Lunedì, 28 Giugno 2021 21:58

Conosciamo meglio il Total No Frost

Nel settore del freddo è una tecnologia che ha condizionato in modo profondo il mercato e dunque le attese dei consumatori finali.

"Scusi, è un Total No Frost?". Questa è forse la domanda più frequente che i consumatori fanno quando comprano un frigorifero, prima ancora di indicare una preferenza di marca. Del resto è la tecnologia che, nel percepito dell’utente, ha segnato la liberazione dal periodico supplizio dello sbrinamento. La comodità è un’arma assai convincente, pensiamo che ci semplifichi la vita, ed è un obiettivo che molte aziende di elettrodomestici dichiarano di perseguire. Cosa significa Total No Frost? Che si tratti di modelli doppia porta, multiporta o combinati, è davvero la principale indicazione per scegliere un frigorifero? Cerchiamo di capirne di più con l’aiuto di alcuni esperti del “freddo” con cui ci siamo confrontati in questi giorni.


Un po’ di storia


Il cosiddetto frigorifero Total No Frost arriva a metà degli anni ’80 sul mercato europeo, portato da giapponesi e coreani. Si tratta di una elaborazione di modelli americani side by side, usati per conservare prevalentemente cibi preconfezionati e precotti, dunque poco interessati al grado di umidità. La novità prende subito piede, perché promette di eliminare la formazione del ghiaccio nelle cavità frigo e congelatore, abolendo così l’antipatica attività di sbrinamento. Inoltre, sono modelli più performanti: un sistema di circolazione d’aria ventilata garantisce una temperatura interna più omogenea e stabile, a differenza degli apparecchi europei contemporanei, statici, con una temperatura interna stratificata, instabile, con una differenza di 4 gradi e oltre fra il piano alto e quello basso, che faticano a ripristinare la temperatura interna dopo ogni apertura. Generalizzando, in questa situazione un po’ deficitaria dell’offerta europea, la novità arrivata dall’Oriente ha subito facile presa: il frigorifero denominato Total No Frost raffredda con molta potenza, è in grado di mantenere una temperatura costante e con veloce ripristino delle condizioni interne sia della cavità frigo sia quella del congelatore. Si tratta di una tecnologia a un solo evaporatore a servizio dell’apparecchio, tanto del congelatore che del frigorifero, un unico elemento refrigerante che produce un freddo più intenso rispetto al frigorifero tradizionale. Questo apparecchio ha uno svantaggio, inizialmente non percepito dal consumatore: tende a disidratare gli alimenti, specialmente i freschi come frutta e verdura.


Evoluzione tecnologica


Di fatto nel vano frigorifero il grado di umidità cala drasticamente raggiungendo anche livelli del 30-40%, contro il 65 - 80% considerato ideale per la conservazione, condizione invece certamente presente nei modelli statici. Si tratta di un effetto della tecnologia di prima generazione, quella che qualche esperto ha definito Total No Frost classica. In sostanza dipende dal fatto che l’aria circolante nel frigorifero si raffredda passando su un evaporatore tarato a -30 gradi, cede una larga parte dell’umidità, e rientra più secca in frigorifero. Una così bassa concentrazione di umidità, per effetto dell’osmosi (una legge fisica), ‘risucchia’ umidità dove questa è presente a livelli superiori, come frutta e verdura. Almeno fino a sei o sette anni fa la tecnologia cosiddetta Total No Frost classica di combinati e doppia porta comportava un unico evaporatore regolato a -30 gradi che raffreddava - e asciugava - l’aria in modo indifferenziato sia per la cavità frigo che per quella del congelatore, e mentre per quest’ultimo era puro vantaggio, nel frigorifero provocava la progressiva disidratazione dei cibi. Il mercato però inizialmente premia il nuovo vantaggio, sottovalutando la qualità di conservazione. I nuovi modelli erano performanti anche perché, fin da subito, sul solo evaporatore che - per definizione produce tanto ghiaccio - era stato inserito un sistema di sbrinamento automatico che lo teneva in perfetta efficienza, intervenendo dopo un certo numero di cicli di raffreddamento, e sciogliendo il ghiaccio che vi si accumulava. Qual è stata la risposta dei produttori europei alla novità venuta da Oriente? In realtà l’industria europea produceva già apparecchi a due cavità separate, con due evaporatori, uno per il frigorifero e uno per il congelatore, il che ha permesso facilmente di migliorare i prodotti, inizialmente integrando un sistema di ventilazione, poi diversificando la temperatura di raffreddamento, controllata anche elettronicamente, e applicando un meccanismo ‘no frost’, cioè di sbrinamento automatico. Dunque a metà degli anni '90 era disponibile un frigorifero di costruzione europea che aveva raggiunto in termini prestazionali i modelli Total No Frost classici: temperatura fredda, uniforme e ripristinata velocemente, sistema di defrosting sull’evaporatore e azzeramento del ghiaccio in cavità.


