La climatizzazione continua a guadagnare spazio nelle abitazioni italiane. Non si tratta più soltanto di un fenomeno legato alle regioni tradizionalmente più calde del Paese: oggi il climatizzatore è sempre più presente anche nelle aree dove fino a pochi anni fa rappresentava una dotazione meno diffusa. Una trasformazione che riflette il cambiamento climatico in atto, ma anche una diversa percezione del comfort domestico. I risultati dell’Osservatorio Eumetra Green Home Smart Home, la cui nuova edizione sarà disponibile a breve, mostrano come il mercato stia attraversando una fase di consolidamento e maturazione caratterizzata da una crescita della penetrazione degli impianti e da un utilizzo sempre più intenso durante la stagione estiva.
In quasi due casi su tre
L’evoluzione del parco installato è significativa. Nel 2017 il climatizzatore era presente nel 51% delle famiglie italiane; oggi la quota raggiunge oltre il 60%. In meno di dieci anni si è quindi registrata una crescita di dieci punti percentuali, a testimonianza di una tecnologia che è progressivamente passata da bene opzionale a componente ordinaria della casa. Il dato nazionale, tuttavia, nasconde dinamiche territoriali particolarmente interessanti. La crescita più marcata riguarda infatti le aree dove storicamente la climatizzazione era meno diffusa. Nel Nord Ovest la penetrazione passa dal 46% del 2019 al 59%, mentre nel Centro Italia sale dal 48% al 62%. Anche il Nord Est registra un incremento importante, raggiungendo il 67% delle famiglie. Il Sud e le isole, pur mantenendo i livelli più elevati di diffusione, mostrano invece una crescita più contenuta, passando dal 65% al 68%. È un segnale chiaro: il bisogno di raffrescamento non è più circoscritto alle regioni meridionali, ma coinvolge ormai l’intero territorio nazionale.
Estati torride
Dietro questa crescita c’è soprattutto il fattore climatico. Negli ultimi anni le estati italiane sono state contraddistinte da temperature sempre più elevate, ondate di calore più frequenti e periodi torridi più lunghi. Il riscaldamento globale ha contribuito ad aumentare la necessità di raffrescare gli ambienti domestici. Il climatizzatore viene quindi percepito sempre meno come un lusso e sempre più come una risposta concreta a condizioni climatiche che stanno cambiando in modo strutturale. Non sorprende quindi che il 72% degli impianti installati negli ultimi tre anni rappresenti un primo acquisto, e che solo il 28% sostituisca un apparecchio esistente. Un dato, questo, che conferma come il mercato continui ad essere trainato dall’ampliamento della base installata più che dal semplice rinnovo tecnologico.
Più ore di funzionamento
Ancora più interessante è osservare la trasformazione nelle modalità di utilizzo. Nel 2020 oltre la metà dei possessori utilizzava il climatizzatore per non più di tre ore al giorno durante la stagione estiva. Oggi lo scenario è diverso: il 55% degli utenti dichiara di tenerlo acceso per oltre quattro ore quotidiane e quasi un quarto supera le sette-otto ore giornaliere. Questo avviene in un contesto economico complesso, segnato da inflazione persistente, aumento del costo della vita e forte attenzione alle spese energetiche. In teoria l’incremento delle bollette avrebbe dovuto frenare i consumi; nella pratica il crescente bisogno di comfort termico ha spinto molte famiglie a utilizzare maggiormente gli impianti esistenti. Si tratta di un fenomeno che sta modificando il rapporto tra consumatore e climatizzazione: non più un’apparecchiatura da accendere sporadicamente durante le giornate più afose, ma una presenza costante nella gestione quotidiana della casa.
Il vero driver è la diffusione
L’Osservatorio mette in luce anche una leggera crescita dei sistemi multisplit, segnale di una progressiva estensione del raffrescamento a più ambienti dell’abitazione. Tuttavia, il dato più rilevante non è tanto l’aumento del numero di unità installate, quanto la continua espansione della platea di famiglie che scelgono di dotarsi per la prima volta di un climatizzatore. In altre parole, il mercato continua ad allargarsi e non appare ancora vicino a una fase di saturazione, soprattutto nelle aree del Centro e del Nord Italia.
Si guarda all'efficienza
Per la filiera della climatizzazione si apre una fase particolarmente interessante. Da un lato, l’incertezza economica e l’attenzione ai consumi rendono fondamentale il tema dell’efficienza energetica; dall’altro, l’aumento delle temperature fa del raffrescamento un fattore sempre più indispensabile. La sfida dei prossimi anni sarà quindi conciliare comfort e sostenibilità, valorizzando tecnologie sempre più efficienti, integrate con le pompe di calore e con gli altri sistemi di una casa energeticamente evoluta.
Rosanna Savoldelli
Senior Consultant Eumetra
(www.eumetra.com)






