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Mercoledì, 10 Giugno 2026 06:50

"Aumentiamo le opportunità per il retail"

Un anno fa entrava in carica il nuovo Consiglio Direttivo guidato dalla presidente Giuliana Savoia. Con lei abbiamo tracciato un primo bilancio, guardando in prospettiva.

Giuliana Savoia, Presidente di Ancra Giuliana Savoia, Presidente di Ancra

Proprio in queste settimane si chiude il primo anno del Consiglio Direttivo di Ancra eletto nel 2025 e guidato da Giuliana Savoia (foto in apertura). Un anno particolarmente impegnativo per il retail in generale, sia sotto il profilo delle vendite che sotto quello normativo. Ma anche un anno durante il quale la stretta collaborazione con Aires ha portato frutti interessanti. Pertanto abbiamo ritenuto opportuno sentire dalla stessa Savoia quale panorama vede dal suo osservatorio in termini di prospettive per i rivenditori.

Presidente, forse non è difficile individuare il momento più importante dei suoi primi dodici mesi alla guida di Ancra.

“Se si riferisce alla firma dell’accordo di programma RAEE, ha centrato in pieno il mio pensiero. Con il Centro di Coordinamento RAEE è stato raggiunto un successo a beneficio del retail, di cui andiamo molto orgogliosi. La mia presidenza si è mossa in stretta coerenza con la precedente presidenza di Pier Giovanni Schiavotto, e non dimentico il ruolo determinante di Aires che ha condotto le trattative col CdC RAEE”.

Ricordiamo i benefici per i rivenditori di cui parlava?

“Molto volentieri. Intanto l’imprenditore del retail non deve più risolvere problemi di confusione per capire a cosa iscriversi. Ora esiste un solo obbligo di iscrizione ed è quello al CdC RAEE. Null’altro. Fatta l’iscrizione, che è obbligatoria per tutti, il rivenditore può decidere se cogliere l’opportunità di diventare un Luogo di Raggruppamento. Se lo fa attraverso Ancra potrà contare su un contributo una tantum di 500 euro. Ma il vero successo, nostro e di Aires, è di essere riusciti ad abbassare i quantitativi minimi a 200 kg per le categorie R1 e R2. Una soglia raggiungibile da piccoli e piccolissimi imprenditori. In sostanza, abbiamo trasformato un obbligo di legge in una opportunità”.

Perché parla di opportunità?

“Perché il rivenditore non deve sobbarcarsi ulteriori costi, neppure in termini di tempo per recarsi al centro di raccolta. È il CdC RAEE che si occupa di tutto, ed entro pochi giorni dalla chiamata passerà il furgone a ritirare gli elettrodomestici. Insomma, chiunque può diventare Luogo di Raggruppamento, senza costi, garantendo un servizio in più al consumatore finale. Certo, la soglia dei 200 kg non riconosce il diritto all’incentivo economico, ma una volta iniziato ci si accorge immediatamente della semplicità del meccanismo che abbiamo contribuito a delineare. È un sistema virtuoso, che stimola il rivenditore ad aumentare la raccolta proprio per portarsi a casa incentivi niente affatto trascurabili”.

Ritiene che esista ancora una parte importante di operatori del retail estranea al sistema RAEE?

“Temo di sì. Ma la diffidenza iniziale nasceva proprio da quella confusione legata a cosa iscriversi di cui parlavo all'inizio. Ora quella confusione è stata spazzata via. Resta, lo ripeto, l'obbligo per tutti di iscriversi al CdC RAEE e se vuoi prendere parte al sistema virtuoso che abbiamo fatto nascere, ecco lo strumento del Luogo di Raggruppamento attraverso Ancra. La vera chiave di volta, comunque, sono i quantitativi abbassati”.

A che punto siamo con i Luoghi di Raggruppamento attivati?

“Direi molto bene. Continuiamo a raccogliere iscrizioni e dunque le nostre campagne di sensibilizzazione funzionano. Ma bisogna continuare a parlarne. Sarebbe un errore ritenere che il tema RAEE sia stato ormai digerito dai consumatori e dagli stessi retailer. Non è così”.