Raffreddamenti differenziati


La gestione indipendente delle cavità, quando si parla di frigorifero no frost è importante, perchè consente una regolazione adatta delle temperature di esercizio. Il condensatore, unità raffreddante del frigorifero, unico o doppio per frigo e congelatore, in automatico ciclicamente attacca una resistenza che scioglie il ghiaccio e lo elimina in modo che l’evaporatore sia sempre pulito e performante, quello che viene definito un sistema di defrosting, vale a dire di eliminazione del ghiaccio. L’evaporatore del congelatore mediamente deve lavorare a una temperatura di -30 gradi, quello del frigorifero a -20 gradi; questo fa sì che, nel congelatore, l’evaporatore sottragga circa il 70% dell’umidità presente nell’aria; mentre nel frigorifero circa il 30-35%, mantenendo così una concentrazione umida minima dell’aria interna tra il 65 e il 70%, per una conservazione decisamente più adatta.


La confusione regna sovrana nella testa del consumatore


La definizione Total No Frost, nel percepito del mercato, è diventata sinonimo di un frigorifero che non produce il ghiaccio nelle cavità. Un fenomeno simile a quello toccato al Minipimer, nome proprio di un prodotto lanciato da Braun, divenuto sinonimo di frullatore a immersione. Dunque per il consumatore ‘Total No Frost’ rimanda a un certo tipo di frigorifero. “Spesso - ci confessa uno dei nostri esperti - al consumatore non interessa nemmeno la marca del prodotto, l’importante è che sia Total No Frost”. Il concetto non è propriamente esatto. Per questa funzionalità esistono e sono esistite sul mercato modelli con definizioni diverse, e non necessariamente contemplano l’uso delle parole ‘no frost’, ma sono altrettanto performanti. Serve, come sempre, un addetto preparato che spieghi certi concetti al consumatore, e la disponibilità di quest’ultimo a voler sapere; cosa che, ci risulta, non manca.


Le caratteristiche di un buon frigorifero


Come abbiamo visto, una definizione di Total No Frost, in sé, è solo garanzia di un apparecchio che non sviluppa brina al suo interno. Oggi un frigorifero performante - combinato o multiporta - deve offrire tre condizioni fondamentali. Eccole.
Temperatura stabile. L’aria interna del frigorifero deve avere una temperatura omogenea e non variabile: dal ripiano più basso a quello più alto ci deve essere una oscillazione minima. Sul mercato esistono modelli che registrano una variazione di 0,5 gradi, altri che si attestano su +/- 1 grado, altri ancora arrivano a 2 gradi di differenza. La presenza di omogeneità consente di posizionare gli alimenti su qualunque ripiano, superando i vincoli legati ai modelli statici nei quali si consigliava una precisa ubicazione degli alimenti in base alla temperatura stratificata dei vari ripiani. La stabilità di temperatura è uno degli elementi importanti nella conservazione dei cibi.
Giusto grado di umidità. Nella cavità del frigorifero il tasso di umidità dell’aria deve oscillare fra il 65 e il 70%, valore considerato media ottimale per conservare qualsiasi tipo di alimento. Un livello garantito oggi da tutti gli apparecchi con doppio evaporatore.
Zone differenziate. Alcuni alimenti, come frutta e verdura, vengono conservati meglio in un ambiente con un tasso di umidità intorno all’80-90%. Un aumento di 15-20 gradi di umidità nella cavità frigorifero si ottiene oggi con i cassetti in grado di trattenere o rilasciare l’umidità presente nel frigorifero, per mantenere il giusto livello tramite un dispositivo a membrana che apre e chiude la circolazione dell’aria al suo interno.


