Domenica, 28 Marzo 2021 20:02

RAEE: aumenta la raccolta, non calano i problemi

Nel 2020 il volume di rifiuti elettrici ed elettronici raccolti è cresciuto, ma sono ancora ingenti i quantitativi che eludono la filiera.

Il rapporto 2020 del Centro di Coordinamento RAEE,  il tredicesimo,  evidenzia una crescita media del 6,35% sul 2019, con 365.897 tonnellate di rifiuti raccolte, vale a dire mediamente 6,14 kg pro capite. Un risultato che rende soddisfatto il presidente, Bruno Rebolini:  "In un anno così drammatico quale è stato il 2020, noi Sistemi Collettivi e tutti i gestori della raccolta - Comuni, aziende della gestione rifiuti, distributori e installatori di apparecchiature elettriche e elettroniche - siamo stati duramente impegnati a non interrompere l’attività del sistema e garantire ai cittadini un servizio primario come quello della raccolta dei RAEE” . Ai progressi del sistema multi-consortile corrispondono, però, criticità annose dello scenario generale. È ancora piuttosto ampia la differenza di raccolta media pro-capite fra le regioni, con i 10,39 kg della Val d’Aosta contro i 3,51 della Campania. Permane il divario strutturale fra regioni, con una più scarsa presenza di aree di raccolta nel Centro-Sud rispetto al Centro-Nord. Lodevoli, pertanto, i risultati ottenuti nel 2020 che, a livello di raccolta per area, hanno visto una maggior crescita del Sud, con un incremento del 17,2%, rispetto al Centro (3,7%) e al Nord 3,1%, sempre sul 2019. Poco più dell’81% dei volumi complessivi provengono dai centri di raccolta comunali presenti in tutte le regioni, mentre circa il 18% della raccolta viene veicolato dai luoghi di raggruppamento della distribuzione (LdR), i siti che accolgono i RAEE provenienti dal ritiro “1 contro 1” e “1 contro 0”, pur con una distribuzione non omogenea sul territorio. Da sottolineare che sul totale della raccolta LdR, i quantitativi maggiori si riferiscono ai RAEE legati al freddo e clima (R1), e ai grandi bianchi (R2), con incidenze del 22% e del 34%, mentre l’impatto sugli altri raggruppamenti è decisamente più basso (meno del 2,5%). Dati che, da soli, indicano le aree di miglioramento.

Per raggiungere i risultati fissati dall’Unione Europea, pari al 65% della media di tonnellate immesse sul mercato nel triennio, molto ancora c’è da fare. “Rispetto agli obiettivi richiesti - spiega Fabrizio Longoni, direttore Generale CdC RAEE - possiamo osservare due fenomeni. Da un lato c’ è il raggruppamento dei televisori (R3), che oggi raccoglie più del doppio del target europeo, e in vista dello switch-off del digitale terrestre incrementerà, mantenendo il suo record. Dall’altro ci sono i raggruppamenti che, invece, hanno bisogno di crescere”. Mancano infatti all’appello della raccolta RAEE 50 mila tonnellate del raggruppamento dei grandi elettrodomestici (R1, R2), circa 300 tonnellate per le sorgenti luminose, ma soprattutto eludono la raccolta 190 mila tonnellate del raggruppamento 4, quello dei piccoli elettrodomestici e degli altri RAEE che ancora non trovano una precisa collocazione. Sono rifiuti prodotti ma non raccolti e gestiti correttamente per varie ragioni, rintracciabili nella filiera e nei suoi problemi di raccolta e tracciamento, nella cultura del consumatore, nella carenza di infrastrutture che, come ha evidenziato Filippo Romano, Viceprefetto a Messina e Commissario della Terra dei fuochi, “vede un nesso fortissimo fra ciclo illegale dei rifiuti e carenze del ciclo legale”.

