: macchinoso e antipatico. Chi possiede un dispositivo Apple tutto sommato riuscirà a trasferire i propri dati, a patto di averli salvati su iCloud. Chi proviene da Android - la maggioranza, supponiamo - sarà costretto a scaricare ben due APK (pacchetti di installazione) e verrà messo in guardia più volte dal proprio dispositivo sulle minacce di installare software proveniente da “origini sconosciute”. Queste prime difficoltà, unite a grossolani errori di traduzione, potrebbero frenare l’entusiasmo di molti nuovi utenti.

Il comparto fotografico è composto da quattro lenti: una principale da 48MP con sensore Sony IMX586, un grandangolo da 8MP, e due obiettivi per ritratti da 2MP, di cui uno monocromatico. La fotocamera selfie è da 16MP ed emerge dalla scocca superiore con due indicatori luminosi laterali, soluzione già vista in Xiaomi MI9T. Il meccanismo di questo “pop-up” è veramente silenzioso e ci è sembrato anche molto robusto: siamo stati abbastanza sadici da forzarne la chiusura svariate volte, non percependo alcun cenno di esitazione dell’ingranaggio.

Gli scatti con la fotocamera principale (lasciando fare all’AI) ci sono sembrati molto buoni anche in condizioni di scarsa luminosità. La fedeltà dei colori è ottima. Sotto il "cofano" di Oppo Reno2 Z troviamo 128GB di storage (espandibili con MicroSD), 8GB di RAM e un processore MediaTek Helio P90. Dal lato display abbiamo un Amoled da 6,5” che a noi non ha fatto impazzire per luminosità e gamma cromatica. Il serbatoio da 4000mAh di batteria ci ha consentito 12 ore di schermo acceso.

Nella infografica, riportata in basso, potete trovare i risultati abbastanza deludenti del banco di prova di AnTuTu (l’app che ci consente di essere oggettivi durante i test). La mancanza di uno Snapdragon si fa sentire, e sembra che anche la scheda grafica non sia molto performante. Male anche l’esperienza utente. Purtroppo non siamo riusciti ad assegnare un posto in classifica per questo smartphone, i programmatori di AnTuTu sono in attesa di rilasciare un aggiornamento che – promettono – garantirà un confronto più equo.

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Cosa ci piace:
1. Il design è molto curato e non vi è tentativo di imitare altri brand
2. Ottima la dotazione iniziale: non richiede altri acquisti nell’immediato
3. La riproduzione di contenuti multimediali è messa in luce da un audio cristallino con bassi apprezzabili, grazie al Dolby Atmos + Hi-Res Audio

Cosa non ci piace:
1. Software di migrazione da rivedere totalmente
2. Come già accaduto per Reno, non troviamo in rete le specifiche SAR di questo dispositivo
3. ColorOS, l’adattamento Android di Oppo, non ci convince ancora. A fronte di una grafica che punta alla leggerezza, non si percepisce una reattività maggiore rispetto ai concorrenti che puntano sull’estetica. E dire che gli 8GB di RAM consentirebbero di appagare l’occhio

Oppo Reno2 Z potrebbe rivelarsi una buona scelta per gli utenti che badano al design e alla qualità fotografica, tagliando fuori chi fa un utilizzo intensivo del proprio cellulare come console di gioco o utilizzo professionale. Di sicuro avvicinerà nuovi utenti al brand cinese che sta soffrendo molto la presenza della connazionale Xiaomi, a patto di migliorare l’approccio con un software che sia più amichevole nei confronti dell’utente.

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