Stampa questa pagina
Domenica, 18 Giugno 2023 19:37

Raccolta RAEE: più lontani gli obiettivi europei

Crescono i volumi di rifiuti elettrici ed elettronici trattati dalle aziende del sistema consortile, ma cala ancora il tasso di raccolta: sono i risultati del Rapporto annuale di gestione rilasciato dal Centro di Coordinamento. 

Come ogni anno, il Rapporto gestione RAEE 2022 redatto dal Centro di Coordinamento aggiorna sui risultati della filiera di trattamento dei rifiuti da apparecchi elettrici ed elettronici. Le aziende di questo settore, iscritte all’elenco obbligatorio, sono tenute a  trasmettere al Centro di Coordinamento una dichiarazione delle quantità di RAEE gestiti nel corso dell’anno. La rendicontazione consente di monitorare sia i flussi dei vari raggruppamenti sia l’andamento generale della filiera RAEE rispetto al target dell’Unione Europea che - ricordiamo - è del 65%. Purtroppo, i risultati del Rapporto confermano la tendenza di segno negativo degli ultimi anni: nel 2022 il tasso di raccolta dei rifiuti tecnologici è stato del 34,01%, in calo ulteriore rispetto al passato: nel 2021 la percentuale era stata del 34,58%; nel 2020 del 36,80%.  D'altra parte il volume totale dei RAEE (domestici + professionali) trattati nel 2022 dagli impianti del sistema consortile è aumentato di quasi 5 punti percentuali (4,9%) rispetto all’anno precedente. Come è possibile che diminuisca raccolta, mentre aumentano i RAEE gestiti dal sistema consortile?
 
È lo stesso Centro di Coordinamento a spiegare l’apparente controsenso: il tasso di raccolta è un coefficiente percentuale che esprime il rapporto fra i RAEE trattati nell’anno di riferimento e la media delle apparecchiature elettriche ed elettroniche (AEE) immesse sul mercato nel triennio di riferimento. Dal 2019 al 2021 il totale dei nuovi apparecchi immessi sul mercato italiano (calcolato in peso) è stato di 1.573.557 tonnellate, il 6,5% in più rispetto al triennio precedente, le tonnellate di rifiuti trattate nel 2022 sono state 535.180, nel 2021 erano 510.367. Dunque i dati confermano una efficienza della filiera di raccolta e gestione, che infatti aumenta i suoi volumi lavorati, ma allo stesso tempo segnala la difficoltà a crescere nella proporzione di apparecchi raccolti e di conseguenza a raggiungere il traguardo stabilito dalla Comunità europea. Bisogna precisare che la rilevazione in aumento di nuovi prodotti circolanti sul mercato è dovuto all’entrata in vigore dell’Open Scope, che dal 2018 estende a molti prodotti (spine multiple convertitori di energia elettrica e tanti altri) e ai loro produttori gli obblighi previsti dal sistema consortile. 
 
Maggiori volumi sostengono gli investimenti necessari

Quella delle nuove categorie d rifiuti non è stata una integrazione facile da organizzare: la completa e corretta rendicontazione di questi nuovi RAEE continua ad essere un processo “non ancora completamente metabolizzato”. In questo ambito sarà un aiuto il decreto sui raggruppamenti del 20 febbraio 2023 (atteso da tempo): gli operatori di filiera - gestori della raccolta e distributori – potranno con maggiori certezze comunicare le modalità di corretto conferimento di tutte le tipologie di rifiuti elettronici. Fabrizio Longoni, direttore generale del Centro di Coordinamento, commentando il Rapporto di gestione 2022 ha dichiarato fra l’altro: “L’impatto negativo sui risultati è da imputare ancora una volta alla carenza della raccolta oltre che a una scorretta gestione di questi rifiuti, che potrà essere contrastata dalla effettuazione di controlli da parte degli organi preposti indirizzati a combattere la gestione illegale dei RAEE. Solo con un incremento sostanziale degli attuali volumi di raccolta sarà possibile originare le economie di scala necessarie a rendere economicamente sostenibili gli investimenti in nuove dotazioni impiantistiche richieste dall’Unione Europea per ridurre la dipendenza da Paesi terzi in fatto di materie prime critiche”.

Dai RAEE materiali preziosi

Come è stato già evidenziato in altre occasioni, le materie prime critiche come litio, fosforo, cobalto e altre, sono cruciali per la produzione delle tecnologie digitali e risultano fondamentali per attuare la transizione ecologica. Questi materiali possono essere estratti in varia misura dai RAEE, attraverso corretti e moderni processi di trattamento. Una risorsa a cui fa espresso riferimento anche il Documento sulle materie prime (Critical Raw Materials Act) pubblicato dalla Commissione europea: in un piano di diversificazione degli approvvigionamenti i processi di riciclo dei RAEE entro il 2030 potrebbero essere in grado di soddisfare il 15% del fabbisogno annuo di questi materiali. In questa prospettiva aumentare la raccolta di apparecchi tecnologici dismessi, i RAEE appunto, diventa un’opportunità economica e strategica per il Paese, oltre che necessaria alla transizione ecologica. Per questo obiettivo, da anni sottolineiamo quanto evidenziato da Longoni: insieme a un maggior impegno dei cittadini per il corretto conferimento dei rifiuti tecnologici, è di fondamentale importanza un’ azione di controllo e contrasto efficace da parte degli enti governativi preposti per contrastare la gestione irregolare - e illegale - dei RAEE al di fuori dei sistemi ufficiali che, ricordiamo, ciascun consumatore contribuisce a finanziare ogni volta che acquista un nuovo apparecchio. 

La raccolta in dettaglio

Della raccolta totale (535.180 tonnellate) i RAEE domestici sono 376.883 tonnellate, il 3,9% in meno rispetto al 2021. L’incidenza più elevata (31,6%) è data dai grandi bianchi (R2) per un totale di 119.061 tonnellate; segue quello di apparecchiature per lo scambio di temperatura dei fluidi (R1) con 102.749 tonnellate e il 27,3% dei volumi complessivi; IT e consumer electronics, apparecchi di illuminazione, ped e altro (R4), la cui incidenza è pari al 21,1%, ha raccolto 79.573 tonnellate; Tv e monitor (R3) 72.541 tonnellate (19,2%); mentre modesto (0,8%) infine è il peso delle sorgenti luminose (R5) con 2.958 tonnellate trattate. Per maggiori informazioni: Rapporto di Gestione 2022. (l.c.)