Domenica, 12 Aprile 2026 02:50

Schiavotto compie 120 anni di storia

Con tre punti vendita nel Vicentino l’azienda, parte del gruppo Nordest Distribuzione (GRE) e giunta alla sua quarta generazione sotto la guida di Valentina, è “di provincia” solo per geografia: radicata e moderna, investe nelle persone, nella tecnologia e nella formazione restando legata ai propri valori.

Valentina Schiavotto, alla guida dell'azienda di famiglia Valentina Schiavotto, alla guida dell'azienda di famiglia

Una storia di famiglia e d’impresa che attraversa più di un secolo: è quella di Schiavotto srl, parte di Nordest Distribuzione e aderente al gruppo GRE, giunta dopo 120 anni di vita alla sua quarta generazione. Ne percorriamo le evoluzioni con Valentina Schiavotto (foto), colei che ha impugnato le redini dell’azienda di famiglia per traghettarla verso il prossimo futuro.

Valentina, la storia della Schiavotto srl si intreccia con quella del territorio.

“Proprio così: è quella della nostra impresa, certo, ma anche una storia di famiglia, di coraggio e di continuità. Oggi tra le realtà commerciali più solide della provincia di Vicenza, affonda le sue radici al 1906, quando Giovanni Schiavotto - il mio bisnonno - avviò una piccola attività artigianale e commerciale. A proseguirne il cammino fu suo figlio Bruno, che ne mantenne lo spirito originario: lavorare con serietà, costruire relazioni durature e crescere passo dopo passo senza mai perdere il contatto diretto con la clientela e con la comunità. Erano gli anni in cui l’impresa familiare si fondava sul lavoro quotidiano, sull’impegno personale e sulla capacità di guardare al futuro restando ancorati ai propri valori. La svolta decisiva arrivò con Pier Giovanni Schiavotto, terza generazione, che intuì l’esigenza di un cambiamento. Capì che per continuare a crescere era necessario evolvere: decise così di spostare il negozio dal paese al centro urbano. Fu una scelta coraggiosa e visionaria, che aprì l’azienda a un pubblico più ampio e a nuove opportunità. Da quel momento iniziò una fase di espansione importante: Pier Giovanni aprì altri punti vendita, ampliò l’offerta e consolidò una rete distributiva stabile, divenuta nel tempo un punto di riferimento per tutta la provincia”.

Una grande trasformazione avvenne con la creazione del reparto casalinghi, grazie a sua moglie Giuliana.

“Fu proprio con questa innovazione che il negozio si trasformò in un ambiente accogliente e curato, dove il cliente poteva trovare non solo prodotti di qualità, ma anche consulenza e attenzione ai dettagli. Il tratto distintivo dell’azienda è sempre stato questo: la capacità di innovare senza perdere autenticità”.

L’azienda ha saputo tenere il passo con la tecnologia e i nuovi trend digitali.

“Sì, e lo ha fatto restando fedele alla propria dimensione umana: oggi dialoga con i grandi marchi internazionali in un confronto alla pari, continuando a mettere al centro la consulenza personalizzata e la relazione diretta con il cliente. Schiavotto srl è “di provincia” solo per geografia: è un’azienda radicata e moderna, capace di unire tradizione e contemporaneità investendo nelle persone, nella tecnologia e nella formazione. Ed è forse questa la chiave della nostra storia: crescere, cambiare, ma restare sempre fedeli alla propria identità”.

Quali sono i vostri punti di forza nel mercato attuale?

“Il nostro valore nasce dall’unione tra esperienza, competenza e rapporto umano. In un mercato che cambia velocemente e dove l’attenzione si concentra spesso solo sul prezzo, noi abbiamo scelto una strada diversa: quella della fiducia, della trasparenza e della presenza costante accanto ai nostri clienti. Chi entra nei nostri negozi sa di trovare persone preparate, capaci di ascoltare e di consigliare con competenza, sentendosi accompagnato in ogni fase, dalla scelta iniziale al post-vendita".

È questo, in fondo il vero “servizio”.

