Domenica, 12 Settembre 2021 12:57

Google, l’algoritmo si evolve. E di molto

Grazie alle ultime innovazioni di intelligenza artificiale, il motore di ricerca del colosso di Mountain View si avvicina sempre più a un cervello umano.

Il blog interno del sito istituzionale di Google recita un mantra molto chiaro e profetico: “E’ stata posta una pietra miliare nell’intelligenza artificiale per capire le informazioni”.Il colosso di Mountain View si riferisce all’ultima evoluzione del motore di ricerca più popolare al mondo, chiamata in gergo tecnico “MUM”. L’algoritmo alla base del “modo di pensare” di Google è in costante e continua evoluzione sin dai suoi primi vagiti del lontano 1998. Ma mai, come oggi, è stato così intelligente ed evoluto. Quasi come un cervello umano. Quest’anno sono stati fatti significativi passi avanti nella comprensione dei testi, del linguaggio e della sintassi, portando a un nuovo livello la capacità di Google di capire i contesti semantici e di significato, in tutte le lingue. MUM è un acronimo che sta per Multitask Unified Model, derivato direttamente dal precedente chiamato invece BERT (Bidirectional Encoder Representation from Transformers).

Mille volte superiore a prima
I programmatori software del dipartimento di ricerca e sviluppo sostengono che la “potenza” di questo linguaggio sia mille volte superiore a quello precedente, cifra che rappresenta bene la dimensione del progetto e la differenza tra presente e passato. Google si affida oggi alle cosiddette “reti neurali”, costituite da veri e propri nodi esattamente come accade alle sinapsi del cervello umano. E’ Pandu Nayak della sezione Search che cerca di far capire l’attuale livello di intelligenza raggiunto, con un esempio molto esaustivo: “Pensiamo a questo: hai appena scalato il Monte Adams e il prossimo autunno ti preparerai a salire sul Monte Fuji. Chiedi quindi cosa dovrai fare di diverso per prepararti”. Le ricerche classiche non darebbero risultati attinenti a causa della molteplicità di risposte possibili e della difficoltà di collegare i vari argomenti, ma MUM è in grado di capire l’esigenza di chi pone la domanda, effettuare una ricerca approfondita e dare risposte attinenti al caso proprio come farebbe un esperto scalatore di montagna.

Imparare dall'utente
“La difficoltà più grande di una intelligenza artificiale - aggiunge il manager - sta nella comprensione di parole ambigue e di frasi con più significati”. Grazie a MUM e alle sviluppate reti neurali, Google imparerà dall’utente quali sono i suoi gusti, le sue capacità, il suo contesto e ne trarrà beneficio in chiave “intuizione” della domanda, andando a personalizzare il tipo di ricerca in base all’utente. MUM è inoltre inter-linguistico: finora per trovare informazioni dettagliate sul Brasile, per esempio, dovevamo cercare nei siti locali e nella lingua portoghese. Oggi Google restituisce qualsiasi risultato di qualsiasi lingua conosciuta senza limiti, ampliando enormemente la quantità di informazioni a disposizione. La potenza del nuovo motore basato su MUM, inoltre, è anche quella di essere “inter-genere”, ovvero considerare testi, foto, video, prodotti multimediali e saper riconoscere qualsiasi cosa gli venga data da elaborare. Gli esperti di SEO (la branca dell’informatica che si occupa di posizionamento nelle ricerche di Google dei siti internet) sono avvisati: questo sarà un anno cruciale, l’anno zero di Mountain View. (claudio camboni)