A conferma di quanto appena detto, uno dei nostri esperti cita una regola significativa e un po’ contraddittoria. La legislazione italiana, e anche europea, prevede che in ambito professionale le celle frigorifere debbano avere tre caratteristiche: ventilazione con temperatura uniforme, umidità minima del 70% e - ultima cosa, secondaria rispetto alla conservazione, ma utile per la gestione - ci deve essere un display sulla porta che, a frigo chiuso, mostri la temperatura interna, proprio perché il frigo professionale deve garantire un ambiente interno umido, a temperatura stabile e ventilato per scongiurare contaminazioni e deterioramento del cibo. Per questo regolamento, il No Frost di prima generazione non può essere utilizzato nella piccola ristorazione professionale. Una contraddizione palese se si considera che, invece, nella refrigerazione domestica, come abbiamo visto, non ci sono vincoli alle performance degli apparecchi. Eppure la corretta conservazione dei cibi - specialmente a casa - è un aspetto cruciale, se ad esempio si considera che su più di 5000 intossicazioni certificate, il 95% è domestico. Una mancanza da colmare anche in considerazione di una cultura del cibo, come quella mediterranea, che contempla l’uso prevalente di alimenti freschi.


Il malinteso del built-in


Anche nelle gamme da incasso la chiarezza non è sovrana. È vero che la quantità di modelli è ridotta, ma probabilmente un malinteso a lungo coltivato ha contribuito al convincimento che per questo canale non ci fossero modelli Total No Frost disponibili. Infatti, quando ha fatto capolino nel canale un frigorifero battezzato Total No Frost, esistevano già modelli che per dotazione tecnologica - due evaporatori indipendenti, sbrinamento automatico su ognuno, ventilazione forzata e controllo della temperatura - offrivano le stesse prestazioni, solo non venivano associati alla definizione Total No Frost, gradita al consumatore come sinonimo di frigorifero senza brina, così come un qualsiasi frullatore a immersione viene comunemente chiamato ‘minipimer’.


Perché si forma la brina nel frigorifero e nel congelatore


Ciò che che produce brina nel congelatore è l’aria calda che entra nel frigorifero o nel congelatore e, senza qualcosa che la catturi, si deposita nelle cavità formando brina, appunto, e ghiaccio. L’aria calda entra nel congelatore anche se non viene aperto, perché le sue porte non sono a tenuta stagna. Se invece fossero a tenuta stagna, quando scende la temperatura nel ciclo di raffreddamento, la depressione atmosferica creerebbe un effetto sottovuoto, bloccando l’apertura. Per consentire sempre l’apertura del congelatore, quando si crea una differenza di pressione tra l’esterno e l’interno, le guarnizioni lasciano entrare aria dall’ambiente, che è umida ed entra mediamente con 40 gradi di differenza, da -20 a +20 gradi. Nel frigo, l’aria calda entra quando si apre la porta. Per concludere, la brina che stratifica e diventa una lastra di ghiaccio nel frigorifero e nel congelatore proviene esclusivamente dall’aria che circola nelle cavità. “La prova - ci spiega un esperto - è che se avessimo la capacità di creare del ghiaccio e di depositarlo in un cassetto di un congelatore no frost, il congelatore non lo eliminerebbe, semplicemente eviterebbe che se ne crei dell’altro”. Infine è importante chiarire al consumatore che tutta la terminologia legata al no frost non riguarda quello che succede nella camera del frigo o del congelatore, ma è riferita a quello che succede ‘dietro le quinte’ dell’apparecchio e non ha nulla a che fare con le modalità di fruizione.


Per ricapitolare: i frigoriferi e congelatori statici e ventilati normali possono accumulare ghiaccio in cavità e richiedono uno sbrinamento periodico dell’apparecchio. In questi modelli, occorre prestare più attenzione alla collocazione degli alimenti perché la temperatura tende a essere stratificata, in alto più calda, in basso più fredda. Il sistema comunemente conosciuto come Total No Frost, con una temperatura stabile e omogenea, ha liberalizzato la posizione degli alimenti nel frigorifero, ha eliminato anche la necessità di manutenzione periodica, e rispetta il giusto grado di umidità se dotato di doppia tecnologia, come oggi nella maggior parte dei modelli attualmente sul mercato, che garantiscono i fondamentali parametri di conservazione - stabilità di temperatura, giusta umidità, e in certi casi con zone dedicate. Il massimo della tecnologica, poi, offre zone a zero gradi, ideali per conservare certi alimenti. Sarebbe utile al consumatore conoscere le differenze, per acquistare consapevolmente in base alle proprie capacità di spesa, affidandosi alla professionalità del venditore esperto. Invece, ci raccontano i nostri esperti, spesso nei negozi si vende al cliente quello che chiede, senza troppe verifiche, perché è più facile e veloce, oppure per finalità che con le esigenze del cliente non hanno molto a che fare. (l.c.)