Domenica, 22 Ottobre 2023 09:49

Sostenibilità: facile come bere un bicchier d’acqua (filtrata)

L’Italia gode di una delle migliori acque d’Europa. Eppure nel continente siamo tra i maggiori consumatori di bottiglie. Ne abbiamo parlato con Lorenzo Sarvello e Erica Cortinovis di Brita.

Quando si parla di acqua viene spontaneo ripescare i concetti facili del risparmio economico e di materiali inquinanti, e naturalmente dell’ecologia, con un riferimento chiaro al business delle bottiglie di plastica. Ma in un’ottica di circular economy, quali sono all’interno del settore caraffe filtranti i valori di fondo e le pratiche sostenibili di chi produce? Abbiamo intervistato i vertici di Brita Italia, il Managing Director Lorenzo Sarvello e la Direttrice Marketing Erica Cortinovis. “Credo che la vision di Brita esprima pienamente il senso profondo di economia circolare - commenta Sarvello (foto di apertura) -: la sostenibilità è infatti la la ragion d’essere della nostra azienda fin da tempi non sospetti, prima ancora che questa parola venisse usata in maniera indiscriminata e - mi lasci dire - abusata”.

Fiducia incondizionata

Nel caso specifico, sostenibilità non significa necessariamente o soltanto offrire un prodotto riciclabile bensì abbattere il costo elevatissimo sopportato dalle famiglie italiane per l’acquisto di acqua in bottiglia. Colpisce la fiducia incondizionata degli italiani nei confronti dell’acqua imbottigliata - priva peraltro, nel momento in cui scriviamo, di obblighi di legge relativi a tempi di imbottigliamento e stoccaggio - allorché il Belpaese gode proprio di una delle migliori acque d’Europa. Eppure il nostro consumo annuo procapite di acqua imbottigliata ammonta a oltre 220 litri, ben sopra la media del continente, stimata sui 106 litri a persona (un dato calcolato includendo ovviamente anche il nostro Paese). Negli anni Ottanta il consumo al di qua delle Alpi era di circa 80 litri procapite. Qualcuno sarà stato molto bravo a quadruplicare il bisogno di acqua in bottiglia, e molto ha certamente contribuito l’introduzione del pet come soluzione rispetto al vetro. “La nostra è una soluzione altamente sostenibile - evidenzia Cortinovis - in quanto una caraffa e 12 filtri all’anno sopperiscono ai bisogni di una famiglia di quattro persone e a circa 700-800 bottiglie di acqua consumate nei dodici mesi. Oltre a questo, e a proposito di pratiche sostenibili, c’è in Brita l’abitudine di recuperare i filtri, servizio attivo in Italia per il mondo professionale: questi vengono riportati in Germania, aperti, smembrati, e le resine ricaricate, mentre i carboni attivi, che sono un prodotto naturale per la filtrazione del cloro, impiegati per la gestione delle acque reflue”.    

Sostenibilità in tre direzioni

Come una lancetta nell’orologio dell’economia circolare Brita si muove quindi con una strategia chiara e dedicata all’ecocompatibilità in senso ampio, chiamata non a caso Shaping Sustainable Solution, e rivolta alla sostenibilità in tre direzioni: di packaging, di prodotto e di processi. “Ci siamo dotati di una KPI finanziaria - continua Sarvello - e di una cosiddetta ‘Planet Contribution’ che misura il carbon footprint e il product impact dell’azienda, ovvero quante bottiglie di plastica possiamo evitare utilizzando acqua filtrata Brita, con l’obiettivo ambizioso di arrivare entro il 2025 a 6,5 miliardi di bottiglie di plastica risparmiate”. Ci sembra chiaro che non si tratti di una semplice dichiarazione di intenti, ma di un impegno concreto: nei report periodici dell’azienda spunta infatti l’obiettivo sostenibilità sostenuto appunto da una KPI ad hoc. Sarvello, a che punto siamo con la penetrazione delle caraffe filtranti in Italia e che sviluppo ci possiamo attendere nel medio periodo? “I dati sono interessanti - spiega -: secondo i risultati preliminari di penetrazione dei sistemi di affinaggio dell’acqua domestica, come ha affermato il vicepresidente di Acqua Italia, nello Stivale saremmo già attorno al 50%, ben oltre il 30-35% (dato estratto da un’indagine interna all’azienda) del periodo post-pandemia”.     

Giovani affezionati

Sembra poi che le giovani generazioni apprezzino questo tipo di soluzione domestica e filtrata e che nella fascia di età fino agli “anta” gli aficionados delle caraffe filtranti siano intorno al 30-40%. Il tema della gestione dell’acqua fa parte della mappa dell’ecosostenibilità dell’ONU, “ed è anche per questo - conclude Cortinovis - che il successo di Brita ha vissuto un’impennata così rilevante: perché incarniamo quel concetto, asset vincente della nostra identità di brand, come abbiamo ribadito durante il Fuorisalone milanese di quest’anno: una sfida che ci spinge ad essere un riferimento in termini di lifestyle e sul tema della sostenibilità. E il claim “Redesign your future” ne è conferma”.  (s.c.)     

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