Quest’uomo si chiama Giorgio Rossi e dirige lo stabilimento di Franke Home Solutions a Sassoferrato, nell’Anconetano, dove la multinazionale svizzera produce le cappe a marchio Faber.
Ho incontrato Rossi due volte negli ultimi sei o sette anni, forse otto. E l’ultima è stata due giorni fa in occasione dell’inaugurazione del nuovo show-room di Franke a Fabriano e le celebrazioni dei 70 anni di Faber.
In entrambe le occasioni sono rimasto stupefatto dalla hashtag#passione che Rossi riesce a trasmetterti quando ti racconta la “sua” fabbrica e ti porta in giro a visitarla. Una passione per nulla affettata, anzi diretta e trasparente; insomma, sincera. Ua passione che diventa modo di essere in azienda ben sapendo che l’esempio deve partire dall’alto.
“Vedi - mi dice - noi produciamo al centro del nulla (ha ragione, i territori sono splendidi ma lontani da tutto, ndr) e in un mercato dove le difficoltà sono aumentate in modo esponenziale negli ultimi anni, la velocità di consegna è un fattore determinante. Dobbiamo mantenere la nostra efficienza sempre al massimo. Ma per raggiungerla partiamo dalle hashtag#persone e dal loro benessere in azienda”.
Non sono parole buttate a caso. Lo stabilimento, da quando lo visitai l’ultima volta non mi ricordo neppure quando, è stato rivoltato come un calzino all’insegna del comfort e dell’automazione. Infortuni drasticamente ridotti e accordo con i hashtag#sindacati (prima di tutto con la Fiom-Cgil) che consentono all’azienda quella flessibilità di produzione spinta al massimo che è la premessa della velocità nel hashtag#delivery. La Fiom conquistata dalla capacità di coinvolgimento di Rossi, dunque? Non ne sarei sorpreso.
A quel punto però capisci che la passione di Rossi in azienda deve essere moneta comune come il suo cognome in Italia. Altrimenti certi risultati non li raggiungi e a mantenerli neppure ci pensi. E capisci anche che il destino dei distretti industriali nel nostro paese sono più che mai appesi a manager come Rossi. (graziano girotti)









