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Venerdì, 19 Giugno 2026 09:13

Erion: la transizione è il nuovo terreno di competizione globale

Presentato il Rapporto Strategico 2026 dedicato alle priorità non negoziabili per le imprese. Tra gli intervenuti, il ministro dell’Ambiente Gilberto Pichetto Fratin.

La transizione sostenibile non è più soltanto una risposta alle sfide ambientali e non è in discussione per le imprese, ma rappresenta il nuovo terreno della competizione economica globale. Tuttavia, emerge un forte squilibrio tra politica e imprese sugli strumenti messi a disposizione dai governi e, soprattutto, un’eccessiva complessità normativa che compromette l’efficacia delle azioni. È quanto emerge dal Rapporto Strategico 2026 “Le priorità non negoziabili per le imprese e il futuro della transizione sostenibile”, realizzato da TEHA Group in collaborazione con Erion e presentato in occasione del Forum Erion 2026.

Il Rapporto Strategico ha individuato le priorità alle quali non è più possibile rinunciare per continuare a competere nella transizione sostenibile, offrendo a imprese e decisori una mappa delle aree su cui costruire un’azione comune più efficace. Hanno partecipato oltre cento dell’ecosistema Erion coinvolte attraverso una indagine dedicata, 11 leader d’impresa e 4 key opinion leader. “Le politiche per la sostenibilità vanno realizzate con un approccio pragmatico, puntando su priorità che rappresentano una componente irrinunciabile della competitività, come l’autonomia energetica, la circolarità e la resilienza delle supply chain” – afferma Danilo Bonato, Direttore Sviluppo Strategico e Relazioni Istituzionali Erion Compliance Organization - “La transizione sostenibile non può essere interpretata come un costo da subire, perché costituisce condizione essenziale per preservare la capacità industriale e garantire uno sviluppo di lungo periodo. Sistemi collettivi come quelli dell’ecosistema Erion possono, e devono, contribuire a rendere la transizione più efficace, supportando le imprese nella gestione delle risorse, nello sviluppo dell'economia circolare e nel raggiungimento degli obiettivi ambientali europei.” Le aziende italiane che adottano modelli di economia circolare sono del 28% più solide da un punto di vista creditizio e risultano quindi più appetibili per gli investimenti privati: rispetto ai competitor tradizionali, le imprese circolari generano in media 1,5 volte più cassa, si indebitano del 6% in meno e vantano una maggior capacità di coprire il debito con il risultato operativo (24%).

Nel momento in cui la sostenibilità diventa un fattore di competitività, le imprese devono poter contare su politiche e strumenti adeguati a trasformare gli obiettivi ambientali in opportunità di crescita e innovazione. Nessuna delle aziende coinvolte nello studio indica la riduzione dell'intervento pubblico come una priorità. Al contrario, quasi il 60% ritiene necessario rafforzare il sostegno al sistema industriale attraverso incentivi continuativi, interventi sui costi dell'energia, semplificazione autorizzativa e supporto alle tecnologie pulite.

Il Rapporto mostra che imprese e istituzioni non sono ancora del tutto allineate sulle priorità della transizione sostenibile. A incidere sono le divergenze sugli strumenti necessari per aiutare le aziende a raggiungere gli obiettivi prefissati ma soprattutto la complessità normativa che contraddistingue questi ambiti. Se da un lato le priorità strategiche risultano ampiamente condivise, con livelli di allineamento compresi tra l'83,9% e il 95,7%, dall’altro lato emergono criticità sul piano delle misure concrete. Gli interventi dedicati all'innovazione sostenibile e all'accesso ai capitali rispondono infatti alle esigenze delle imprese rispettivamente solo nel 59,4% e nel 62% dei casi.

Ricca la platea di chi ha portato il proprio contributo di esperienze. Dopo i saluti del presidente di Erion Compliance Organization, Andrea Fluttero, l’evento ha visto la partecipazione del ministro dell’Ambiente Gilberto Pichetto Fratin nonché di studiosi ed esponenti del mondo industriale.