Peraltro nel nuovo accordo di programma non mancano investimenti in comunicazione verso i consumatori finali...

“Esatto. E anche da questo punto di vista si tratta di una conquista importante. Verso i consumatori finali andranno risorse rilevanti che non faranno altro che aumentare la loro consapevolezza. E proprio per questo il retail deve farsi trovare pronto. Il Luogo di Raggruppamento è lo strumento ideale sotto questo profilo”.

La squadra di "governo" di Ancra, ossia il Consiglio Direttivo, al di là del suo impegno personale, come ha affrontato i primi dodici mesi?

“Ancra riveste un ruolo estremamente rilevante per il commercio di prossimità specializzato in elettrodomestici ed elettronica di consumo. È un caposaldo di Confcommercio dal secondo dopoguerra in poi. Se c'è una caratteristica che si impone su altre per quanto riguarda chi opera in questo canale retail è la passione. Ecco, credo che i nostri consiglieri - a partire dai due vicepresidenti Leopoldo Toffano e Francesco Lombardi - siano tutti accomunati da una profonda passione che riversano anche nel lavoro associativo. Di ciò vado molto fiera. Le sfide che dovremo affrontare sono ancora tante e dunque avremo bisogno del contributo e della competenza di tutti”.

 

CREDITO AL CONSUMO, LA NUOVA NORMATIVA VA CORRETTA

L'intervento di Francesco Lombardi, Vicepresidente Ancra

Sono stato incaricato da ANCRA a rappresentarla nei tavoli di confronto con gli enti istituzionali coinvolti in merito all’attuazione della Direttiva europea nota come “CCD2”, recepita in Italia con il Decreto Legislativo del 31/12/2025 n.212, che ha introdotto nuove disposizioni atte a rafforzare la tutela del consumatore in termini di trasparenza ed informativa precontrattuale nel mercato del credito. Tale disciplina richiede obblighi di adempimento e/o adeguamento da parte di tutti gli operatori entro il 20 novembre 2026.

Senza entrare nei tecnicismi, il mio contributo ha mirato ad evidenziare che il coinvolgimento del retail nel perimetro delle attività coinvolte non è assimilabile a quello degli intermediari finanziari veri e propri e quindi anche gli adempimenti previsti dalla nuova disciplina non possono essere gli stessi. Noi oggi utilizziamo il credito al consumo per offrire ai clienti opportunità finanziarie per agevolare gli acquisti, ma non governiamo il processo di valutazione di affidabilità del cliente (“rating”) bensì inseriamo sui terminali delle principali società finanziarie specializzate dati ed informazioni necessarie per la valutazione del merito creditizio, che poi è di esclusiva competenza della società finanziaria stessa.

Quindi, limitatamente alle attività svolte dai nostri addetti e nel rispetto degli obblighi contrattuali che ci legano alle società finanziarie, ci occupiamo della corretta informativa precontrattuale al cliente e della corretta gestione e conservazione dei dati sensibili in osservanza alle norme del GDPR (privacy). A tale proposito i nostri addetti sono sottoposti a continue attività formative gestite dalle società finanziarie per garantire la tutela del consumatore nella fase precontrattuale nonché il rispetto delle normative assicurative disciplinate dall’IVASS, quando vengono trattati servizi accessori a quelli finanziari.

Non ci sentiamo al di sopra della legge, ma intendiamo contribuire a questo processo di rafforzamento della tutela del consumatore in base al ruolo svolto lungo tutta la catena del valore: noi rappresentiamo, nell’ambito del credito al consumo, l’anello di congiunzione tra il mondo finanziario e il mercato dei consumatori, non siamo - di certo - uno sportello che vende servizi finanziari a tutto tondo. Siamo disponibili a migliorare l’informativa in termini di trasparenza precontrattuale con i clienti interessati, ma non possiamo sobbarcarci ulteriori oneri che sono di esclusiva competenza delle istituzioni finanziarie sottoposte alle attività di vigilanza della Banca d’Italia. (Francesco Lombardi)