Gentile direttore,
avere l’acqua in casa, si sa, non è piacevole.
Averne tanta, oltre un metro e mezzo, per la seconda volta in poco più di un anno, lo è ancora meno.
E’ quello che in questo momento stanno vivendo tanti bolognesi, che si trovano a perdere pezzi importanti di vita, di lavoro, di ricordi, di casa.
Scopriamo che la casa che credevamo un guscio sicuro può facilmente essere violata e la distruzione può entrare da un porta sfondata dalla forza dell’acqua.
Tutto ciò avrebbe poco a che fare col tuo giornale, in teoria.
Ma tra gli oggetti che più facilmente si vedono trascinare in strada infangati ci sono gli elettrodomestici, spesso relegati ai piani bassi delle abitazioni e quindi vittime predestinate delle alluvioni.
Allora, immagina l’umore di chi la mattina di giovedì scorso mestamente si presenta alla Comet di San Giovanni in Persiceto, a pochi chilometri da Bologna, per comprare lavatrice, asciugatrice e deumidificatori.
E’ il terzo giro di acquisti per chi ha vissuto questa esperienza.
Il primo è quello in ferramenta per acquistare pale, pompe, stivali, secchi, guanti.
Il secondo è quello per comprare spazzoloni, stracci, spugne e detergenti di ogni tipo.
Agli elettrodomestici pensi quattro o cinque giorni dopo, quando capisci che le tue mutande sono sparse nelle lavatrici di tutti i tuoi amici e non hai più calzini.
E quando inizi a fare i conti e sai che puoi permetterti davvero poco, quindi vai subito a guardare tristemente i modelli più economici.
All’addetta spieghi la situazione senza girarci attorno, inutile farle perdere tempo.
Quando lei ti dice che Comet ha appena comunicato ai punti vendita che per chi ha subito danni da alluvione l’acquisto di lavatrici, asciugatrici, aspiraliquidi e deumidificatori sarà scontato del 50%, te lo fai ripetere, perché non sei sicuro di aver capito bene.
Lo so che qualcuno potrebbe dire che è solo un’operazione commerciale.
Ma, sinceramente, a chi ha bisogno di un’asciugatrice e di una lavatrice perché quelle che aveva comprato sei mesi fa sono sparite nel fango in pochi minuti, non importa proprio nulla.
E una lettera al tuo giornale mi sembra il ringraziamento minimo per un’azienda che mostra amore per il territorio in cui è nata e attenzione per i suoi clienti in difficoltà.
Non so come si chiamassero le due ragazze che ci hanno aiutato negli acquisti, so che erano preparatissime e molto partecipi, e che anche loro meriterebbero un ringraziamento.
Approfitto della tua ospitalità per un ultimo pensiero: vedere le strade di Bologna invase dal fango, con masserizie di ogni tipo accatastate sui marciapiedi mette una gran tristezza.
Ma vedere tanti ragazzi con una pala in mano, sporchi fino ai capelli, avvolti in sacchi della spazzatura, mette allegria.
E quando uno sconosciuto, vedendoti con un tubo di gomma a cercare invano di lavare i mobili che amavi, ti dice dal cancello che ha preso un giorno di ferie per aiutare e se hai bisogno, lui c’è, pensi che non bisogna mai perdere la speranza.
Sono banali sentimentalismi, ma non sai quanta importanza abbiano in certi momenti.
Paolo Malaguti
Bologna




