Domenica, 10 Maggio 2020 21:53

Formazione a distanza: gli errori da evitare

Con il cosiddetto webinar è possibile tenere corsi professionali dal proprio salotto di casa. Mantenere alta l'attenzione di chi ti ascolta impone però al relatore sforzi diversi e ulteriori rispetto alla classica lezione in aula.

Uno dei temi ai quali da sempre teniamo di più è la formazione delle aziende agli operatori del trade, che nella fase successiva all’emergenza sanitaria potrebbe aumentare il suo peso specifico. E neppure di poco. Il problema, però, è che se si devono evitare assembramenti, la classica lezione in aula resterà impossibile per diversi mesi e allora la videoconferenza diventa l’unica soluzione possibile.

In questi giorni stiamo ascoltando i primi webinar (le videoconferenze, insomma) organizzati nel 2020 da Eurocom per i propri affiliati in virtù del rapporto di collaborazione che con il gruppo guidato da Giacomo Benedettini abbiamo da un paio d’anni. E ci saltano all’occhio alcuni errori marchiani, o che a noi risultano tali, commessi dal formatore di turno. Il primo è quello di ritenere che i propri interlocutori che lo stanno ascoltando, resteranno incollati al video per tutta la durata della conferenza solo perché è lui a parlare. Non è così. L’attenzione è una moneta che ha il difetto di svalutarsi presto e chi tiene la lezione non dovrebbe dimenticarlo mai, dal primo istante all’ultimo. Se poi la lezione è online, l’attenzione si smarrisce ancora più rapidamente di quanto possa avvenire in aula. Il motivo è semplice: le occasioni per distrarsi, da parte di chi ascolta, aumentano a ritmo esponenziale.

Pertanto è consigliabile sfruttare al meglio i primi minuti della conferenza, perché sono proprio quelli i momenti in cui l’attenzione è al culmine. Ciò che il formatore ha di più importante da comunicare (nuovi prodotti, nuove funzionalità degli apparecchi, brevetti e quant’altro) va detto subito e non, come ci è capitato di ascoltare, dopo mezz’ora dall’inizio della lezione. O comunque dopo troppi minuti. Anche perché spesso la parte che precede ciò che è ritenuto più importante da comunicare è dedicata ad aspetti che non servono a vendere e dunque risultano noiosi a chi ascolta.

Ci siamo sorbiti minuti e minuti di dettagli tecnici che probabilmente neppure a un ingegnere elettronico sarebbero interessati: sono nozioni, queste, che vanno ferocemente sintetizzate e comunicate quando ciò che serve realmente a vendere sarà già stato comunicato. D’altronde a chi partecipa ai webinar vengono lasciati i “materiali”, vale a dire le slide presentate, e allora se il retailer sarà interessato ad approfondire certi aspetti, lo potrà fare comodamente per conto proprio.

Un altro errore che si commette all’inizio del webinar, costringendo gli ascoltatori a digerire nozioni che a loro servono a poco, se non a nulla, è l’illustrazione della famigerata carta di identità dell’azienda che tiene la conferenza. Raccontare subito che il brand tal dei tali è leader di qua e di là, che ha realizzato fatturati fantasmagorici l’anno prima, non fa altro che annoiare immediatamente chi ascolta. Con l’effetto che la comunicazione della “vera novità” perderà efficacia. Torneremo sull’argomento.