Ancra e Aires, le due associazioni che rappresentano i negozi specializzati di elettronica ed elettrodomestici, continuano la loro battaglia contro il voucher per la banda larga nella parte in cui il governo ha assegnato solo agli operatori di telecomunicazioni la possibilità di vendere ai consumatori anche i dispositivi informatici. “In attesa della risposta del Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio al nostro ricorso, che dovrebbe arrivare il 20 novembre - spiega Dario Bossi (foto), direttore generale di Ancra - abbiamo deciso di rivolgerci anche all’Autorità Antitrust perché crediamo fermamente che ci siano tutte le condizioni per un suo intervento”.
Le rimostranze dei rivenditori e di tutta la filiera distributiva dell’elettronica in Italia si possono riassumere nella constatazione di essere stati – arbitrariamente – estromessi dalla possibilità di consentire ai consumatori di scegliere dove utilizzare il proprio bonus per l’acquisto di computer e tablet. I beneficiari infatti possono unicamente aderire ad una delle offerte predisposte dagli operatori di rete. Offerte che in alcuni casi sono state mescolate e sovrapposte ad iniziative promozionali che le stesse imprese telefoniche avevano già attivato autonomamente. In pratica viene contestato di avere creato artificiosamente - vale a dire con il dispiego di ingenti risorse pubbliche - offerte sottocosto che minano la competizione tra imprese a danno dei rivenditori di prodotti elettronici.
Aires e Ancra evidenziano come tale scelta sia così illogica da rendere necessario da parte della stessa Infratel (la società controllata al 100% dal Ministero per lo Sviluppo Economico che ha messo a punto e gestirà il piano voucher) precisare nelle propria comunicazione istituzionale che il bonus non potrà essere speso presso rivenditori di PC e tablet. “Questa decisione non solo è illogica ma anche assolutamente immotivata”, dichiara Dario Bossi, Direttore di Ancra. “Siamo realtà assolutamente ben organizzate e digitalizzate, infatti aderiamo già ad altre iniziative di incentivazione dei consumi come il Bonus Docenti e il Bonus TV 4.0 senza che si sia mai stato il minimo problema. Inoltre, possiamo garantire la massima capillarità e presenza in ogni regione d’Italia assistendo i beneficiari del bonus con le eccellenti competenze dei nostri rivenditori e dei loro addetti”. “Temo che le nostre parole ormai siano inutili - gli fa eco Davide Rossi, Direttore Generale della Aires -; abbiamo cercato di spiegare in ogni modo che sarebbero bastate pochissime modifiche al progetto per migliorarlo e renderlo veramente utile al Paese. Abbiamo a questo punto dovuto ricorrere a malincuore alle carte bollate. Oltre al ricorso al TAR depositato nei giorni scorsi, abbiamo affidato a un pool di legali l’incarico di presentare un esposto alla Autorità per la Concorrenza e il Mercato spiegando le ragioni per le quali consideriamo inaccettabile l’impostazione del Bonus Infratel”.
Tra breve TAR e Autorità Antitrust faranno chiarezza, ma intanto appare chiaro come questi incentivi siano partiti con il piede sbagliato creando sconcerto tra gli operatori e confusione nei consumatori.




