Lunedì, 13 Aprile 2020 09:30

Piccoli negozi e Coronavirus (2): più stretto il legame con il territorio

Seconda puntata del nostro viaggio tra i punti vendita di prossimità che hanno continuato a lavorare nel pieno dell’emergenza sanitaria. Senza dimenticare anche tanta solidarietà.

Continua il nostro viaggio, rigorosamente virtuale, fra i negozi di prossimità dell’elettronica. I racconti delineano una realtà di operatori organizzati e pronti, che gestiscono al meglio gli strumenti digitali, supportati dalle organizzazioni delle insegne a cui appartengono. Emerge da queste storie l’importanza della preparazione alla vendita degli addetti. Sono storie diverse, ognuno si è ingegnato, adattandosi alle esigenze del proprio territorio, non è proprio l’immagine di ‘soggetti in via di estinzione’. Cosa resterà dopo il Coronavirus? Difficile dirlo. Certo è che il periodo ha imposto un’accelerazione alla digitalizzazione, consolidando l’uso di una specie di e-commerce ‘territoriale’, in scala ridotta. Del resto, specialmente per alcune di queste realtà associate a piattaforme, era un processo già iniziato. Il momento ha fornito l’occasione per essere testato. Le interviste sono state raccolte alcuni giorni fa.

Gierre Sinergy, Marcianise (CE) 

“Siamo nel settore dal 1983, questi tempi ci hanno dato conferma di essere un punto di riferimento per il territorio”. È la prima cosa che ci dice Giuseppe Martellona, figlio di Raffaele, fondatore dell’azienda familiare che opera a Marcianise, in provincia di Caserta. Il giovane Martellona gestisce l’attività, aiutato dal padre, dal cognato Salvatore e da un team di collaboratori. “In questo momento stiamo facendo tutti un grande sforzo - confida Giuseppe - per lavorare in sicurezza, con guanti e mascherine. Il flusso di persone che entrano in negozio è ancora importante. Noi però ci siamo organizzati per consegnare a domicilio tutto, anche una cartuccia per stampante. Il messaggio che vogliamo dare è: restate a casa, pensiamo a tutto noi”. Il negozio ha una diversificata offerta di servizi, come le attivazioni telefoniche, in grande incremento, gestite anche a distanza. Come? “Siamo molto seguiti sui social, così per affrontare questo periodo, abbiamo pensato di pubblicare su Facebook video informativi, per presentare le offerte, o tutorial per risolvere problemi”. Il negozio attualmente è l’unico punto vendita aperto su un territorio che, con Marcianise (40.000 abitanti), conta circa 100.000 utenti. Racconta Giuseppe: “Riceviamo molte richieste, via social, telefono e presso il negozio. È superiore alla nostra media la domanda di information technology come stampanti, console, cavi e accessori. È aumentata anche la vendita di cellulari per anziani, congelatori, televisori”. Al negozio, anche virtuale, di Marcianise arrivano clienti abituali e nuovi. “Le persone apprezzano il rapporto umano, ma perfino adesso questo da solo non basta - dice Martellona -. I tempi sono competitivi, ma noi siamo pronti perché abituati a lavorare ben preparati sulla conoscenza di prodotti e procedure. Assistiamo i nostri clienti per qualunque problema, anche in post-attivazione telefonica, data la difficoltà a contattare i call center”. Il negozio dei Martellona è radicato e presente nella comunità: promuove squadre sportive della zona, iniziative per la sostenibilità ambientale e altro. In questo momento stanno organizzando una raccolta alimentare: “Che sta avendo un grande riscontro - precisa Giuseppe - anche grazie alla campagna social che abbiamo lanciato. Quello che raccogliamo, tramite il Comune e altre associazioni, sarà messo a disposizione di chi ne ha bisogno”.

Aloisio, Euronics Point Montichiari (BS)

