Domenica, 07 Aprile 2019 09:12

RECENSIONE - Xiaomi Mi 9 è un vero top di gamma

Il suo processore batte il 96% dei concorrenti oggi sul mercato, e la grafica addirittura il 99%. L’esperienza dell’utente è senza pari, lasciandosi alle spalle il 98% dei competitors. Solo la memoria rallenta un po’ durante gli stress test: il 42% dei telefonini avversari gli è superiore.

Proviamo il flagship di casa Xiaomi, il Mi 9. Quello che abbiamo tra le mani è nella colorazione “Piano black”, un elegante vetro nero. La confezione è di argento satinato, che ne conferisce maggior prestigio rispetto a quella nera, piuttosto banale, del Mi 8. All’interno della scatola troviamo una custodia in gel grigio scuro, il caricabatteria da 27W e il cavo con connettore USB Type-C. Nessuna traccia di auricolari, come sempre quando parliamo di Xiaomi, né di pellicola protettiva.

La sensazione al tocco è buona, nonostante il prodotto sia particolarmente scivoloso riusciamo ad impugnarlo fermamente per la sua ergonomia. Non ci piace molto il gruppo delle lenti che fuoriesce di alcuni millimetri dalla scocca, ma il produttore ci assicura che sono protette dai graffi attraverso uno strato di vetro zaffiro. All’accensione ci troviamo a configurare in maniera molto semplice il dispositivo, che monta la versione 10 di MIUI, l’adattamento Xiaomi di Android. Purtroppo l’applicazione “Mi mover”, che dovrebbe aiutare a copiare i dati dal vecchio smartphone, non è molto intuitiva e perde qualche pezzo per strada.

Il display ha una bella luminosità. Si tratta di un Amoled prodotto da Samsung, con ottima resa dei colori e dettagli. Il sensore dell’impronta è sotto schermo, lo abbiamo trovato più reattivo rispetto a Huawei P30 e Samsung S10+. Questo cellulare presenta un tasto in più, sul lato sinistro della scocca, personalizzabile con l’assistente vocale di Google. Ci buttiamo a capofitto nel comparto fotografico, ansiosi di provare il sensore da 48MP prodotto da Sony. E non è affatto una delusione. Peccato si possa inquadrare solo in 4:3 per avere il massimo del dettaglio, ma siamo riusciti ad ingrandire una scritta alta 2 cm da 20 metri di distanza ed era perfettamente leggibile. Lasciando fare all’intelligenza artificiale, comunque, si possono sfruttare appieno le 3 lenti fotografiche: 48MP la principale (verrà ridotta a 20 per le inquadrature da 16:9), un teleobiettivo da 12MP che consente uno zoom ottico da 2X (digitale 10X) e un ultra-grandangolare da 16MP. La frontale è singola da 20MP.

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La luminosità degli scatti fotografici è ottima, anche in condizioni di luce scarsa. Xiaomi Mi 9 consente poi di registrare video in 4K a 60fps, anche se la stabilizzazione dell’immagine non ci ha fatto impazzire. Meglio lasciarlo in FHD a 30fps. Durante la riproduzione di contenuti multimediali ci ha stupito l’audio: cristallino negli alti e profondo nei bassi. È stereofonico e di buona qualità.

Lo mettiamo sul banco di prova AnTuTu, l’applicazione più usata per confrontare in maniera obiettiva gli smartphone. Il risultato che otteniamo è sorprendente: Xiaomi Mi 9 riceve un punteggio di 372.459 facendo scendere il Samsung Galaxy S10+ dal gradino più alto del podio dopo solo due settimane. Gran parte del merito se lo prende il processore Snapdragon 855, il top di gamma di casa Qualcomm, al suo debutto. Nella CPU, infatti, questo telefono batte il 96% degli utenti. La sua grafica (GPU) addirittura il 99%. L’esperienza dell’utente è senza pari, lasciandosi alle spalle il 98% dei competitors. Solo la memoria, come capita spesso quando si parla di storage da 128Gb, rallenta un po’ durante gli stress test: il 42% dei telefonini avversari gli è superiore.

Cosa ci piace:
Non riusciamo a staccare gli occhi dal display, che nonostante sia prodotto da Samsung ha una luminosità più naturale rispetto agli schermi ai quali ci ha abituato la casa sudcoreana. E affatica meno la vista. Nonostante colori e dettagli siano perfetti.
Il peso è il giusto compromesso tra leggerezza e solidità: 173 grammi

Cosa non ci piace:
La scocca si riempie di impronte dopo pochi minuti di utilizzo. Nonostante gli effetti visivi di lucentezza e trasparenza siano molto belli, è difficile apprezzarli con le “ditate”.
Nessuna certifica di impermeabilità all’acqua.
La batteria, da 3300 mAh, non è adeguata alla potenza del dispositivo. Nonostante si possa ricaricare completamente in un’ora e mezza circa, non consente di arrivare alla fine della giornata con un utilizzo intenso.

I valori SAR di questo dispositivo, già disponibili nonostante sia uscito da poco, sono di 1,389 W/kg per la testa e 1,301 W/kg. Rispetto al Mi 8 è peggiorato il primo, che era di 0,701W/kg, migliorato il secondo (1,662 W/kg). Meglio utilizzare gli auricolari se prevediamo di fare lunghe chiamate.

Riassumendo le nostre conclusioni, possiamo dire che questo smartphone ha tutto ciò che si può chiedere ad un top di gamma, se escludiamo l’impermeabilità all’acqua. Ha l’NFC per i pagamenti contactless (funziona con Google Pay), ha la ricarica wireless (caricabatteria non incluso nella confezione), un gruppo fotografico che non ha nulla da invidiare ai vari prodotti premium sul mercato e una potenza che, invece, gli altri dovrebbero invidiargli. Con un prezzo che oscilla tra i 449 dell’on-line e i 529 euro dei negozi fisici (nel momento in cui scriviamo), ci possiamo portare a casa un dispositivo con 128Gb di memoria interna, 6Gb di RAM e prestazioni da vero top di gamma.