Sta finalmente per concludersi il Black Friday più lungo di sempre. Un venerdì nero che è iniziato mentre le zucche di Halloween illuminavano le nostre case e si trascinerà stancamente fino alla vigilia dell’8 dicembre. Già da metà settembre, in realtà, non riuscivamo più a vendere un cavetto USB senza dover prima rispondere alla domanda: “Ma non è che poi va sul Black Friday?”. E con ogni probabilità il leitmotiv delle prossime giornate sarà: “Farete altre promozioni prima di Natale?”. Per poi chiederci se faremo i saldi, i ribassi e se per carnevale ci sarà un sottocosto.
L’attesa del consumatore in attesa di sconti non ha fine, ma sono stati in molti ad essere rimasti delusi dalle promozioni “in Black” nelle quali riponevano tante (forse troppe) aspettative. Chi è passato in negozio, settimana dopo settimana, per assistere all’apparizione dello Sconto Definitivo è rimasto deluso. L’iPhone 13 non è mai andato a 499 euro, né il Dyson V15 a 399. Riassumendo con una frase questo Black Friday, possiamo dire che è stato la fiera degli sconti eccezionali per articoli di cui non si ha veramente bisogno. Chi cercava la friggitrice ad aria da regalare a Natale alla nonna Mariuccia è stato accontentato, ma il cliente che ha fatto il bucato a mano per un paio di settimane confidando che la sua lavatrice preferita andasse in offerta si è consumato le mani per nulla. Anche chi ha rinunciato ad acquistare il TV nel volantino sottocosto di ottobre perché, secondo i suoi calcoli, sarebbe sceso ulteriormente di prezzo è rimasto a bocca asciutta.
Noi commessi abbiamo cercato di far capire fin da subito – con molta fatica - che il Black Friday non è propriamente una vendita fallimentare: non si vende la merce a prezzi di realizzo. Le aspettative dei clienti erano veramente esagerate.
L’altra difficoltà che ho incontrato personalmente è stata quella di far comprendere che più richieste si hanno e più si abbassa la probabilità di trovare un’offerta. Se il signor X ha necessità di un PC portatile con 16GB di RAM, SSD da 512GB, scheda grafica separata e monitor da 17” ha già ristretto (fin troppo) il campo della ricerca. La probabilità che proprio quell’articolo vada in offerta in Black Friday, durante una pandemia, la crisi dei microchip e delle materie prime, è più o meno quella di telefonare al presidente degli Stati Uniti componendo un numero a caso.
Tuttavia, se devo dirvi quello che davvero mi ha turbato in questi giorni “neri”, è stato il fatto di dover rispondere ad una marea di persone che volevano solo informazioni, per poi venire “a colpo sicuro” nel Giorno degli Sconti che (purtroppo per loro) non è mai arrivato. Quindi tante parole, gola secca, chiacchiere e nervosismo. Visitatori che pretendevano, la domenica pomeriggio, di conoscere questa e quella caratteristica per poi passare ad acquistare in settimana. Peccato che non si siano mai più presentati in negozio.
Temo che nei prossimi giorni questo genere di persone continuerà a varcare la soglia del mio punto vendita: visitatori delusi dal fatto di non aver potuto acquistare il regalo di Natale in largo anticipo, sempre più ansiosi via via che le feste si avvicinano. Poi, come ogni anno, si concentreranno tutti nel rush finale prima del fatidico traguardo del 25 dicembre. In quel frangente, sarà difficile spiegare loro come mai l’articolo che desiderano non è più disponibile - non solo a scaffale - ma sull’intera faccia della Terra. Così se ne andranno demoralizzati, dopo quasi due mesi di ricerca che – se avessero ascoltato i miei consigli – si sarebbe felicemente conclusa ai primi di novembre con la serenità di entrambi, venditore e acquirente.
Una sola cosa mi consola: in un mondo di offerte nel quale è sempre Natale, non è Natale mai. Ancora un paio d’anni di minestra di Black Friday allungata con l’acqua e anche questa aggressiva proposta commerciale sarà declassata alla pari di un sottocosto qualunque. Chissà che i clienti, disincantati dal 3x2 che dura un mese intero e dallo sconto dell’IVA ogni due settimane, non si accorgano finalmente che il vero privilegio non è acquistare il prodotto tanto desiderato quando va in promozione – dato che lo è 365 giorni l’anno –, ma quando si ha tempo e voglia di farlo. (nathan)
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