Traffico illegale di apparecchiature elettriche: più redditizio della droga

Un altro aspetto impatta sul sistema dei RAEE e riguarda le partite di prodotti non conformi o contraffatti che vengono immesse sul mercato italiano. “Arrivano da noi tramite la rotta balcanica - racconta Daniele Leonetti, capitano della Guardia di Finanza e comandante Compagnia di Treviso -, vengono sdoganati in paesi dell’Est Europa, dove si applicano regole differenti,  poi via terra arrivano sul nostro mercato. Controlliamo tutti i valichi e le vie di accesso al nostro Paese, pertanto intercettiamo container di prodotti non conformi e con marcatura CE falsa, potenzialmente pericolosi, provenienti dal Far East”. I carichi illeciti sequestrati dalla Guardia di Finanza vengono identificati per tipologia di merce e vengono avviati al centro RAEE più vicino al luogo del sequestro, tramite il Centro di Coordinamento. Secondo stime della G.d.F il traffico illecito di apparecchiature elettriche ed elettroniche rende più di quello della droga. “Impressionante - racconta Leonetti - è stato il confronto fra il valore dichiarato in alcune fatture di acquisto, che ammontava a 20.000 euro, paragonato alla stima delle vendite, che ne sarebbero derivate, di notebook, regolabarga e altri prodotti: superava il milione di euro”.

La concorrenza sleale dei 'free rider': danni al mercato e ai RAEE

Esistono prodotti non conformi e quelli commercializzati in modo irregolare. Una concorrenza sleale dannosa per il mercato, ma che produce effetti negativi anche sul sistema RAEE, come ha raccontato Luca Cassani, coordinatore Commissione Ambiente Anitec-Assinform, associazione che rappresenta le aziende dell’ICT: “Nel sistema multi consortile RAEE il produttore, chiamato alla responsabilità estesa, finanzia il sistema attraverso il versamento dell’eco-contributo raccolto. Chi elude questo obbligo non solo non contribuisce, ma crea danno economico al sistema. In questa posizione scorretta si collocano i cosiddetti 'free rider', quei soggetti che in modo anonimo immettono sul mercato prodotti elettrici ed elettronici. Possono essere società operanti in Italia che vendono nel canale fisico senza essersi registrate al sistema multi-consortile, oppure  soggetti con sede fuori dal territorio italiano che vendono online”. Per spiegare il fenomeno Cassani cita una indagine di fine 2019, realizzata da EucoLight, associazione europea dei sistemi di conformità Raee dell’illuminazione. Analizzando una decina di famiglie di prodotti, dalle sorgenti luminose ai tablet ,ai wereable, ai pc, etc., hanno scoperto che, su cento offerte presenti sui portali, 81 erano proposte da entità non registrate a nessun sistema collettivo. “Se colleghiamo questo dato - ha evidenziato Cassani - con l’impennata registrata dalla vendita online, possiamo immaginare la quantità di prodotti che fra qualche anno entreranno nella gestione RAEE senza che nessuno abbia pagato il corretto contributo”. A danno del sistema e in spregio di quei produttori che, invece, finanziano correttamente il sistema Raee.

Cosa si può fare

Se poco possiamo incidere sulle attività degli enti deputati al controllo e alla gestione del sistema RAEE, a cui dobbiamo affidarci, come consumatori abbiamo qualche freccia al nostro arco per cercare di scoraggiare fenomeni illeciti e elusivi. Quando acquistiamo, una serie di indizi deve farci scattare l’allarme. Come ad esempio il prezzo: quando  èeccessivamente basso rispetto alla media di mercato dovrebbe mettere in guardia; oppure la mancanza sul prodotto del marchio CE, una certificazione obbligatoria per i prodotti circolanti nel nostro Paese. Per maggior sicurezza possiamo anche richiedere al venditore online informazioni e prove sulla conformità dei prodotti proposti. Oppure, più semplicemente, per i nostri acquisti rivolgiamoci a marchi noti e insegne altrettanto note. (l.c.)

La tredicesima edizione del Rapporto Annuale RAEE è disponibile su raeeitalia.it.