“Sì, e noi lo viviamo concretamente ogni giorno: nell’accoglienza, nelle risposte tempestive, nella capacità di risolvere problemi reali. L’assortimento che offriamo è ampio - elettrodomestici, casalinghi, informatica, telefonia, elettronica - ma non ci limitiamo all’esposizione dei prodotti. Puntiamo a un’esperienza completa, che include attività di consegna e installazione gestite da personale interno, formato e affidabile. È il nostro modo per garantire che la promessa fatta in negozio si concretizzi anche a casa del cliente. Un ruolo fondamentale lo ricoprono i nostri collaboratori, alcuni di essi con noi da oltre venticinque anni: conoscono i clienti per nome, ne ricordano le abitudini e li accolgono con cordialità. È grazie a loro se siamo riusciti a mantenere quella familiarità che ci distingue, un valore che oggi, in un mondo sempre più impersonale, rappresenta un vero elemento di modernità. Essere innovativi, per noi, non significa abbandonare la tradizione, ma farla evolvere giorno dopo giorno in un equilibrio tra tecnologia e fiducia, tra professionalità e umanità”.

Cosa significa, oggi, essere “retail di prossimità”?

“Vuol dire essere presenti nella quotidianità delle persone non solo come punto vendita, ma come riferimento di fiducia. Vuol dire conoscere i propri clienti, ricordarsi di loro, comprendere i loro bisogni e offrire un rapporto basato su ascolto e disponibilità. Crediamo ancora nel valore della vicinanza umana, nella possibilità di incontrarsi, di scambiarsi uno sguardo sincero, di dare un consiglio personale. La prossimità, per noi, non è soltanto un concetto territoriale, ma una scelta di relazione e di presenza costante in cui la tecnologia può aiutare, ma non deve sostituire il contatto umano”.

Lei è una giovane imprenditrice del retail: come vive il digitale e che ruolo ha nella strategia aziendale?

“Per me il digitale è stato, prima di tutto, una presa di consapevolezza: comprendere che stavamo entrando in una nuova epoca del commercio, in cui il cliente si muove continuamente tra mondo fisico e virtuale. È stato un percorso graduale, fatto di piccoli passi e molte riflessioni. Come innovare senza perdere identità? Come restare autentici in un contesto che cambia velocemente? Ho imparato che la tecnologia, se utilizzata con criterio, non allontana: avvicina. Permette di essere più presenti e rendere i servizi più efficienti, ma ogni evoluzione tecnologica parte dal confronto interno e dal contributo di chi ogni giorno lavora nei negozi. Oggi il digitale è una parte naturale del nostro modo di pensare e di lavorare. Consente di unire tradizione e modernità mantenendo il valore umano della prossimità con la velocità e la precisione delle nuove tecnologie. Credo che il futuro stia proprio qui: unire il meglio dei due mondi - relazione e innovazione - per crescere senza perdere la nostra dimensione umana”.

Prezzo e innovazione: come affrontare un mercato sempre più aggressivo?

“È inevitabile che il prezzo giochi un ruolo importante, soprattutto per le famiglie, ma conta anche come si intende la promozione. Può essere uno strumento per svendere oppure un modo per offrire un vantaggio reale, costruendo fiducia e continuità. Noi cerchiamo di mantenere un equilibrio: promozioni sì, ma sempre coerenti con i nostri valori. Il cliente percepisce la differenza quando dietro un prezzo competitivo trova serietà, servizio e attenzione. In fondo la promozione non è solo una leva economica, ma un modo per comunicare rispetto e vicinanza a chi sceglie di affidarsi a noi”.

Veniamo a una visione di lungo periodo: come immagina la sua azienda tra cinque anni?

“Oggi pensare al lungo periodo richiede coraggio: i mercati cambiano rapidamente e la realtà va adattata di continuo. La visione serve, ma deve restare calata nella quotidianità. Se da un lato programmare e fare piani è importante, dall’altro le vere decisioni nascono ogni giorno, dietro al banco, nel contatto con le persone. Tra un lustro immagino la Schiavotto srl ancora più moderna nel modo di comunicare e di lavorare, ma sempre radicata nei propri valori: un’azienda capace di crescere in modo equilibrato dando spazio ai collaboratori e alle nuove idee senza perdere il senso di misura e di cura che l’ha sempre contraddistinta. Il futuro non è una linea retta, ma un cammino fatto di piccoli passi. E ognuno di essi comincia da una serranda che si alza al mattino con la stessa determinazione di ieri e la curiosità di scoprire cosa porterà il domani”. (s.c.)

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