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Domenica, 31 Maggio 2026 09:17

RAEE, una filiera più forte e omogenea

La raccolta cresce, ma l’Italia resta ancora sotto gli obiettivi europei. Cobat RAEE continua a investire in favore di una transizione ecologica essenziale per la competitività industriale del nostro Paese.

Il ritorno alla crescita della raccolta RAEE in Italia nel 2025 è certamente una buona notizia. Le 366.891 tonnellate raccolte e avviate a corretto trattamento, pari a un incremento del 2,4% rispetto al 2024, rappresentano un segnale positivo per l’intero comparto. Così come incoraggiante è la crescita della raccolta pro-capite, che raggiunge 6,22 kg per abitante. Eppure, se guardiamo agli obiettivi europei e al potenziale ancora inespresso del nostro Paese, questi numeri ci dicono anche altro: il sistema funziona, ma non ancora in modo uniforme ed efficace su tutto il territorio nazionale.

Le differenze territoriali restano infatti profonde. Il Nord Italia supera i 7 kg per abitante, mentre il Sud si ferma a 4,76 kg, con casi emblematici come la Campania, che non arriva ai 3 kg. Al contrario, regioni come Valle d’Aosta e Sardegna superano i 10 kg per abitante, dimostrando che risultati più vicini ai target europei sono possibili quando infrastrutture, organizzazione e sensibilizzazione procedono insieme. Anche la composizione della raccolta racconta molto dell’evoluzione del mercato. Crescono i grandi bianchi (+5,4%) e i piccoli elettrodomestici ed elettronica di consumo (+5,1%), mentre continua il calo di TV e monitor (-9,7%), un settore influenzato dall’esaurimento dell’effetto legato al passaggio alle nuove tecnologie. Sono dinamiche che impattano direttamente sulla gestione industriale dei flussi e sulla capacità della filiera di adattarsi rapidamente ai cambiamenti nei consumi e nelle tecnologie.

Ruolo che evolve

In questo contesto, il sistema consortile continua a svolgere un ruolo fondamentale. Non si tratta certo di una novità: i consorzi operano da anni per garantire ai produttori una gestione efficiente, trasparente e conforme dei RAEE, contribuendo in maniera determinante alla costruzione dell’attuale infrastruttura nazionale di raccolta e trattamento. Oggi però il loro ruolo evolve ulteriormente. La sfida non è più soltanto assicurare il corretto fine vita delle apparecchiature elettriche ed elettroniche, ma aumentare la capacità del sistema di intercettare i flussi ancora dispersi, rafforzare la tracciabilità, supportare aziende e territori e valorizzare il recupero di materie prime strategiche. È una questione ambientale, ma anche industriale.

Risorsa da recuperare

Non a caso, nel 2025 il sistema ha distribuito oltre 30 milioni di euro in premi di efficienza a Comuni e distributori, a conferma di quanto sia importante incentivare modelli organizzativi capaci di rendere la raccolta sempre più capillare ed efficace. Per un consorzio come Cobat RAEE questo significa continuare a investire in servizi, semplificazione e presidio territoriale accompagnando produttori, aziende e partner lungo un percorso che oggi richiede sempre più competenze e capacità di adattamento. La transizione ecologica passa anche da qui: dalla capacità di trasformare un rifiuto tecnologico in una risorsa da recuperare, immettere nuovamente nel ciclo produttivo e valorizzare. Perché i RAEE non rappresentano soltanto un obbligo normativo, ma uno snodo strategico dell’economia circolare e della competitività industriale del Paese.

Valentina Negri

Direttore Generale Cobat RAEE