Il regolamento appena approvato dal Parlamento europeo aggiorna la direttiva sull’intero ciclo di vita delle batterie. Diventano centrali raccolta e recupero.

Il mercato delle batterie e degli accumulatori è in rapidissima crescita. La transizione energetica green, la mobilità sostenibile, gli apparecchi senza filo utilizzano batterie al litio. Secondo una stima della Ue, entro il 2030 i veicoli elettrici raggiungeranno i 30 milioni di unità circolanti. Era pertanto urgente aggiornare la direttiva del 2006 attualmente in vigore sulle batterie, e stabilire ‘un quadro normativo armonizzato per gestire l’intero ciclo di vita delle batterie immesse sul mercato dell’Unione europea.

Filiera critica per materiali, ambiente, diritti umani

Secondo una proiezione della Comunità europea, entro il 2030 - praticamente domani - la domanda globale di batterie potrebbe aumentare di 14 volte, con un fabbisogno dei Paesi dell’Unione pari al 17%. L’industria delle batterie europea, per l’approvvigionamento di materie prime critiche, in particolare cobalto, litio, nichel e manganese, dipende quasi totalmente dall’estero; materiali che vengono definiti ‘critici’ per la particolare filiera di fornitura, che ha un impatto ambientale e sociale molto elevato. Il nuovo regolamento vuole costruire le basi per una riduzione di questa dipendenza, incentivando lo sviluppo di un mercato più etico e virtuoso, e di uno sfruttamento circolare delle batterie a fine vita, una miniera urbana da non trascurare.

Il brevetto italiano per il trattamento delle batterie usate

Il nuovo regolamento punta decisamente alla sostenibilità dell’intera filiera delle batterie e, in questo, recupero e riuso hanno un peso importante. Una prospettiva in cui si colloca Ecofactory, il polo di trattamento delle batterie esauste voluto da Cobat, piattaforma multiconsortile dei servizi di economia circolare. L’Ecofactory sarà in grado di recuperare il litio e altri metalli dalle batterie-rifiuto, con un procedimento brevettato a livello europeo. “Come il nuovo Regolamento sulle batterie ricorda a tutti con innegabile evidenza - dichiara Michele Zilla, consigliere di amministrazione di Cobat Ecofactory - il recupero di materie prime e seconde dai prodotti giunti a fine vita resta uno dei pilastri fondanti di un approccio circolare nei sistemi produttivi ed economici. In Cobat ne siamo convinti da sempre e per questo nel 2014 abbiamo avviato, insieme a CNR (Consiglio Nazionale delle Ricerche) e altri, una ricerca volta a efficientare il processo di recupero del litio e degli altri metalli”. Dallo studio è nato il brevetto fulcro dell’impianto collocato in un territorio strategico, dove sta sorgendo cioè una gigafactory di batterie che dovrebbe diventare operativa nei prossimi anni. In questo impianto innovativo - l’inaugurazione è prevista per il 2024 - confluiranno batterie e accumulatori al litio provenienti sia dalla mobilità che dai RAEE, tutti saranno sottoposti a selezione e cernita per recuperare il litio e altre materie preziose fra cui manganese e cobalto, ma anche batterie e accumulatori destinati a una seconda vita.

Le novità principali del regolamento

Il provvedimento aggiorna le categorie della normativa con nuove gamme immesse sul mercato: batterie incorporate in apparecchi o mezzi di trasporto o aggiunte oppure disponibili separatamente. E punta a una gestione completa del ciclo di vita di tutti questi accumulatori, garantendo anche una catena del valore sicura e sostenibile quanto a impatto ambientale di produzione, ma anche riguardo ad assicurare un approvvigionamento etico delle materie prime, nonché l’agevolazione del riuso e del recupero a fine vita. Ecco alcune fra le misure più importanti

Dichiarazione ed etichetta dell'impronta di carbonio obbligatorie per le batterie dei veicoli elettrici (EV) e dei mezzi di trasporto leggeri (LMT) e per le batterie industriali ricaricabili con capacità superiore  a 2kWh;

Progettazione delle batterie portatili degli elettrodomestici funzionale a una facile sostituzione e rimozione da parte degli utenti.

Obiettivi più ambiziosi di raccolta dei rifiuti: batterie portatili: 63% entro il 2027 e 73% entro il 2030; batterie LMT: 51% entro il 2028 e 61% entro il 2031;

Obiettivi minimi di recupero di materiali dai rifiuti di batterie: litio, 50% entro il 2027 e 80% entro il 2031; cobalto, rame, piombo e nichel, 90% entro il 2027 e 95% entro il 2031; Livelli minimi di materiali ottenuti dal riciclo per le nuove batterie: entro otto anni dall'entrata in vigore del regolamento 16% per il cobalto, 85% per il piombo, 6% per il litio e 6% per il nichel; entro 13 anni: 26% per il cobalto, 85% per il piombo, 12% per il litio e 15% per il nichel.

Il nuovo regolamento, che sostituirà l’attuale direttiva sulle pile del 2006, dovrà ora essere formalmente adottato dal Parlamento europeo e dal Consiglio prima di poter entrare in vigore. Speriamo in una dinamica celerità di tutto il processo attuativo, intanto però è chiara la direzione su cui puntare per lo sviluppo del settore. (l.c.)