Giovedì, 26 Settembre 2024 17:00

RAEE, l’Italia non raggiunge gli obiettivi UE. Arriva la notifica di infrazione

Servirebbero provvedimenti per potenziare l’intercettazione dei rifiuti e una profonda semplificazione degli iter burocratici. Il contributo di Michele Zilla, Presidente di Cobat RAEE.

Nel luglio scorso l’Unione Europea è tornata a mettere in guardia l’Italia in materia rifiuti. La Commissione ha infatti notificato due procedure d’infrazione: la prima riguardante la direttiva quadro e la seconda in riferimento agli obiettivi di raccolta e riciclo. Le due procedure fanno in realtà parte di un pacchetto di infrazioni ben più ampio, riservato non solo al nostro Belpaese, ma a numerosissimi Stati membri, e che tocca temi anche molto diversi da quelli ambientali. Così, per esempio, in materia industriale e di mercato interno, l’Irlanda viene redarguita sui prodotti da costruzione e la Grecia per il mancato rispetto delle norme relative al riconoscimento delle qualifiche professionali. Sul fronte lavoro e diritti sociali la Spagna viene invitata ad eliminare le condizioni di lavoro discriminatorie nelle scuole pubbliche e nei servizi finanziari, e l’Ungheria a dover adeguare la direttiva antiriciclaggio. E la lista sarebbe ancora lunga.

Chiarezza nella filiera

In riferimento ai mancati obiettivi di raccolta e riciclo la lista dei Paesi coinvolti è ancora più corposa e si riferisce in particolare a rifiuti urbani, rifiuti da imballaggio e rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche. Cerchiamo dunque di fare chiarezza, consci del contesto allargato in cui va ad inserirsi la procedura di infrazione che sta colpendo l’Italia sul fronte RAEE e che in questi ultimi mesi sta tenendo banco ai tavoli di filiera. La lettera di avvio alla procedura di infrazione datata 25 luglio si riferisce alla direttiva sui RAEE 2012/19/UE (modificata 2024/884) che impone degli obiettivi di raccolta. Il tasso minimo di raccolta da conseguire dal 2020 è pari al 65% del peso medio delle apparecchiature elettriche ed elettroniche immesse nello stesso Stato nei tre anni precedenti. Poiché la maggior parte degli Stati membri, tra i quali l’Italia, non ha raggiunto tale obiettivo di raccolta, la Commissione Europea ha invitato i Paesi a fornire, entro la fine dell’estate, chiarimenti e misure necessarie per conformarsi alla normativa o a richiedere una proroga. Il Centro di coordinamento RAEE, di cui Cobat RAEE fa parte, ha risposto nel merito al Ministero con l’obiettivo di chiarire le motivazioni profonde del mancato raggiungimento del target - che in verità sono piuttosto note - denunciate dallo stesso Centro di Coordinamento al Comitato di Vigilanza e Controllo nel programma annuale.

Maggiori piattaforme

I RAEE, purtroppo, presentano ad oggi problemi di piena tracciabilità dei flussi, con la naturale conseguenza di forte dispersione in termini di raccolta e trattamento. Un esempio per tutti: il sottogruppo R4, che è il mercato più grande per le AEE immesse, pari ad oltre 600.000 tonnellate, vede un ritorno in termini di raccolta di sole 77.000 tonnellate. Se si pensa che ogni cittadino genera oltre 4 kg annui di rifiuti da R4 e quindi circa 230.000 tonnellate totali, va da sé che esistono grandi quantitativi di rifiuti conferiti in modo non idoneo e pertanto impossibili da tracciare. Aiuterebbero pertanto tutti quegli interventi in grado di potenziare le capacità di intercettazione dei RAEE, come piattaforme di conferimento soprattutto nei territori meno organizzati.

Procedure più snelle

In secondo luogo, i numerosi adempimenti burocratici a cui sono tenuti distributori, installatori e centri di assistenza tecnica nella gestione dei RAEE complicano l’efficacia dell’intervento di tali soggetti, che possono invece dare un contributo fondamentale alla capillarità della raccolta e all’incremento nell’intercettazione dei rifiuti. Una semplificazione della complessità burocratica permetterebbe inoltre maggiori possibilità di raccolta, attraverso l’istituzione agevolata di nuovi punti da istituirsi presso enti ed imprese. Infine, la sensibilizzazione nei confronti dell’opinione pubblica e dei cittadini da parte del centro di coordinamento è un aspetto chiave su cui si lavora da sempre e che potrebbe essere ulteriormente massimizzato dalla promozione alla raccolta anche da parte del sistema distributivo, secondo le modalità “uno contro uno” e “uno contro zero”.

Michele Zilla

Presidente Cobat RAEE