Domenica, 21 Marzo 2021 10:13

“In negozio a quasi un mese dalla nuova etichetta energetica”

La novità diventa argomento di discussione con i consumatori. Ma attenti a non farsi fuorviare.

Ormai è trascorso quasi un mese da quando nei negozi sono comparse le nuove etichette energetiche. Mentre staccavamo le vecchie dai prodotti per sostituirle, io e i miei colleghi ci siamo resi conto che sono molti i prodotti presenti in punto vendita che non sono ancora provvisti della novità.

Il gruppo delle lavatrici è forse quello messo meglio: quasi tutti i prodotti avevano all’interno dell’oblò la nuova etichetta energetica, e in alcuni casi abbiamo anche trovato delle classi A. Per quanto riguarda le lavastoviglie più o meno per il 50% di quelle presenti nel mio negozio abbiamo dovuto lasciare la vecchia etichetta energetica, in quanto non erano provviste della nuova. Per i frigoriferi e i congelatori, invece, sono stati meno del 30% quelli per i quali abbiamo potuto operare la sostituzione.

Una volta chiesti chiarimenti ai fornitori e alla nostra azienda, siamo riusciti ad ottenere la possibilità di stampare alcune energy label dai siti dei produttori, ma non per tutti i prodotti. Ad oggi, nel mio punto vendita sono ancora molti quei prodotti che non hanno la nuova etichetta energetica e, a quanto ho capito, non ce l’avranno mai. Ragion per cui andranno smaltiti da qua a novembre, dato che dal 1° dicembre la direttiva europea impone l’obbligo della nuova etichetta per tutti i prodotti esposti.

A parte il problema estetico, i lineari espositivi risultano più disordinati rispetto a prima. Eravamo consapevoli della confusione che ciò avrebbe generato nella clientela, ma sinceramente pensavo peggio. Anzi, spesso la curiosità del cliente è una buona maniera per entrare in confidenza e conquistare la sua fiducia, spiegando un argomento che è ancora una novità per molti. A volte il ragionamento viene stravolto: molti mi chiedono come mai ci siano “ancora” apparecchi in classe “D”, quando ormai sono quasi tutti in classe “A+++”. Capita spesso nei frigoriferi, dove le nuove etichette sono in minoranza rispetto alle vecchie.

Alcuni si fidano più della vecchia nomenclatura, acquistando più volentieri un frigorifero in classe “A+++” invece del corrispondente in “classe D” della nuova etichetta, inconsapevoli che il secondo prodotto è stato realizzato in tempi più recenti del primo e dunque possiede la nuova etichetta.

Altri, invece, dopo aver seguito il mio ragionamento acquistano più volentieri un prodotto con la nuova classe energetica, anche se devono abbandonare la loro richiesta iniziale di una classe “A” per “accontentarsi” di una nuova classe “D”.

Sono nate, insomma, nuove obiezioni alle quali è necessario saper fornire una risposta. Come sempre accade, l’importante è trovare la formula corretta per poter rispondere a tutte queste domande che per noi addetti ai lavori iniziano ad essere già ripetitive, ma per ogni cliente rappresentano una nuova scoperta. Io per ora ho trovato la mia formuletta magica nella frase: “Dato che ormai non si trovava più una classe B nemmeno a pagarla, e tutto era in classe A+++, è stato necessario un azzeramento per stimolare i produttori a raggiungere nuove eccellenze nel campo del risparmio energetico”.

La sovrapposizione tra nuove e vecchie etichette durerà alcuni mesi, ecco perché è necessario saperci ragionare sopra per guidare una vendita senza farsi sopraffare dalle richieste dei consumatori, che sono lecite quando chiedono un ottimo risparmio energetico, ma iniziano a diventare fuorvianti per la conclusione della vendita quando questa ricerca diventa fine a se stessa.

La classe energetica, insomma, può essere argomento di discussione, ma fino a un certo punto. In alcuni casi mi accorgo, infatti, che il discorso sta imboccando un vicolo cieco. Soprattutto quando mi chiedono: “Quindi la classe D sarebbe la vecchia A+?”. Anche perché non esiste una tabella di conversione per paragonare le vecchie energy label alle nuove. È importante allora saper rispondere in maniera puntuale alle domande del cliente, ma anche saperlo portare su argomentazioni più proficue per il suo (e il nostro) interesse, come la qualità del prodotto, i materiali di costruzione e le caratteristiche che rendono quell’articolo adatto alle sue esigenze.

In altri casi, invece, mi fa piacere notare che i clienti sono molto curiosi riguardo le nuove classi energetiche: alcuni ammettono anche di aver già letto qualcosa a riguardo. Questo mi dà quel pizzico di soddisfazione in più, potendo affrontare discorsi “green” come risparmio energetico e idrico che possono rappresentare un ottimo motivo per migliorare gli elettrodomestici di casa.

Vuoi farmi sapere cosa ne pensi di questo argomento? Scrivimi a nathan@biancoebruno.it

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