AIRES (Associazione Italiana Retailers Elettrodomestici Specializzati ) e ANCRA (Associazione Nazionale Commercianti Radio Televisione Elettrodomestici e Affini), con il sostegno di Mediaworld, hanno impugnato dinanzi al Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio il decreto del governo che prevede il cosiddetto bonus per la banda larga. "Il ricorso - scrivono in una nota congiunta le due organizzazioni - punta a mettere in luce i numerosi profili di illegittimità del provvedimento". In particolare si sottolinea il fatto che solo gli operatori dei servizi di connettività possono fornire anche i dispositivi informatici, cioè i tablet o i personal computer, coprendo un valore fino a 300 euro (che verranno loro rimborsati dallo Stato), utilizzabili dai cittadini per l’acquisto del bene, o come sconto sui prodotti di valore maggiore. "Questa possibilità - ribadiscono Aires e Ancra - viene invece ingiustificatamente preclusa a tutti gli altri rivenditori di dispositivi elettronici e informatici, mentre sarebbe stato semplice e logico consentire ai beneficiari di 'spezzare in due' il proprio bonus e, dopo avere stipulato il contratto per la connettività, scegliere sul libero mercato il prodotto al miglior prezzo, o comunque maggiormente confacente alle proprie necessità. L'impostazione del decreto, oltre a restringere le possibilità di scelta dei cittadini, si presenta come una evidente distorsione della concorrenza, oltretutto finanziata con risorse pubbliche". Con il deposito del ricorso è stata anche presentata domanda cautelare di sospensione del provvedimento sulla base dei danni che esso è in grado di provocare a tutte le imprese operanti nel settore dei prodotti elettronici, con la sola eccezione dei pochissimi operatori che stipuleranno accordi con gli operatori telefonici.




