Sabato, 03 Ottobre 2026 17:27

Diritto alla riparazione: cambia il consumo

La direttiva europea rivoluziona il modo di guardare agli elettrodomestici. Un tassello importante nella costruzione dell’economia circolare. Il parere di Cobat RAEE.

Per anni, di fronte a un elettrodomestico guasto, la domanda è stata quasi sempre la stessa: conviene ripararlo o sostituirlo? Oggi questa scelta entra in una nuova fase. Il diritto alla riparazione, introdotto dal legislatore europeo con la Direttiva (UE) 2024/1799, non è soltanto una misura a tutela del consumatore: rappresenta un tassello importante nella trasformazione dei modelli di consumo e nella costruzione dell’economia circolare. Il 31 luglio 2026 è scaduto il termine previsto per il recepimento della direttiva da parte degli Stati membri. L’obiettivo europeo è ridurre la sostituzione prematura dei beni e favorirne una maggiore durata, attraverso una più ampia disponibilità di servizi, pezzi di ricambio e informazioni sulla riparazione. Per determinate categorie di prodotti la direttiva introduce inoltre un obbligo di riparazione a carico del fabbricante, quando questa sia tecnicamente possibile.

Percorso più ampio

Per l’Italia si apre quindi la fase del recepimento nazionale, che dovrà tradurre queste disposizioni in regole concretamente applicabili. La possibilità di riparare un prodotto non può però rimanere un principio astratto: servono competenze tecniche, ricambi disponibili, tempi e costi sostenibili, informazioni chiare per il consumatore. Ma il tema riguarda anche ciò che accade quando la riparazione non è più possibile. È qui che la prospettiva della gestione dei RAEE diventa centrale. Prolungare la vita utile di un apparecchio significa ritardarne l’ingresso nel circuito dei rifiuti e mantenere più a lungo nel ciclo economico il valore incorporato nel prodotto, nei suoi componenti e nelle materie prime.

Per Cobat RAEE la riparazione rappresenta quindi un passaggio di un percorso più ampio, nel quale la gestione del rifiuto interviene quando il prodotto ha realmente raggiunto la fine della propria vita utile. A quel punto una corretta raccolta e gestione dei RAEE consente di recuperare materiali e componenti e di reimmetterli nei cicli produttivi. Riparazione e riciclo non sono dunque percorsi alternativi, ma momenti diversi di una stessa strategia di circolarità: la prima estende la vita del prodotto, il secondo ne preserva il valore materiale quando quella vita è terminata.

L’Italia parte da un quadro nel quale il consumatore dispone già, durante il periodo di garanzia legale, del diritto alla riparazione o alla sostituzione in caso di difetto di conformità. Il nuovo quadro europeo amplia questa prospettiva, intervenendo sulla riparazione anche oltre la garanzia e rafforzando le condizioni perché questa scelta possa diventare effettiva. La sfida sarà quindi costruire continuità lungo l’intero ciclo di vita dell’elettrodomestico: progettazione, utilizzo, manutenzione, riparazione e, quando non è più possibile prolungarne la vita, raccolta, trattamento e recupero delle materie.

Il vero cambiamento non consiste semplicemente nel riparare di più. Consiste nel considerare la sostituzione come una possibilità e non come l’unico esito naturale di un guasto. È un cambio di prospettiva che mette al centro la durata del prodotto e, insieme, la capacità del sistema di valorizzare ciò che quel prodotto contiene quando la sua vita utile è davvero terminata. Per Cobat RAEE significa contribuire a fare in modo che anche il fine vita non rappresenti una fine, ma una nuova occasione di recupero di materia e valore.

Valentina Negri

Direttore Generale Cobat RAEE