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Giovedì, 12 Giugno 2025 11:01

Economia circolare: all’Europa serve un mercato unico dei rifiuti

Nonostante l’Italia sia leader nel settore con un tasso di riciclo del 20,8% — ben al di sopra della media europea dell’11,8% — fatica ancora a tradurre questa performance in uno sviluppo economico e industriale realmente competitivo. Le proposte di Erion nel corso di un forum con istituzioni, imprese e stakeholder.

In vista dell'avvio dei lavori sul Circular Economy Act, si è svolto a Roma il “Forum Erion sui modelli circolari per la crescita”, evento organizzato dall’importante sistema multi-consortile di Responsabilità Estesa del Produttore, che ha riunito istituzioni, imprese e stakeholder del settore, per discutere il ruolo strategico dell’economia circolare nel quadro che sarà presto delineato dalla Commissione Europea. “La circolarità non può più essere vista soltanto come un obiettivo ambientale” - ha sottolineato Danilo Bonato, Direttore Sviluppo Strategico e Relazioni Istituzionali di Erion - “va intesa come asset industriale strategico per rafforzare l’autonomia produttiva europea, creare nuova occupazione e accelerare la decarbonizzazione. Operiamo in un quadro normativo troppo frammentato e complesso, che scoraggia le imprese e ostacola la circolazione dei rifiuti da cui ricavare materie prime critiche”.

Ha aperto il forum Vannia Gava, Viceministro del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, con un intervento sulle linee guida per lo sviluppo dell’economia circolare in Italia, seguita dalla presentazione del bilancio di sostenibilità 2024 di Erion, da parte del presidente Andrea Fluttero. Al dibattito hanno partecipato Antonio Misiani, Responsabile Economia e Finanze, Imprese e Infrastrutture PD; Massimiliano Salini, membro del Parlamento Europeo; Leonardo Salvemini, avvocato e professore di Diritto amministrativo e ambientale; Paolo Casalino, Direttore Generale Politica Industriale del Ministero dell’Industria e del Made in Italy; Edoardo Croci, professore di Economia Ambientale presso l’Università Bocconi; Laura D’Aprile, Capo Dipartimento MASE e Marco Ravazzolo, Environment, Energy and Mobility Policy Director di Confindustria.

“Abbiamo tanti passi da fare e dobbiamo accelerare il processo” – ha affermato Misiani -,“In primo luogo, abbiamo bisogno di politica industriale verde per aiutare tutte quelle imprese che hanno deciso di investire sull’economia circolare con incentivi fiscali, modulazione dell’eco contributo ecc. Importante poi anche ottenere una vera semplificazione delle normative e maggiore certezza del diritto, perché le aziende devono avere certezza di operare nel giusto senza incorrere in controindicazioni legali tra chi fa impresa e chi fa le leggi. E poi bisogna investire sulla formazione delle nuove competenze perché domanda e offerta di lavoro passano anche attraverso l’economia circolare”.

I dati parlano chiaro: l’Italia è al vertice dell’economia circolare in Europa e con un tasso di utilizzo circolare dei materiali al 20,8% (contro l’11,8% della media UE) supera Paesi come Francia (17,6%), Germania (13,9%) e Spagna (8,5%). Eppure, a fronte di questi risultati, l’industria italiana fatica a tradurre questa leadership in sviluppo economico e industriale concreto. Un paradosso su cui Erion ha voluto puntare i riflettori, proponendo 5 leve strategiche da rafforzare per colmare il gap:

- sviluppare una politica di filiera integrata per la gestione dei rifiuti: è necessario costruire un ecosistema connesso, che superi l’attuale approccio frammentato in cui ogni attore opera in modo indipendente, per adottare un modello di filiera che assicuri all'industria del riciclo un flusso adeguato di prodotti a fine vita da trasformare in materie prime e un efficiente mercato di sbocco per queste ultime;
- implementare un mercato unico dei rifiuti; serve armonizzare le normative europee per facilitare la circolazione dei rifiuti e dei materiali riciclati tra Paesi UE, ridurre i costi e favorire lo sviluppo di una filiera industriale competitiva a livello sovranazionale;
- costruire modelli di raccolta efficienti ed armonizzati: è fondamentale uniformare i sistemi di raccolta dei rifiuti, adottando le migliori pratiche e investendo in infrastrutture moderne per garantire quantità e qualità elevate di materiali da riciclare;
- valorizzare le competenze dei sistemi EPR: i sistemi di Responsabilità Estesa del Produttore hanno una approfondita conoscenza dei processi delle filiere di competenza e comprendono le problematiche degli attori coinvolti, potendo così facilitare una gestione integrata ed efficace dei prodotti a fine utilizzo, con particolare attenzione al riciclo di Materie Prime Strategiche;
- incrementare la cultura dell’economia circolare: per far funzionare bene il sistema del riciclo, è essenziale un cambiamento culturale rilevante. Serve investire per educare cittadini e imprese sull’importanza del riciclo, promuovendo comportamenti sostenibili attraverso campagne informative incisive e progetti di formazione innovativi.