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Lunedì, 15 Febbraio 2021 22:17

“Formazione, finanziamenti a portata di mano”

Con l’esperto Luca Spirito scopriamo le opportunità che potrebbero servire soprattutto alle piccole e medie imprese del settore, sia produttori che negozianti.

I cambiamenti che ci ‘sconvolgono’ la giornata - personale e professionale - hanno un nome: “Quarta rivoluzione industriale”. Viviamo infatti un periodo di transizione verso una società completamente digitalizzata. Siamo pronti per questo? Non tanto. L’Indice europeo di digitalizzazione dell’economia e della società colloca l’Italia al 25° posto su 28 paesi europei nella classifica generale e, purtroppo, all’ultimo posto per quanto riguarda le competenze digitali delle risorse umane. La notizia, non positiva, comporta certamente un’opportunità. È importante sapere che proprio per sostenere questa fase di trasformazione in atto, per le aziende sono disponibili aiuti e agevolazioni a cui attingere. Fanno parte del Programma nazionale ‘Industria 4.0’, nato con l’obiettivo di sostenere e incentivare la transizione digitale delle imprese. Bene, ma in pratica? “Si tratta di modalità davvero accessibili per finanziare la formazione tecnologica e digitale dei dipendenti”. A parlare è Luca Spirito (foto in basso), consulente d’impresa con una specializzazione in formazione e organizzazione aziendale nell’era digitale, titolare di Ergoproject Plus.
 
Aiuti e agevolazioni: a chi spettano e con quali criteri
Innovazione e formazione delle risorse umane sono due fra i grandi ambiti interessati dalle agevolazioni finanziarie messe a disposizione dallo Stato, confermate e potenziate anche nell’ultima legge di stabilità, due temi uniti fra loro come gemelli siamesi. Tutte le aziende possono usufruire di questi aiuti, ma in quali casi? “Le agevolazioni - ci spiega Spirito - sono previste per le imprese che affrontano al loro interno la trasformazione dei processi produttivi in ottica digitale, applicando cioè tecnologie innovative, che necessitano di personale preparato e formato su questi nuovi sistemi e processi”. Gli incentivi del piano Industria 4.0 riguardano macro aree di innovazione tecnologica, automazione della produzione, digitalizzazione dei processi produttivi, robotica e intelligenza artificiale, interfaccia uomo-macchina, cybersecurity, ecc. . “Dobbiamo pensare a questi incentivi - precisa Spirito - come a strumenti dentro un progetto, Industria 4.0, che è paradigma di sviluppo, con l’assunto che questa transizione tecnologica digitale deve necessariamente fare i conti con le competenze interne delle aziende e le capacità di queste ultime di supportare i profondi cambiamenti, in cui la leva formativa diventa fondamentale per produrre risultati efficienti ed efficaci”.

Come funzionano gli aiuti
Il sostegno offerto per la formazione digitale viene erogato sotto forma di credito di imposta. Le spese si possono recuperare con percentuali diverse: 30% per le grandi imprese, 40% per le medie aziende, 50% per le piccole. La percentuale si calcola sul costo lordo orario totale del personale coinvolto nel progetto formativo, compresi i formatori, e da quest’anno sono contemplate anche le spese per consulenti/formatori esterni che abbiano competenze e curricula adeguati. “Una leva formativa particolarmente importante - precisa Spirito - perché a disposizione di tutte le aziende, di ogni dimensione, tipologia e settore, purché inizino questo processo di trasformazione tecnologica e di digitalizzazione”. Da sottolineare il fatto che rientra nelle agevolazioni anche il costo di risorse formative esterne, a cui spesso ricorrono le piccole e medie aziende. Serve proprio un consulente? “Ci muoviamo in un ambito nuovo e poco noto - spiega Spirito -. L’accesso all’agevolazione prevede la redazione di un progetto di formazione digitale che possa garantire all’azienda di ottenere i benefici tecnici ed economici prospettati”. E per mettere a punto un piano efficace, le piccole e medie imprese hanno la necessità di realizzare un’analisi dei bisogni e studiare i processi adatti al percorso da seguire, su cui predisporre la formazione agevolata, che deve essere valida tecnologicamente e strutturata in funzione del beneficio che l’azienda può ottenere. Insomma, una riorganizzazione totale in cui un professionista esterno qualificato, in effetti, occupa un ruolo necessario sia per supportare l’azienda nella definizione della strategia tecnica legata all’innovazione, sia per massimizzare i vantaggi ottenibili in termini economici.

Un esempio pratico
Le agevolazioni sulla formazione digitale si inquadrano fra gli incentivi automatici. Per capirci, ricorriamo a un esempio puramente di fantasia. Il signor Rossi, titolare di un punto vendita, vuole formare i suoi dipendenti su nuovi sistemi tecnologici implementati. Nel 2021 si avvale di un consulente per redigere e realizzare il progetto formativo. Fra spese per il professionista esterno e il totale delle ore di lavoro che i suoi dipendenti hanno dedicato alla formazione, calcolate in costo lordo orario per dipendente, il nostro signor Rossi investirà 5000 euro. Già da gennaio 2022 Rossi potrà recuperare il 50% (percentuale che spetta alle piccole imprese) di questa somma compensandola con qualsiasi pagamento per tributi dovuto allo Stato: dall’IVA ai contributi sociali. Interessante la precisazione di Spirito: “Si deve considerare il fatto che questi corsi possano occupare un significativo numero di ore lavorative e che nel calcolo interessato all’incentivo possono essere inserite anche le ore di formazione con la modalità del “training on the job”, modalità formativa che non prevede una interruzione dell’attività produttiva.

Il periodo è certo difficile, ma proprio questo è il momento migliore per avviare un processo di innovazione, oltretutto necessario per assicurarsi un futuro, approfittando di incentivi e finanziamenti, come quello per la formazione di cui abbiamo parlato. La legge di Stabilità prevede risorse importanti, e altri finanziamenti sono all’orizzonte con il piano europeo a supporto della transizione digitale delle imprese, che potrebbero così anche neutralizzare la spesa sostenuta. In particolare per le piccole e medie imprese una competenza specifica, che spesso devono cercare all’esterno, può risultare fondamentale per l’esito della trasformazione, contribuendo a inquadrare il giusto percorso di trasformazione digitale e la corretta formazione. Cosa che garantisce non solo l’accesso alle agevolazioni, ma anche efficacia ed efficienza dei processi innovativi.

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