In una delle zone più colpite dalla pandemia, a Montichiari, 27mila abitanti in provincia di Brescia, c’è il punto vendita di Vincenzo Aloisio. Un negozio di prossimità, presente fin dagli anni ’70 quando Angelo, padre di Vincenzo, lo ha aperto. Vincenzo, cresciuto in bottega, porta avanti l’attività, e Angelo qualche volta gli dà una mano. “A marzo fin dai primi giorni abbiamo avuto davvero tanto lavoro, sono arrivati clienti da tutte le parti. La situazione qui mi è sembrata subito difficile, per i primi giorni ho tenuto aperto il negozio, rispettando le disposizioni di sicurezza. Però, quando ho visto entrare in negozio un giovane padre con in braccio il suo bambino che voleva un piano a induzione, mi sono deciso a tirar giù la saracinesca, era troppo pericoloso. Ho pensato che se avessi tenuto aperto, la gente non avrebbe capito di restare a casa”. Così Aloisio comunica tramite i suoi social la chiusura del negozio, ma non dell’attività. “Ho iniziato a ricevere tante telefonate, dopo la mia segnalazione online, ma molte sono arrivate anche dal servizio ‘prenota e ritira’ della piattaforma online di Euronics”. Aloisio in questo periodo è l’unico punto vendita della zona aperto e disponibile al servizio. Le altre superfici dell’insegna, ubicate nei centri commerciali, sono chiuse, e le richieste del bacino di Brescia convertono tutte su Aloisio. Come si è organizzato?”Ho allestito dei monitor - racconta Vincenzo - da cui gestisco le richieste del portale Euronics, le email che ricevo, e i pagamenti che gestisco via web con PayPal. E poi faccio le vendite virtuali, con videochiamate o l’invio di video del prodotto, come se fossimo in negozio. Un lavoro frenetico, bisogna conoscere i prodotti a menadito per affrontare queste trattative”. Aloisio racconta che questi nuovi utenti, dirottati dalla piattaforma online, hanno spesso bisogno di essere rassicurati, sul prodotto e sulla consegna.”In generale, questi consumatori dell’online sono molto sospettosi - continua -, magari reduci da qualche esperienza deludente. Pertanto hanno bisogno di sicurezze senza tentennamenti, e si attendono spiegazioni sulle differenze fra gli apparecchi e i diversi prezzi. E questo per tutte le famiglie di prodotto”. Aloisio lavora in emergenza, consegna a domicilio e lascia sulla porta i prodotti, non installa. E racconta che i clienti sono molto più collaborativi: si sforzano di capire come fare, cosa che prima tentavano assai poco. Anche Aloisio vende più stampanti, computer, webcam, mentre lavatrici e TV solo se si rompono. E poi frigoriferi e congelatori ”Per due motivi principali - spiega - o si tratta di un secondo apparecchio per stoccare il cibo in abbondanza, oppure perché il frigorifero - un po’ datato e riempito al limite - si ferma”. Aloisio sente la responsabilità di essere utile alla sua Comunità, così duramente colpita. “Pensando anche agli altri commercianti non alimentari, con il mio amico Roberto Felter che si occupa di siti web, e in collaborazione con il sindaco, ho inserito nel portale 'montichiari.info' l’elenco dei negozi che, come me, sono chiusi ma effettuano consegne a casa. E il servizio funziona. Ad esempio, una gelateria sta lavorando bene e consegna a casa anche di domenica. Ovviamente al progetto abbiamo lavorato tutti gratuitamente”. La solidarietà a Montichiari è molto forte, e se i medici non hanno tempo di allontanarsi dai reparti neanche per bere un caffè, 12 macchine espresso sono arrivate nei reparti, regalate da Aloisio e da un’associazione del paese. In ospedale sono sono stati portati anche tablet e televisori, per offrire una minima distrazione e permettere ai pazienti Covid di parlare con i loro cari. Ci hanno pensato Aloisio e il suo gruppo di solidarietà.

Postacchini Electronics, Sinergy Monte Urano (FM)

Il negozio di Lorenzo Postacchini è stato aperto negli anni ’60 dallo zio di Lorenzo a Monte Urano, un paese di 8mila abitanti in provincia di Fermo, nelle Marche. “Qui la situazione non è ancora acuta - ci racconta Postacchini -, ma serve prudenza, e chissà per quanto tempo. Attualmente la quotidianità del paese è scandita dalle uscite per la spesa, generalmente la mattina, poi le persone stanno a casa”. E in negozio, cosa succede? “Diciamo che, come sempre, siamo impegnati a servire il cliente a 360 gradi. Il flusso normale di vendite non è diminuito, e sono in aumento le richieste di attivazioni telefoniche, di prodotti IT e per la connettività. I motivi li sappiamo: lavoro da casa e ragazzi che seguono le lezioni online”. Anche Postacchini gestisce altre merceologie: “Siamo sempre stati forti anche nell’impiantistica, attività ora sospesa, dalle antenne TV ai climatizzatori - precisa -. Abitualmente offriamo un servizio ‘chiavi in mano’ per tutti gli apparecchi del mondo domestico”. Il negozio, radicato sul territorio, oltre a Monte Urano, serve un bacino di 30mila abitanti, da Montegranaro a Sant’Elpidio a mare. Anche qui la superficie specializzata più vicina è chiusa, è in un centro commerciale, e il punto vendita di Postacchini è un riferimento primario per la zona. ”Non abbiamo notato un grosso afflusso di nuovi clienti, anche se ce ne sono - racconta Lorenzo - come dicevo, c’è stata una forte richiesta di materiali IT, che per noi erano piuttosto marginali. Riguardo agli altri prodotti la situazione è rimasta piuttosto equilibrata”. Postacchini, che subentra allo zio una decina di anni fa, gestisce il negozio con altri tre soci, si alternano fra vendita, consegne, mentre le installazioni sono momentaneamente sospese. Racconta come il lavoro si svolga abbastanza normalmente a parte stare in negozio con guanti e mascherine e aver posizionato a terra strisce per distanziare i clienti. “Dopo un primo momento di confusione - continua Lorenzo - devo dire che la gente rispetta tranquillamente le regole, frequentare farmacie e supermercati l’ha abituata ai nuovi comportamenti”. (l.c.)