Giovedì, 28 Marzo 2019 10:17

RECENSIONE - Huawei P30 e P30 Pro: oltre le foto cosa rimane?

Sorprendente che nella classifica ufficiale di AnTuTu, l’app più diffusa per testare le performance dei cellulari, questi device non arrivino che al 26esimo posto.

Impossibile ignorarli con tutta la cartellonistica e gli spot che li riguardano: Huawei P30 e P30 Pro sono entrati prepotentemente nel mondo della telefonia mobile. Li abbiamo provati assieme. Entrambi i modelli presi in considerazione sono nella vivace colorazione “aurora blu”. Huawei P30 Pro offre in dotazione un caricabatteria “SuperCharge” da 40W in grado di portare la batteria da 0 al 70% in soli 30 minuti. Servirà un’altra mezz’oretta per arrivare al 100%. Ha anche la carica wireless, mentre il P30 si limita a quella via cavo da 15W. Gli auricolari sono con connettore USB Type-C, non essendo dotato di jack audio, presente invece nel P30. Le due confezioni hanno uno spazio vuoto nel vano delle istruzioni che dovrebbe contenere una custodia in gel, ma leggiamo sul sito ufficiale “No in Europa Occidentale”. Avremmo preferito meno clamore pubblicitario a fronte di un maggior investimento sul passaparola tra clienti.

P30 Pro, a differenza del fratello minore, è impermeabile all’acqua con certifica IP68 e ha quattro fotocamere posteriori, anche se all’apparenza potrebbero sembrare tre. Il quarto obiettivo è in realtà uno zoom ottico 5x a periscopio nascosto ingegnosamente nella scocca. Altra differenza è la batteria, da 3650 mAh nel P30 e 4200 mAh nel P30 Pro. I due prodotti sono inoltre diversi per RAM, che è di 6 GB nel P30 e 8 GB nel P30 Pro, e infine per lo schermo: entrambi montano un oled, ma è piatto da 6,1” nel P30, leggermente curvo da 6,47” nel P30 Pro. Entrambi i dispositivi sono dotati di NFC per i pagamenti, questo li rende adatti all’utente business. Anche i prezzi, rispettivamente di 999 euro per il P30 Pro e 799 euro per il P30, si riferiscono ad un target alto-spendente.

Huawei P.jpg

La sensazione al tocco per il P30 è buona, lo troviamo molto simile al P20 per dimensioni e peso, se non fosse per le lenti di diametro più grande. Nella fotografia d’altronde le dimensioni contano, per incamerare più luce e dettagli, e siamo convinti che Huawei – che prosegue la propria collaborazione con Leica – abbia fatto un ottimo lavoro. Tanto che non testeremo la componente fotografica della quale si parla abbondantemente in altre recensioni. Per il P30 Pro il touch feeling è discreto, ma ci è sembrato troppo pesante e poco ergonomico. Huawei si è dimenticata l’elegante soluzione trovata su Mate 20 Pro per integrare le lenti con un design accattivante: in questi smartphone le troviamo sporgenti da un lato della scocca, tanto da rompere la simmetria del dispositivo.

Lo schermo è di buona qualità e ci troviamo di fronte ad Android Pie con EMUI 9.0 di Huawei. Molti elementi di questa interfaccia sono avanzati da versioni precedenti e sono sinceramente ridondanti: lente, bussola, calendario, e molte altre app che non possono essere rimosse, ma che oggi non avrebbero più senso di esistere. Testando i contenuti multimediali siamo rimasti delusi dal refresh rate di entrambi i display. L’audio di entrambi i modelli, inoltre, è mono e totalmente mancante di bassi.

Nel banco di prova, AnTuTu – l’app più diffusa per testare le performance dei cellulari - Huawei P30 Pro riceve un punteggio di 280.643, battendo di fatto l’80% dei telefoni in circolazione. Il processore Kirin 980 lascia dietro di sé 8 smartphone su 10, anche la scheda grafica (batte il 74% dei concorrenti), l’esperienza per l’utente è considerata superiore al 78% dei competitor. Le performance della memoria sarebbero il tallone di Achille di questo dispositivo: il 47% degli avversari la batte. Il Huawei P30 ottiene un risultato di poco differente (281.792). Sorprendente che nella classifica ufficiale di AnTuTu questi device non arrivino che al 26esimo posto. Sul podio è sempre presente Samsung S10+, ma qui siamo parecchie posizioni dopo il “vecchio” Mate 20 Pro, e appena sopra il “vetusto” Samsung S9+. Insomma questi modelli non ci hanno fatto impazzire. Sappiamo che la potenza non è tutto, ma nemmeno la fotografia. Huawei indica la luna e noi guardiamo il dito? Forse. Ma se parliamo di fascia alta ci dobbiamo aspettare prodotti che garantiscano una scalabilità nel tempo, ovvero che abbiano prestazioni decenti tra qualche anno. E per garantircelo devono essere tra i top performer nell’immediato.

Un altro dettaglio per noi non trascurabile è la totale assenza nel sito ufficiale Huawei dei valori SAR per questi dispositivi. Anche in rete non abbiamo trovato nulla a riguardo. Questi dati dovrebbero essere di pubblico dominio per una scelta consapevole da parte dei consumatori finali. Siamo convinti che il gruppo ottico di questi smartphone sia di tutto rispetto, e probabilmente il migliore sul mercato ad oggi. Ma se la vostra priorità non è quella di fotografare il plenilunio con lo smartphone, si può trovare qualcosa di meglio a livello di qualità/prezzo. Anche tra i prodotti della stessa Huawei.